La vita è quella cosa che ci accade mentre siamo occupati in altri progetti.
John Lennon
Maggie una volta si chiamava Perla. Poi vennero il divorzio dei suoi, il ritorno a Huerta, lasciandosi dietro il padre e un fratello, la scoperta della sua abilità nel riparare auto, l’amicizia con Hopey – che vorrebbe più di un’amicizia -, la relazione ondivaga con Ray. Passano gli anni sul viso di Maggie, sul suo corpo, ma senza scalfire la scintilla della sua forza interiore.

In questo volume la storia si sviluppa a partire dai personaggi e dai loro rapporti: sono loro il tessuto della trama che si svolge tra le pagine, loro gestiscono i tempi del racconto attraverso i dialoghi e i silenzi.
La cura posta da Jamie Hernandez nel dare a ognuno una voce personale, una caratterizzazione credibile, è evidente fin dalla prima battuta. I dialoghi sono vivaci, realistici nel loro tergiversare, svelano sogni, timidezze, preoccupazione. I personaggi, da quelli principali alle comparse, non sono dei blocchi di caratteristiche messe insieme solo per mandare avanti la trama, ma si mostrano sfaccettati, perfino contraddittori come può esserlo chiunque nella vita di tutti i giorni.
Tutti, però, mostrano una caratteristica comune: una tenace voglia di vita, di gioia, di riscatto in qualche caso o semplicemente di realizzazione. Ognuno a loro modo, ognuno nel proprio stile, ma osservando i loro sguardi, seguendo i loro passi e leggendo le loro parole, si avverte chiaramente questo messaggio, un messaggio di forza e speranza mai banalizzato o semplificato, un anelito che si scontra con difficoltà e imprevisti apparentemente insormontabili, ma che nel corso del volume trova sfogo e realizzazione.
Un’altra caratteristica dei personaggi principali, specificatamente di quelli femminili, è la sensualità. Dalla giunonica Angel, giovane e formosa, fino alla protagonista dal fisico ben più ordinario, la femminilità è un tratto che Hernandez sottolinea sempre attraverso il suo stile delicato e privo di filtri; una sensualità naturale, mai spinta e mai volgarizzata, che passa per l’accettazione del proprio essere e della propria persona.

Il disegno rispecchia questa eccezionalità del normale: un segno realistico ma che sa evidenziare e deformare i dettagli senza mai cadere nel caricaturale, una linea chiara dal segno spesso che definisce con precisione contorni e confini rendendo evidente in ogni momento cosa sta accadendo e a chi.
Uno stile apparentemente dimesso al servizio della storia, ma che resta elemento fondamentale per il tono e l’atmosfera che riesce a evocare e trasmettere; uno stile essenziale ma mai impreciso o eccessivamente sintetico, che sa manifestare gli atteggiamenti e i sentimenti dei personaggi grazie all’espressività dei visi e dei corpi e che rende quelle che sono rappresentazioni bidimensionali realistiche, sincere, dirette.
Al contempo, il realismo non è spinto, c’è sempre una nota di cartoonesco e di semplicità nelle linee capace da elevare il racconto dalla realtà e portarlo sul piano della narrativa e dell’universalità del messaggio e dei temi.
Pur inserito perfettamente nell’epopea di Love and rockets, dai protagonisti allo stile narrativo e artistico, The love bunglers riesce a essere godibile dal lettore occasionale che, pur se privo dei riferimenti precedenti, può contare su una scrittura scorrevole e su personaggi comunicativi, su un ventaglio di emozioni ritratte con mano sicura e con spirito poetico.
Abbiamo parlato di:
The love bunglers – Gli imbranati dell’amore
Jaime Hernandez
Traduzione di Stefano Andrea Cresti
Oblomov Edizioni, 2018
120 pagine, cartonato, bianco e nero – 22,00 €
ISBN: 9788885621206








