
Con SaldaPress ha pubblicato Fumetti Timidi, volume che contiene due storie a fumetti – scritte da Giuseppe Zironi e Andrea Ciccarelli, con la supervisione di Sambucco e disegnate dallo stesso Zironi e da Stefano “The Sparker” Conte– legate al mondo musicale di Ruggero e diversi altri materiali speciali. Fumetti Timidi è arricchito dai contributi di Davide La Rosa e Fabrizio “Pluc” Di Nicola, e dagli omaggi di Luca Bertelè e Massimo Giacon, mentre Giorgio Cavazzano ha disegnato la cover dell’edizione variant.
Abbiamo incontrato Ruggero de I Timidi durante lo scorso Lucca Comics & Games e gli abbiamo rivolto alcune domande sul suo immaginario musicale e su questa del tutto nuova incursione nel mondo del fumetto.
Intervista a Ruggero de I Timidi

È vero, sono un musicista, anzi un cantautore dopo l’ultimo album Giovani emozioni, però penso di essere uno che nelle sue canzoni racconta delle storie. Sono storie che gli altri cantanti non vogliono raccontare, un po’ di provincia, a volte un po’ torbide, che però credo facciano parte dell’immaginario collettivo di molti, anche se magari non vissute in prima persona. Da qui l’esigenza di una nuova forma espressiva, venuta fuori da una passione per i fumetti e per un certo tipo di letteratura, come i fotoromanzi, che ho cercato di condensare in un fumetto, coadiuvato dai grandi fumettisti di questo volume, e grazie soprattutto a SaldaPress.
Autore comico, poi di testi di canzoni, e adesso di fumetti. Cosa accomuna questi tre tipi di scrittura e cosa hai dovuto imparare per questa prima sceneggiatura a fumetti?
La prima cosa è l’umiltà. Ho subito ammesso che scrivere la sceneggiatura per un fumetto non è come scrivere, per esempio, la sceneggiatura per un video; per questo mi sono subito affidato all’editore, partendo dall’idea di base propostami e offrendo una sorta di supervisione insieme ad Andrea Ciccarelli. Quindi si è partiti dalle mie canzoni, cioè da qualcosa che avevo già scritto, riadattandole al fumetto. Io ho dato la “zampata finale”, sistemando qualche dialogo per renderlo il più “Ruggero” possibile. E devo dire che sono molto soddisfatto del risultato, perché all’interno del volume ci sono tipologie diverse di fumetti: la prima storia, di Giuseppe Zironi, è ambientata a New York ed è la continuazione della mia canzone Torna! (a Udine); la seconda, in stile manga, ha i disegni e colori di Stefano Conte; e poi ci sono contributi speciali tra cui i fumetti disegnati male da Davide La Rosa che è un matto e per questo ci vado molto d’accordo.

Anzitutto dietro i miei testi c’è la verità e la voglia di dire le cose così come stanno su tematiche non necessariamente scioccanti. Per esempio, nella mia prima canzone, Timidamente io, parlavo dello squirting, un argomento – ironico a dirsi – che sentivo sulla bocca di tutti. In tanti mi scrivono ancora suggerendomi canzoni su categorie di YouPorn di cui ignoro l’esistenza e su cui poi mi tocca documentarmi, come tutti i grandi ricercatori fanno. Ma ci sono cose per cui il pubblico non è ancora pronto, per questo dico che non voglio scioccare le persone, ma raccontare le cose in maniera sincera e comica, perché la verità ha sempre dei risvolti comici.
Si tratta comunque di raccontare delle storie, che per me sono normali, ma che per l’utente medio possono sembrare abbastanza fuori di testa. Questo perché, pur essendo questa la realtà, si cerca sempre di nasconderla, perché c’è tanta ipocrisia nella società: quando vengono dette le cose in modo diretto suona tanto come dire “il re è nudo” mentre perché nessuno ha il coraggio di farlo. Questo anche per il politically correct che va tanto di moda, ma che per certi versi sta rovinando la comunicazione, rendendola più difficoltosa.
Secondo me i testi delle mie canzoni, rispetto a quelle comiche di qualche hanno fa, sono più leggeri, più all’acqua di rose, ma il punto è che si è alzata l’asticella di quello che non si può dire… Ma per fortuna quel confine c’è, così io riesco a pagare il mutuo!
A chi è dovuta la scelta del grande maestro Giorgio Cavazzano come autore della variant cover?
Gran parte del volume, come ho già detto, è merito dell’editore, perché io amo i fumetti ma non sono il mio campo e sono un lettore molto basic (conosco Topolino, Dylan Dog, Rat-Man…), per cui non mi sono permesso di chiedere uno specifico autore per la variant. Quando mi hanno proposto Giorgio Cavazzano, che è un nome che ho nelle orecchie da bambino e che è un mito del fumetto italiano che tutti conoscono, anche i meno esperti, ho chiesto se fosse vero, non riuscivo a crederci!
Poi io e mia moglie, Fabiana Incoronata, che è ritratta con me in questa variant cover, lo abbiamo incontrato e ho scoperto – me lo ha raccontato lui – che ha anche ascoltato i miei pezzi e quando ci siamo visti lui ci guardava e rideva. Per cui non solo ha realizzato la variant cover, ma era anche convinto e consapevole di quello che stava facendo e gli stiamo perfino simpatici! Per cui io direi che sono a posto così, non mi interessa andare a Sanremo o vincere un Oscar, ormai!

Su questo punto non ho messo becco, perché era la mia prima esperienza con il fumetto. Se ce ne sarà un’altra vedremo. Posso dire che questa volta ho tolto qualche riferimento di troppo allo squirting, perché mi sono reso conto che un po’ tutte le storie andavano a parare lì, dato che è il tema della mia canzone più famosa, ma ho preferito evitare di diventare monotematico.
Nel fumetto di genere umoristico ci sono state opere che ti hanno fatto capire di voler fare il comico “da grande”?
Non penso ci siano fumetti che mi abbiano direttamente influenzato, ma riflettendo ho letto molte strip comiche da bambino, come i Peanuts, Garfield. Il genere comico era quello che ricercavo e preferivo. Quando sono cresciuto ho scoperto Rat-Man, che trovo geniale anche per la grande quantità di battute e tutte azzeccatissime infilate in così poche pagine. Se vogliamo c’è una sorta di invidia per questo tipo di talento. Per cui posso dire che, anche se non c’è stata un’influenza diretta, tutto ha contribuito a formarmi, anche grazie alla mia curiosità verso tante forme espressive, tra cui, naturalmente, la musica.
Intervista realizzata il 3 novembre 2018, durante il Lucca Comics & Games.







