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Una timida incursione nel fumetto: intervista a Ruggero de I Timidi

Ruggero de I Timidi si affaccia sulla scena musicale nel 2013, riscuotendo subito un grande successo con un mix di ispirazioni sonore anni Sessanta e testi demenziali. Nel 2018, grazie a SaldaPress, approda al mondo del fumetto con Fumetti Timidi. Lo abbiamo incontrato e intervistato.
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Andrea Sambucco è più noto al pubblico con lo pseudonimo di Ruggero de I Timidi – “cantante confidenziale dalle melodie senza tempo, ma dalle tematiche molto attuali” –, personaggio creato nel 2013 ispirandosi alla scena musicale italiana degli anni Sessanta e che esordisce su YouTube con il brano Timidamente io. Nel periodo successivo pubblica numerosi singoli che mantengono lo stesso binomio tra musica leggera e testo demenziale. Nel 2015 pubblica il suo primo album come Ruggero de i Timidi, intitolato Frutto Proibito. A dicembre dello stesso anno esce la raccolta Natale Romantico con cover di famose canzoni natalizie e rivisitazioni di vecchi brani. Del 2018 è La canzone dell’estate, pubblicata su YouTube, mentre nel mese di settembre esce il secondo album, Giovani emozioni, che omaggia la musica dei cantautori degli anni Settanta.
Con SaldaPress ha pubblicato Fumetti Timidi, volume che contiene due storie a fumetti – scritte da Giuseppe Zironi e Andrea Ciccarelli, con la supervisione di Sambucco e disegnate dallo stesso Zironi e da Stefano “The Sparker” Conte– legate al mondo musicale di Ruggero e diversi altri materiali speciali. Fumetti Timidi è arricchito dai contributi di Davide La Rosa e Fabrizio “Pluc” Di Nicola, e dagli omaggi di Luca Bertelè e Massimo Giacon, mentre Giorgio Cavazzano ha disegnato la cover dell’edizione variant.

Abbiamo incontrato Ruggero de I Timidi durante lo scorso Lucca Comics & Games e gli abbiamo rivolto alcune domande sul suo immaginario musicale e su questa del tutto nuova incursione nel mondo del fumetto.

Intervista a Ruggero de I Timidi

Sei uno youtuber affermato, personalità del web e musicista di successo. Da cosa è scaturita l’esigenza artistica di esprimersi anche con il fumetto?
È vero, sono un musicista, anzi un cantautore dopo l’ultimo album Giovani emozioni, però penso di essere uno che nelle sue canzoni racconta delle storie. Sono storie che gli altri cantanti non vogliono raccontare, un po’ di provincia, a volte un po’ torbide, che però credo facciano parte dell’immaginario collettivo di molti, anche se magari non vissute in prima persona. Da qui l’esigenza di una nuova forma espressiva, venuta fuori da una passione per i fumetti e per un certo tipo di letteratura, come i fotoromanzi, che ho cercato di condensare in un fumetto, coadiuvato dai grandi fumettisti di questo volume, e grazie soprattutto a SaldaPress.

Autore comico, poi di testi di canzoni, e adesso di fumetti. Cosa accomuna questi tre tipi di scrittura e cosa hai dovuto imparare per questa prima sceneggiatura a fumetti?
La prima cosa è l’umiltà. Ho subito ammesso che scrivere la sceneggiatura per un fumetto non è come scrivere, per esempio, la sceneggiatura per un video; per questo mi sono subito affidato all’editore, partendo dall’idea di base propostami e offrendo una sorta di supervisione insieme ad Andrea Ciccarelli. Quindi si è partiti dalle mie canzoni, cioè da qualcosa che avevo già scritto, riadattandole al fumetto. Io ho dato la “zampata finale”, sistemando qualche dialogo per renderlo il più “Ruggero” possibile. E devo dire che sono molto soddisfatto del risultato, perché all’interno del volume ci sono tipologie diverse di fumetti: la prima storia, di Giuseppe Zironi, è ambientata a New York ed è la continuazione della mia canzone Torna! (a Udine); la seconda, in stile manga, ha i disegni e colori di Stefano Conte; e poi ci sono contributi speciali tra cui i fumetti disegnati male da Davide La Rosa che è un matto e per questo ci vado molto d’accordo.

Nell’era dello scontro continuo sul politicamente corretto, degli insulti e delle polemiche su ogni tipo di battuta, ma anche della maggiore consapevolezza per tematiche fino ad oggi poco affrontate, come pensi che venga recepito il tuo approccio divertito, molto esplicito e grottesco nei confronti della sessualità e di tutto ciò che vi è connesso? È solo un divertissemente una precisa volontà di comicità assurda o c’è di più dietro ai tuoi testi?
Anzitutto dietro i miei testi c’è la verità e la voglia di dire le cose così come stanno su tematiche non necessariamente scioccanti. Per esempio, nella mia prima canzone, Timidamente io, parlavo dello squirting, un argomento – ironico a dirsi – che sentivo sulla bocca di tutti. In tanti mi scrivono ancora suggerendomi canzoni su categorie di YouPorn di cui ignoro l’esistenza e su cui poi mi tocca documentarmi, come tutti i grandi ricercatori fanno. Ma ci sono cose per cui il pubblico non è ancora pronto, per questo dico che non voglio scioccare le persone, ma raccontare le cose in maniera sincera e comica, perché la verità ha sempre dei risvolti comici.
Si tratta comunque di raccontare delle storie, che per me sono normali, ma che per l’utente medio possono sembrare abbastanza fuori di testa. Questo perché, pur essendo questa la realtà, si cerca sempre di nasconderla, perché c’è tanta ipocrisia nella società: quando vengono dette le cose in modo diretto suona tanto come dire “il re è nudo” mentre perché nessuno ha il coraggio di farlo. Questo anche per il politically correct che va tanto di moda, ma che per certi versi sta rovinando la comunicazione, rendendola più difficoltosa.
Secondo me i testi delle mie canzoni, rispetto a quelle comiche di qualche hanno fa, sono più leggeri, più all’acqua di rose, ma il punto è che si è alzata l’asticella di quello che non si può dire… Ma per fortuna quel confine c’è, così io riesco a pagare il mutuo!

A chi è dovuta la scelta del grande maestro Giorgio Cavazzano come autore della variant cover?
Gran parte del volume, come ho già detto, è merito dell’editore, perché io amo i fumetti ma non sono il mio campo e sono un lettore molto basic (conosco Topolino, Dylan Dog, Rat-Man…), per cui non mi sono permesso di chiedere uno specifico autore per la variant. Quando mi hanno proposto Giorgio Cavazzano, che è un nome che ho nelle orecchie da bambino e che è un mito del fumetto italiano che tutti conoscono, anche i meno esperti, ho chiesto se fosse vero, non riuscivo a crederci!
Poi io e mia moglie, Fabiana Incoronata, che è ritratta con me in questa variant cover, lo abbiamo incontrato e ho scoperto – me lo ha raccontato lui – che ha anche ascoltato i miei pezzi e quando ci siamo visti lui ci guardava e rideva. Per cui non solo ha realizzato la variant cover, ma era anche convinto e consapevole di quello che stava facendo e gli stiamo perfino simpatici! Per cui io direi che sono a posto così, non mi interessa andare a Sanremo o vincere un Oscar, ormai!

Della tua comicità, cosa credi si presti bene alla trasposizione a fumetti e cosa magari hai dovuto cambiare o lasciar fuori perché non rendeva efficacemente, disegnata?
Su questo punto non ho messo becco, perché era la mia prima esperienza con il fumetto. Se ce ne sarà un’altra vedremo. Posso dire che questa volta ho tolto qualche riferimento di troppo allo squirting, perché mi sono reso conto che un po’ tutte le storie andavano a parare lì, dato che è il tema della mia canzone più famosa, ma ho preferito evitare di diventare monotematico.

Nel fumetto di genere umoristico ci sono state opere che ti hanno fatto capire di voler fare il comico “da grande”?
Non penso ci siano fumetti che mi abbiano direttamente influenzato, ma riflettendo ho letto molte strip comiche da bambino, come i Peanuts, Garfield. Il genere comico era quello che ricercavo e preferivo. Quando sono cresciuto ho scoperto Rat-Man, che trovo geniale anche per la grande quantità di battute e tutte azzeccatissime infilate in così poche pagine. Se vogliamo c’è una sorta di invidia per questo tipo di talento. Per cui posso dire che, anche se non c’è stata un’influenza diretta, tutto ha contribuito a formarmi, anche grazie alla mia curiosità verso tante forme espressive, tra cui, naturalmente, la musica.

Intervista realizzata il 3 novembre 2018, durante il Lucca Comics & Games.

Angela Pansini Valentini

Angela Pansini Valentini

Molfetta (BA), classe 1981.
Si è laureata in Editoria e Giornalismo e in Scienze dello Spettacolo, presso l'Università degli Studi di Bari Aldo Moro.
Ex giornalista pubblicista, tra il 2003 e il 2013 ha collaborato con diverse testate in ambito locale.
Dal 2010 ha iniziato a interessarsi di Fumetto, scrivendo per Temperamente, Leggere:Tutti e LettereVive.
A partire dal 2014 è entrata a far parte stabilmente della redazione de Lo Spazio Bianco e dal 2018 di Fumo di China.
Ha firmato il saggio dal titolo "Analfabetismo" per Le parole sono importanti, pubblicato da DOTS Edizioni.
Nel 2011 ha fondato il Club del Libro di Bari e ne ha coordinato le attività, con passione e grande successo, sino al 2021.

Emilio Cirri

Emilio Cirri

Nato a Firenze una mattina di Gennaio del 1990, cresce dividendosi tra due mondi: quello della scienza e quello dell'arte. Si laurea in Chimica e sogna di fare il ricercatore. E nel frattempo si nutre di fumetti e spera di poterne sceneggiare uno, un giorno. Il primo amore della sua vita è Batman, amico fedele dei lunghi pomeriggi passati a giocare in camera sua. Dai supereroi ha piano piano esteso il suo campo di interesse fumetto, sia esso italiano, americano, francese, spagnolo o giapponese. Nel tempo che non dedica ai fumetti, guarda film e serie tv, scrive recensioni e piccole storielle, e forse un giorno le pubblicherà su un blog o in qualche altro modo.

Ettore Gabrielli

Ettore Gabrielli

Classe 1977, toscano, programmatore. Impara a leggere sugli Alan Ford del padre, una delle poche cose per cui si sente debitore veramente. Vorace lettore da sempre, i fumetti sono stati il mezzo per imparare e per conoscere persone e per questo sarò loro sempre grato. Nel 2002 fonda Lo Spazio Bianco, magazine dedicato al fumetto tra i più longevi e seguiti in Italia di cui è tuttora direttore editoriale. Nel 2021 ha fatto parte della giuria dei Lucca Comics Awards.

Paolo Garrone

Paolo Garrone

Nativo di Cuneo (10 settembre 1967), ma torinese d’adozione. Vive a Settimo Torinese. Ama, anzi si nutre di fumetti (ovviamente), cinema e serie TV. Qui ci vuole un punto se no sembra che si nutra anche di loro: adora i gatti (non che abbia qualcosa contro i cani, eh). Esordisce “criticamente” sul defunto – ma mai dimenticato – Infofumetti per poi approdare sui lidi dello Spazio Bianco. Qui, con molta fortuna ma anche grande gratificazione del suo ipertrofico ego, fa una carriera rapidissima, arrivando a diventare uno degli editor più attivi; finché un bel giorno subisce un grave distacco di retina (a cui ne seguirà un altro, circa 2 anni dopo), che lo costringe a ridurre drasticamente il suo apporto. L’amore per i fumetti e il legame d'amicizia con la redazione lo inducono comunque a non desistere e, ogni tanto, cerca di scribacchiare ancora qualcosa, principalmente sull'argomento che predilige, i supereroi.
Insomma da queste parti, in qualche modo e misura, lo troverete sempre.

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