
Con un’impostazione iniziale (fortunatamente) classica, la storia vede Dylan coinvolto in un’indagine che lo porta a fronteggiare il senso di colpa, suo e altrui. Fino qui tutto bene, nonostante una certa debolezza di trama, battute e personaggi: Simeoni però si spinge oltre, con una specie di “coda” narrativa che va a toccare temi umanamente e socialmente di assoluto rilievo, come lo sfruttamento del lavoro minorile. Ma le due parti della storia risultano solamente accostate e non cucite assieme, lasciando alla fine una morale forzata e stonata che lascia perplessi con una sensazione di incompiutezza fastidiosa.
Furnò si avvicina in alcune tavole a mostri sacri del fumetto, quali Sienkiewicz e McKean, e gioca a scomporre e deformare personaggi e prospettive in modo assolutamente potente; sembra però rimanere bloccato in alcuni passaggi facili dove lo slancio più destrutturante viene meno e lascia spazio ad alcuni risultati fin troppo scolastici e pesanti.
Rimane la sensazione di un’occasione non colta pienamente, peccato capitale, anche se forse emendabile in appello, di questo Color Fest.
Abbiamo parlato di:
Dylan Dog Color Fest #33
Delitti e castighi
Gigi Simeoni, Davide Furnò
Sergio Bonelli Editore, maggio 2020
96 pagine, brossurato, colore – 5,50 €
ISBN: 977197194704500033
Dylan Dog Color Fest 33 – Delitti e castighi (Simeoni, Furnò)
Una nobile citazione per una storia che Simeoni e Furnò riescono a far volare pienamente solo nella parte grafica.








