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A nessuno piace Omega

Non è facile essere un'antagonista di Nathan Never, oggi ancora più che in passato. Ne sa qualcosa Omega, il robot che piace "solo" a Giovanni...

A nessuno piace Omega

Questa è la storia di Omega, il supercattivo incompreso di . Incompreso prima di tutto da suo padre, Sigmund, verso il quale ha un enorme complesso di Edipo (non solo Omega vuole ucciderlo, ma vuole anche farsi sua moglie). Incompreso dai lettori, che lo giudicano un cattivo ridicolo rispetto a cattivi storici della serie come Skotos e Mister Alfa. Incompreso dal suo autore , che lo ha relegato negli spin-off e in alcune rare comparsate nella serie regolare.

A dire il vero, a nessuno piace Omega.
Tranne che a me, ed è per questo che ho deciso di raccontare la sua storia. It is I, his chronicler, who alone can tell thee of his saga ((Citazione da Conan il Barbaro, pellicola del 1982 con Arnold Schwarzenegger – N.d.r.)). E se non riconoscete questa citazione, vi consiglio di non seguirmi ulteriormente in questo articolo, perché stiamo per scendere nelle profondità della fortezza dei nerd.

A nessuno piace Omega
#263

Dopo la morte di Aristotele Skotos, la scomparsa di Mister Alfa e la sconfitta dei Pretoriani nella Guerra dei Mondi, era tempo che un nuovo antagonista sorgesse dalle ceneri della Città Est. Nessuno sapeva da dove sarebbe venuto il cattivo che avrebbe dato filo da torcere all’Agenzia Alfa nel dopoguerra, tranne . Il quale aveva preparato il terreno con una serie di indizi sparsi negli albi precedenti la GdM, in particolare nell’apparente raffreddarsi dei rapporti tra Nathan e Sigmund. Un tempo grandi amici, lentamente erano scivolati in quell’ostilità da pugnalate alle spalle e mezze frasi borbottate che solo la vita da ufficio può generare. Eppure Nathan in ufficio ci stava pochissimo. Inoltre, Sigmund a un certo punto aveva smesso di balbettare.
In effetti, Sigmund si è da tempo fatto sostituire da un robot. È questo robot a prendere coscienza di sé, a imprigionare Sigmund in un provettone di vetro e a sostituirsi a lui in tutto e per tutto. Ma non gli basta. Come una sorta di mostro di Frankenstein, vuole emanciparsi da chi lo ha costruito. E come quello del suddetto mostro, il corpo di Omega è costruito con parti robotiche prese qua e là, ricucite tra loro alla bell’e meglio. Nell’idea di Serra, questo avrebbe dovuto tradursi graficamente in un robot dall’aspetto assemblato e posticcio, un Frankenstein cibernetico goffo ma potentissimo. Uno storpio con desideri di vendetta, metallico e pesante, dotato però di un cervello eccezionale (è il clone di quello di Sigmund, dopotutto). Un Riccardo III asimoviano, un Tecnodroide con i complessi e le psicosi.
Ma nessuna delle proposte avanzate dai disegnatori soddisfa Serra (che peraltro a sua volta è un bravo disegnatore, quindi non si sottrae al compito). Per mesi sperimenta, schizza, scarta, riprova, ma non c’è niente da fare. Il nuovo robot sembra ora un palombaro, ora uno scarto di fabbrica, manca sempre quel carisma che ogni supercattivo deve avere per essere credibile.

A nessuno piace Omega
Nathan Never #253

E allora Serra butta via tutto, ricominciando da zero. Omega è la nemesi di Sigmund, e come tale deve apparire. Vuole essere l’incubo di suo padre, e lui gli incubi di Sigmund li conosce tutti, avendo passato molto tempo nel suo cervello. Non che questi incubi siano molti, è evidente: Sigmund sarà pure un nerd, ma è un nerd di successo. Ha il lavoro più figo del mondo (per un nerd), è rispettato da tutti, ha una moglie supergnocca e, sotto la camicia sudaticcia, perfino un fisico di tutto rispetto – almeno a giudicare da come lo disegnano ogni tanto. Porta gli occhiali, ma in fondo è un vezzo: nel mondo di NN possiamo supporre che la chirurgia oftalmica sia in grado di correggere qualunque miopia in pochi minuti. Anche la balbuzie non sembra costituire un problema per lui, dato che nessuno lo prende per il culo per quel difetto (chi lo ha fatto probabilmente si è trovato senza più rubrica nel telefono la sera stessa).
In compenso l’infanzia di Siggy è stata piuttosto dura, e lo ha segnato visibilmente. In particolare lo si nota nella sua esclamazione ricorrente: “Per la Santa Vergine di Czestochowa!” Che, in bocca a un ateo dichiarato come lui, la dice lunga. È qui che Serra va a scavare, e scava così tanto che finisce per attingere alla sua personale biografia. L’autore infatti ricorda una scena della propria infanzia, e la trasferisce nel vasto background di Sigmund. In questa scena, riportata nell’albo 253, Sigmund bambino muove alcune obiezioni di ordine religioso a un’arcigna suora, che lo minaccia mostrandogli a cosa andrà incontro allontanandosi dal culto: una Morte con le tipiche fattezze scheletriche del Tristo Mietitore, da cui solo la fede può salvare. E in effetti, un ateo non ha niente e nessuno che lo salvi dal timore della morte. Questa è la paura di Sigmund, incarnata in quell’immagine forse poco credibile ma certamente spaventosa per un bambino.

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Nathan Never #301

È una mossa coraggiosa, destinata a portare il personaggio a un livello psicanalitico decisamente più elevato dei suoi predecessori. Sia Skotos che Mister Alfa stanno a guardare lo svolgersi delle loro oscure trame, l’uno dal finestrone del suo palazzo e l’altro dal suo bunker, limitandosi a dare ordini senza sporcarsi le mani, ed entrambi danno l’impressione di non star facendo, in realtà, un cazzo. Del resto il loro non è un lavoro: è un esercizio di potere. Ed è il potere stesso che perseguono, puro e semplice. Omega è decisamente più complesso, e non ha il vantaggio di una posizione preacquisita: deve sgobbare per conquistare il suo posto, e questa conquista è finalizzata a uno scopo più alto che forse anche a lui stesso sfugge (sì, vuole sconfiggere suo padre ed emancipare i robot, ma c’è un mondo dietro).
Così il corpo di Omega diventa uno scheletro supertecnologico, ma dall’aspetto medievale: uno scheletro con tanto di ali e una fiamma che lo avvolge. È sempre costituito da pezzi di recupero, ma rielaborati secondo una tecnologia superiore, che si traduce in un tratto graficamente diverso da tutto il resto del fumetto. La sua testa ricorda le calaveras messicane, più che un vero teschio – non è un modello anatomico, è la rappresentazione religiosa della morte. E qui arriva il tocco geniale dell’autore: il patchwork che lo costituisce non è più tanto fisico, quanto mentale. Omega infatti può percepire i ricordi e le esperienze dei robot di cui è composto. Quindi la sua coscienza non è solo una copia della mente di Sigmund, ma un composito di umano e robotico in perenne conflitto con sé stesso.
Ora Omega ha un corpo e un’anima con una storia, un movente complesso, una personalità stratificata, un legame a doppio filo con i protagonisti. Ha tutte le carte in regola per essere un cattivo con i controfiocchi. E fa la sua comparsa gloriosa in edicola.
È un disastro.

A nessuno piace Omega
Tavola da Nathan Never #301

A nessuno piace Omega. Non piace a moltissimi lettori, non piace ai collaboratori. Tutti rievocano il glorioso passato di Skotos e del suo finestrone. E in fondo, non piace più neanche a Serra, che decide di proseguire e terminare la sua saga come previsto, ma rinuncia a svilupparne le potenzialità. La sfortunata scelta di un lettering ingombrante e difficile da leggere peggiora solo le cose: come potrà Omega esprimersi se ogni frase di tre parole occupa un quarto di vignetta? Sia per cercare di accontentare chi vuole un ennesimo Skotos, sia per semplificare il percorso che porterà Omega al proprio finale, il nostro (anti)eroe viene relegato in un antro pieno di monitor che, al pari della finestra di Skotos, gli permette di gongolare dei propri successi dando le spalle ai suoi servitori. Ora solo una fine gloriosa potrà riscattare la sua memoria.
Sic transit gloria fumetti.

 

 

7 Commenti

7 Comments

  1. Luca

    11 luglio 2016 a 11:23

    A me piace!!!! Sinceramente, fa tanto cattivo marvel, e almeno AGISCE! Non come quella palla di Mister ALFA, che controllava tutto ma non faceva niente. Peccato nessuno lo abbia capito.

    • la redazione

      la redazione

      11 luglio 2016 a 11:25

      Finalmente una quota Omega! Grazie della solidarietà all’antagonista :)

    • Fabrizio

      11 luglio 2016 a 15:27

      Mi aggiungo ai “mi piace”. Mi è piaciuto quel muoversi nell’ombra provocando delle reazioni negli agenti alfa, mettendoli spesso uno contro l’altro. Se posso fare una critica, piuttosto, al momento non mi è piaciuto il modo un pò troppo sbrigativo con cui si stanno scatenando gli eventi, quasi proprio a voler confermare questo modo veloce di toglierlo di mezzo. Ma è un giudizio, come ho già detto in un altro mio commento qui sullo spaziobianco, sospeso, in attesa di vedere come finiranno le cose al termine di questi tre numeri, e soprattutto come proseguiranno, alla luce dei devastanti eventi del numero scorso (Sigmund, Branko e May, Elania, la sorellanza telepate). E’ dura attendere i prossimi numeri! Prima o poi Bepi Vigna verrà a tirarmi le orecchie per i commenti che ho messo sul faccialibro, più che altro per esasperazione, perchè sono tutti elogi al loro lavoro e a NN, di cui sono fan dal numero Zero!

    • Fabrizio

      11 luglio 2016 a 15:31

      ps: a me è piaciuto anche Mister Alfa, non è vero che non faceva nulla, piuttosto agiva molto ma molto più nell’ombra e con uno schema molto più complesso rispetto ad Omega. Per fare un paragone, mi sto guardando la serie tv “The Black List”, e la Congrega ricorda molto mister Alfa, ne parlavo proprio qualche sera fa con la mia compagna, che da zero fumetti ho fatto appassionare a NN ;)

      • la redazione

        la redazione

        11 luglio 2016 a 16:28

        Dopo questo commento, non possiamo che consigliarti di tenerti ben stretta la tua ragazza! ;-)

  2. Vincenzo

    8 luglio 2016 a 06:51

    Secondo me il problema di Omega è il look un po’ troppo “bambinesco”, da incubo prima infanzia ma disegnato come se fosse in topolino. Poi ricorda un po’ ultron. Insomma, ci voleva qualcosa di più cool, il teschietto di Omega non fa paura manco qui quo qua. Dunque secondo me è problema puramente di grafica. Per dire e per finire: Skotos era sontuoso, possente, arcigno. Alfa mostrava l’imperturbabilità del potere forte alle piccole vicende, con quella sua faccia sempre uguale. Omega non ha niente che possa far paura o ricordare qualcosa di pauroso o antipatico.

    • la redazione

      la redazione

      8 luglio 2016 a 15:07

      Insomma, non piace nemmeno a te! ;)
      Scherzi a parte, grazie per il tuo contributo da lettore.

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