Numero che segna una svolta narrativa importante nell’impianto della serie, anche se alcuni indizi erano già stati suggeriti non solo dai numeri precedenti, ma anche dalle numerose interviste, anteprime e backstage dedicati a Orfani da Roberto Recchioni. Una prima parte come al solito dedicata al passato, con una forte presenza di dialoghi “sintetici”, artificiosi, volutamente sopra le righe e con qualche vignetta non proprio riuscitissima del disegnatore esordiente (sulla testata) Werther Dell’Edera, – fedele collaboratore di Recchioni dai tempi di John Doe – , lascia il posto ad una seconda parte, quella dedicata al futuro, nettamente migliore, con continui omaggi, soprattutto nell’ambientazione, a capolavori letterari e
Numero che segna una svolta narrativa importante nell’impianto della serie, anche se alcuni indizi erano già stati suggeriti non solo dai numeri precedenti, ma anche dalle numerose interviste, anteprime e backstage dedicati a Orfani da Roberto Recchioni. Una prima parte come al solito dedicata al passato, con una forte presenza di dialoghi “sintetici”, artificiosi, volutamente sopra le righe e con qualche vignetta non proprio riuscitissima del disegnatore esordiente (sulla testata) Werther Dell’Edera, – fedele collaboratore di Recchioni dai tempi di John Doe – , lascia il posto ad una seconda parte, quella dedicata al futuro, nettamente migliore, con continui omaggi, soprattutto nell’ambientazione, a capolavori letterari e cinematografici e in generale dell’industria ludica quali “Il Signore delle Mosche”, “Apocalypse Now”, “Halo”, e in cui la svolta di cui sopra si materializza, con una virata della trama in odore di “spy story”. Sicuramente la continuity così serrata che Recchioni è riuscito a dare alla serie è già una novità all’interno del mondo Bonelli: un traguardo è già stato ampiamente raggiunto, da questo punto di vista. Anche Dell’Edera migliora nella seconda parte, sciogliendosi definitivamente durante la scena di lotta tra Ringo e Rey, disegnata strizzando un occhio ai manga, soprattutto nella dinamicità data ai duellanti. La scelta dei colori è quasi sempre azzeccata e dà quel qualcosa in più che ci si poteva, e doveva, attendere: dimostrandosi indispensabile alla narrazione della serie stessa.
(Torre del Greco, 1987) Fin da piccolo appassionato di fumetto grazie alla lettura delle storie di Frank Miller su Devil, inizia a collaborare prima a www.ubcfumetti.com, per poi approdare nel 2006 a Lospaziobianco.it. Si occupa particolarmente di brevisioni/recensioni, dedicate soprattutto a fumetti statunitensi o italiani e di interviste. Ha collaborato saltuariamente anche a www.worldsfinest.it, portale dedicato a Superman e Batman.
Tra i suoi autori preferiti Ennis e Miller, a cui sta dedicando la tesi di laurea in Scienze della Comunicazione. Le sue scuole di riferimento per il mondo del fumetto sono certamente quella italiana e quella statunitense, senza dimenticare un piccolo occhio a quella sudamericana. Ha collaborato in qualita' di giornalista per la testata campana www.ilmediano.it.