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A Playboy’s love story (Di Leo)

7 Settembre 2021
Isabella Di Leo torna a personaggi e situazioni del suo “Si può fare!” con uno spin-off autoprodotto sulla storia d’amore tra Mel Brooks e Anne Bancroft.
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Playboy-love-story-coverIn Si può fare!, graphic novel di Isabella Di Leo che racconta la realizzazione del film Frankenstein Junior ma soprattutto l’amicizia tra Gene Wilder e Mel Brooks, si è potuto scorgere anche il rapporto sentimentale tra il regista e la moglie Anne Bancroft.
L’autrice ha voluto approfondire la storia d’amore tra i due con una sorta di spin-off autoprodotto (pubblicato originariamente sui suoi social), versione fumettistica di una parte dell’intervista che Mel Brooks rilasciò a Playboy nel 1974.
Di Leo riporta fedelmente le parole dell’istrionico personaggio, restituendocelo in tutta la sfrontatezza e l’atteggiamento sopra le righe con cui lo ha già fatto rivivere all’interno di Si può fare!
Ha però avuto modo, più ancora che nell’opera precedente, di mostrare anche il lato più umano del cineasta, evidenziando il forte legame che aveva instaurato con la consorte, così come di descriverci meglio Anne Bancroft, dandole maggiore spazio e esaltando le sue qualità e il suo temperamento.
Lo stile di disegno è a metà tra il caricaturale e il cartoonesco: un tratto fresco e morbido, in grado di imprimere molto bene su carta la faccia da schiaffi di Brooks così come i lineamenti più dolci e miti di Bancroft, mentre c’è poco spazio per gli sfondi; la costruzione della pagina, infine, offre una scansione regolare.
L’albetto si completa con una introduzione della fumettista e con una galleria di omaggi ad opera di Pietro Zemelo, Mirko’s Scribbles, Mario Natangelo, Claudio Sciarrone, Vincenzo Riccardi e Mirko Fascella.

Abbiamo parlato di:
A Playboy’s love story
Isabella Di Leo
Autoproduzione, 2021
44 pagine, brossurato, colori – 12,00 €
Acquistabile fino a esaurimento scorte contattando direttamente le pagine social dell’autrice

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Per chi volesse approfondire:

Frankenstein Junior: l’amicizia dietro la pellicola

Si può fare: intervista a Isabella Di Leo

Andrea Bramini

Andrea Bramini

(Codogno, 1988) Dopo avere frequentato un istituto tecnico ed essersi diplomato come perito informatico decide di iscriversi a Scienze Umane e Filosofiche all'Università Cattolica del Sacro Cuore, dove a inizio 2011 si laurea con una tesi su "Watchmen". Ha lavorato per un'agenzia di pubbliche relazioni ed è attualmente impiegato in un ufficio.
Appassionato da sempre di fumetti e animazione Disney, ha presto ampliato i propri orizzonti imparando ad apprezzare il fumetto comico in generale, i supereroi americani, i graphic novel autoriali italiani ed internazionali e alcune serie Bonelli. Ha scritto di queste passioni su alcuni forum tematici ed è approdato su Lo Spazio Bianco nel 2011, entrando qualche anno dopo nel Consiglio direttivo.

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