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Stray Dogs: anche i cani vivono i thriller

5 Dicembre 2025
Saldapress pubblica la miniserie di tensione di Tony Fleecs e Trish Forstner che mescola ispirazioni cartoon al cinema horror.
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Stray Dogs Vol.1 Cover

Sophie si risveglia in mezzo a sconosciuti, senza memoria di come sia arrivata tra loro e della sua vita precedente. Mentre si ambienta e apprende le regole per abitare in questa nuova casa si trova piena di dubbi: è convinta che tutti loro si trovino in pericolo, una sensazione che trova conferma quando recupera alcuni frammenti di memoria. I suoi sospetti sono soprattutto per l’uomo misterioso che li ha accolti e li nutre. Nessuno del gruppo però sembra disposto a crederle ed è sempre più difficile fidarsi persino di se stessi quando la memoria a breve termine sembra non funzionare. Qual è l’oscuro segreto che li ha portati in quella casa?
Le meccaniche che danno l’avvio alla storia di Stray Dogs – Cani Randagi sembrano richiamare ad un topoi che da alcuni anni serpeggia nelle storie dell’orrore, la situazione in cui il o la protagonista si risvegliano in un luogo sconosciuto senza sapere come ci siano arrivati e al centro di una minaccia o una serie di trappole. La peculiarità di questa miniserie però sta nel fatto che Sophie e gli altri membri del gruppo altro non sono che teneri cani da compagnia.

Tony Fleecs prende così spunti e canoni esplorati nel mondo del thrilling e gli conferisce un sapore nuovo e nuove dinamiche cambiando la natura dei suoi protagonisti. L’idea di utilizzare la natura limitata della memoria a breve termine dei cani offre meccaniche molto efficaci nel costruire tensione e mistero, riuscendo nello spazio dei pochi capitoli a disposizione ad imbastire una storia accattivante e coinvolgente. La tensione sale e i colpi di scena si susseguono fino al deflagrare dell’azione che costituisce il finale della storia – un’accelerazione che lascia nel lettore la sensazione di un epilogo rapido, cosa che capita in molte storie di questo tipo, specie al cinema, dove dopo il dipanarsi di un racconto dal ritmo teso e rarefatto si chiude con un improvviso cambio di passo sincopato.

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A rendere questo esperimento narrativo ancora più bizzarro la scelta grafica. I disegni di Trish Forstner e i colori di Brad Simpson ci catapultano direttamente dentro un’estetica da cartone animato, tra Disney e Don Bluth (immaginatevi di trovarvi in un universo che sembra mescolare Lilly e il Vagabondo con un approccio leggermente più adulto di un Charlie Anche i Cani vanno in Paradiso), sfruttando anche alcune meccaniche tipiche dell’animazione che ha animali come protagonisti, come ad esempio il fatto che gli umani non sono che gambe, braccia e poco più. Pur non essendoci estremizzazioni o eccessi tipici dell’umorismo di certi cartoni animati, i colori vividi, un design pulito e grandi occhioni conferiscono una certa umanizzazione alle espressioni degli animali creando comunque un notevole spiazzamento nel lettore: l’immaginario bucolico animato suona in netto contrasto con le atmosfere inquietanti e la minaccia sottesa nella storia, dando vita a ribaltamenti e sorprese.
Il risultato è interessante, soprattutto in principio (presto infatti, se si entra nella storia, l’escamotage perde di novità) ma in effetti potrebbe impattare in modo diverso su lettori diversi e non stupirebbe di scoprire che qualcuno ne possa rimanere interdetto al punto da non riuscire a entrare come si deve nella storia e a trovarsene respinto.

 Al volume principale ha fatto seguito Stray Dogs, Giorni da Cani, un antologico concepito dagli stessi autori. Si tratta di fatto di una collezione di brevissimi episodi che rappresentano il prequel di ognuno dei cani protagonisti della storia, raccontandoci di fatto come sono arrivati nella casa. Seppure nella brevità di poche pagine ci sono diversi guizzi e intuizioni, costruendo microstorie compiute.
Le dinamiche sfruttano diversi escamotage interessanti per ottimizzare il breve spazio a disposizione, come una storia costruita con una carrellata di post sui social – di fatto la storia è costruita dal post finale e dai commenti, o da un uso arguto delle ripetizioni. 

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Il volume è però assolutamente complementare e accessorio a Stray Dogs Cani Randagi: non conoscere la storia originale rende in qualche modo la maggior parte di questi racconti monchi, o comunque privi di un certo impatto – visto che il sospeso e la minaccia che arriva dalla storia principale aleggia e offre un certo tipo di chiosa emotiva. Inoltre il lettore casuale potrebbe rischiare di farsi qualche spoiler o intuire qualche elemento che anticiperebbe i segreti da affrontare nella miniserie Stray Dogs Cani Randagi, così da rendere consigliabile leggere questo secondo volume solo dopo aver fruito della storia principale.

A corredo, sia questo volume che il precedente, sono stati oggetto di un set di copertine variant che hanno utilizzato i protagonisti per ricreare le iconiche locandine di alcuni film e serie di cult dell’horror e del fantastico, dal Silenzio degli Innocenti a Stranger Things, da Gremlins a Squid Game.

Abbiamo parlato di:
Stray Dogs: Cani Randagi, Stray Dogs: Giorni da Cani
Tony Fleecs, Trish Forstner, Brad Simpson
Traduzione di Stefano Menchetti
saldaPress, 2025
136 pagine, brossura con alette, colori – € 16,90
96 pagine, brossura con alette, colori – € 16,90
ISBN: 9791254614587 / ISBN: 9791254616031

Paolo Ferrara

Paolo Ferrara

Nato a Bologna, classe 1977, svolge diversi mestieri e frequenta corsi di fumetto, teatro, doppiaggio e un Master in Tecniche della Narrazione presso la Scuola Holden di Torino. Insegna storytelling per varie realtà e associazioni e ha una cattedra di Storytelling per i Media presso IAAD Torino e Bologna.

Come freelance sceneggia (per cortometraggi, Mediaset, videogame per Tiny Bull Studios e qualche fumetto web), ha pubblicato opere di narrativa e narrativa per bambini ( Saga Edizioni, Epika Edizioni, La Strada di Babilonia, Delos Books, Milena Edizioni e Kalimat Group – editore degli Emirati Arabi Uniti- ).

Da più di 15 anni è conduttore e autore radio/podcast ( RadioOhm / SonoCoseSerie) e collabora come recensore e articolista per diverse riviste digitali e non (tra cui Lo Spazio Bianco).

È sceneggiatore della serie Chimere sull'app Jundo Comics e ha diversi progetti in arrivo in vari media: qualunque cosa pur di raccontare storie.

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