
D’altronde questa mini saga delle origini era nata proprio per accompagnare l’arrivo della pellicola dedicata a Dampyr, primo tassello dell’universo cinematografico bonelliano a cui due anni di pandemia hanno sconvolto i piani.
Mauro Boselli, stavolta in compagnia di ben quattro membri della notevole squadra artistica di Dampyr (a Nicola Genzianella e Luca Rossi si aggiungono Alessio Fortunato e Michele Cropera), conclude dunque il “racconto intorno a una birra” che ha visto protagonisti Harlan, suo padre Draka, il diavolo Nikolaus e l’amesha Caleb Lost. Proprio questi ultimi due nell’albo diventano protagonisti di sequenze narrative che, sommate a quanto raccontato da Harlan e Draka nelle parti precedenti, completano il quadro di due decenni di storie, evidenziandone legami e connessioni dotate di una coerenza impressionante per livello di dettaglio.
Al contempo Boselli usa questo finale per una sorta di chiarimento d’intenti tra i quattro personaggi, rinsaldandone i legami e, di fatto, facendo di questo volume quasi un nuovo inizio per l’epopea dampyriana, quanto meno negli intenti.
La suddivisione in varie sequenze della storia permette a ciascun disegnatore di mettere in evidenza il proprio stile, differenziando anche in modo efficace segmenti narrativi diversi per contenuto e ubicazione temporale. E forse proprio nei passaggi troppo repentini e secchi tra una sequenza e l’altra possiamo ritrovare l’unica criticità di un albo che resta comunque uno dei punti più alti e migliori della serie.
Abbiamo parlato di:
Dampyr #269 – Sangue stregato
Mauro Boselli, Nicola Genzianella, Luca Rossi, Alessio Fortunato, Michele Cropera
Sergio Bonelli Editore, agosto 2022
96 pagine, brossurato, bianco e nero – 4,40 €
ISSN: 977159000204010269
Dampyr #266: un Maestro della Notte come padre
Dampyr #267: là, dove tutto ebbe inizio
Dampyr #268: l’orrore della guerra

