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Topolino #3255: analisi del nuovo restyling

Topolino #3255: analisi del nuovo restyling
Abbiamo avuto la possibilità di leggere in anteprima il numero 3255 di “Topolino”, in uscita mercoledì 11 aprile in edicola, che inaugura una nuova veste interna per il settimanale Disney.

Come tutte le riviste periodiche da edicola, anche Topolino ha conosciuto nel corso degli anni diversi restyling. Per restare al passo con i tempi, per intercettare sempre meglio l’interesse dei ragazzi e per un doveroso rinnovo di grafica da applicare di tanto in tanto onde evitare di fossilizzare il prodotto, il settimanale disneyano ha più volte cambiato struttura e “interfaccia”, confermando il suo approccio adattivo che gli ha permesso di rimanere un’icona all’interno delle edicole italiane.
Mercoledì 11 aprile esce Topolino #3255, investito proprio da uno di questi cambiamenti.

Grafica e rubriche

Topolino_3255_restyling_1_Recensioni Di primo acchito il rinnovamento grafico del giornale appare nel segno della continuità: sfondi dai colori molto accesi per le pagine di redazionali, font sbarazzini e disegni dei personaggi che fanno capolino qua e là ai margini delle pagine.

In realtà la sterzata è un po’ più sostanziale, anche se potrebbe apparire sottile: negli ultimi

anni l’impostazione delle rubriche prevedeva linee più rigide per i riquadri che contenevano scritte e titoletti, ricercando il feeling con la grafica di icone e barre degli strumenti o dei menù dei computer. Anche i personaggi che vi comparivano erano rappresentati con uno stile squadrato, che emulava l’estetica da avatar virtuale, aspetto che pur ormai accettato per abitudine non rendeva loro giustizia.Ora invece gli standard characters tornano alle loro canoniche figure anche in questi spazi – per quanto a onor del vero in un paio di occasioni assumano le fattezze dei pupazzetti Tsum Tsum – e l’approccio grafico complessivo torna ad abbracciare una morbidezza accogliente. Anche solo inserire il nome della rubrica in un balloon dalla linea molto plastica aiuta a ricreare una naturalezza e una spontaneità apprezzabili.

Per quanto riguarda i redazionali nel loro contenuto, si prosegue grossomodo sulla linea tracciata nel recente passato, in un riuscito mix di informazione, interesse verso l’attualità e i suoi protagonisti, e pagine più frivole e meno riuscite: i giochi, le barzellette e l’oroscopo persistono, infatti, per quanto siano elementi che probabilmente è impossibile eliminare dagli equilibri di una rivista generalista.

Topolino_3255_restyling_2_Recensioni La punta di diamante di questo albo è l’intervista a Bebe Vio, campionessa paralimpica di scherma, che prosegue la tradizione delle personalità sportive che possono essere di ispirazione sana per i giovani lettori. Non si poteva scegliere figura migliore della giovane schermitrice, in tal senso, per riaffermare in un numero di “rilancio” della testata questo grande interesse verso i valori che Topolino da sempre difende, dal momento che Bebe Vio si è sempre impegnata per trasmettere messaggi relativi alla forza di volontà e alla positività, trascendendo lo sport e interessando la vita in generale.
Elementi che emergono con chiarezza anche dalle risposte date ai giovani intervistatori: a tal proposito è interessante lo specchietto che indica cosa i ragazzi hanno imparato dall’incontro.
Molto delicato, adeguato e senza ritrosie il modo in cui viene trattato il tema della disabilità.

Sopravvive l’angolo di Chiedilo al Topo, paginetta dove i lettori più giovani si divertono a fare le domande più folli ai personaggi , al quale si aggiunge una pagina di Botta e risposta dedicata a quesiti più impostati, che crea quindi equilibrio nella posta dei lettori.

Rileviamo con soddisfazione che resistono anche la gag introduttiva a firma di Silvia Ziche e l’editoriale della direttrice Valentina De Poli, per quanto quest’ultimo venga relegato a una colonna a fianco del sommario: pur spiacenti per il ridimensionamento, siamo lieti che si mantenga questa finestra di dialogo con i lettori, importante per farli sentire parte di una famiglia allargata.

Parlando del sommario, quest’ultimo viene compresso in una sola facciata, indicando così solo le storie e le tre rubriche principali. La gestione precedente di questo spazio non era chiarissima né graficamente vincente, ma riusciva perlomeno a elencare ogni singolo contenuto del libretto.

Interessante la pagina con Sgrunt! L’ultima parola, a cura di Federico Taddia, dove un ragazzino parla della rabbia che prova nei confronti dei compiti di scuola, e che potrebbe essere uno spazio utile per dare voce agli sfoghi dei lettori più giovani.
Decisamente lodevole, infine, la scelta di utilizzare un EasyReading Font (carattere ad alta leggibilità) certificato come Dislexia Friendly per tutti i contenuti redazionali del giornale, anche se così facendo si riduce la quantità di testo.

Le storie

Topolino_3255_restyling_3_Recensioni Per questo n. 3255 la redazione ha puntato su due storie di sicuro appeal, come spesso capita in occasione di numeri di rilievo per vari motivi.

Topolino e il tesoro dell’isola ripropone l’accoppiata formata da Tito Faraci e Giorgio Cavazzano, che non si vedeva da ottobre 2016 (da giugno dello stesso anno per quanto riguarda Topolino e Gambadilegno). Lo sceneggiatore in particolare torna a scrivere una storia lunga e dal sapore avventuroso, non solo incentrata sull’umorismo come nelle sue ultime prove per Topolino, e dimostra in questo modo di saper ancora gestire molto bene il personaggio di Mickey Mouse e del suo rivale per antonomasia, anche se in versione “alternativa” del XIX secolo.

Non mancano le battute, anzi abbondano al punto da farsi in alcuni momenti quasi ingombranti, ma servono comunque una sceneggiatura ben congegnata pur senza avere una trama particolarmente articolata: tutto si gioca sull’atmosfera, sul lento avvicinamento dei due personaggi e sulla soluzione del mistero legato all’isola del titolo, il tutto aiutato dagli ottimi disegni di un Cavazzano in stato di grazia, che nell’ultimo anno e mezzo ha ritrovato vigore in un segno particolarmente ricercato e intrigante, fatto di tratteggi e attenzione ai dettagli. Tuttavia, spalmare la storia su due tempi avrebbe permesso una struttura più articolata e soddisfacente.

Topolino_3255_restyling_4_Recensioni Anche Il giro dei mondi in 80 giorni (siderali) di Fausto Vitaliano e Lorenzo Pastrovicchio spicca all’interno dell’albo: l’impronta steampunk permette al disegnatore di coniugare tutte la sua esperienza nel rappresentare marchingegni futuristici (in PK e in Darkenblot) in una nuova veste, a metà tra feeling retrò e futuristico, e di creare abiti ottocenteschi in un contesto spaziale.

La fantasiosa trasposizione del romanzo di Jules Verne ideata da Vitaliano è solo alla prima puntata, funzionando così come intelligente traino verso l’acquisto del numero successivo, e per quanto come storia non abbia offerto finora grandi trovate permette di godere di un fantasioso e azzeccato adattamento fantascientifico del Giro del mondo in 80 giorni e di un’intrigante versione alternativa di Topolino e soprattutto di Pippo.

Zio Paperone e l’affarone del guardacalcio, che chiude il volumetto, copre la quota sportiva del numero, che in qualche modo si vuole porre come rappresentativo dell’identità di Topolino. La trama di Augusto Macchetto annoia leggermente il lettore navigato, che immagina fin dal principio dove possono portare le premesse, ma nel complesso offre quello che promette, con un messaggio finale tanto scontato quanto doveroso. L’esperienza dello sceneggiatore ha permesso di ottenere tutto sommato un risultato sufficiente, mentre i disegni di un ancora acerbo Mario Ferracina sono penalizzati dal chinaggio troppo pesante.

Tre paperi in bici è una storia che invece non convince affatto: troppo lunga la sceneggiatura di Bruno Sarda per quello che vuole raccontare, un’avventura all’acqua di rose ambientata in Olanda che vede Paperino, Paperoga e Gastone invischiati per l’ennesima volta nel cliché del pacchetto scambiato con uno identico e appartenente a pericolosi fuorilegge. I disegni di un altro giovane artista come Nico Picone non migliorano il risultato finale, perché nonostante gli sfondi di Amsterdam siano apprezzabili il suo modo di disegnare i paperi è ancora da aggiustare, dovendo trovare una sintesi tra stile personale e riconoscibilità dei personaggi.
Il sommario offre poi due storie brevi che ottemperano al loro ruolo senza particolari picchi: la nuova prova di Sio tra l’altro delude leggermente, con un Archimede che in alcuni casi va fuori personaggio per seguire il nonsense tipico dello sceneggiatore.

Topolino_3255_restyling_6_Recensioni Richiamando lo strillo in copertina, occorre ricordare che puntare sulla quantità rischia storicamente di trasformarsi in un errore a lungo termine. Nei primi anni 2000 sotto la direzione di Claretta Muci si reclamizzavano le sei o addirittura sette storie per numero di Topolino, a discapito però della qualità complessiva. Probabilmente i ragazzini possono essere attratti dall’avere più storie e quindi più varietà di situazioni e personaggi, ma non deve essere un motivo per vederne di troppo brevi poco efficaci.

In un periodo produttivamente delicato per il fumetto Disney inedito – secondo il nostro punto di vista – è quanto mai importante curare la qualità più che la quantità, nonostante i due aspetti non vadano per forza di cose in conflitto l’uno con l’altro. Per questo sarebbe importante coltivare progetti di peso da parte dei veterani e curando la crescita degli artisti più giovani che hanno iniziato a lavorare per il magazine, e guidandoli nella difficile palestra delle storie standard.

Il primo numero del nuovo restyling di Topolino è quindi generalmente valido e convincente, al netto di alcuni aspetti meno apprezzabili. Sotto il profilo della produzione fumettistica si intravedono spinte verso una miglior cura artistica complessiva, seppure accompagnata da alcune prove ancora troppo altalenanti. Solo il tempo dirà se la strada dello storico settimanale è effettivamente in crescita.

Abbiamo parlato di:
Topolino #3255
AA.VV.
, 11 aprile 2018
164 pagine, brossurato, colori – 2,70 €
ISSN: 977112061100183225

4 Commenti

4 Comments

  1. texor

    9 aprile 2018 a 11:17

    Vi siete dimenticati la cosa più importante e cioè l aumento del prezzo.

    • la redazione

      la redazione

      10 aprile 2018 a 08:51

      Sinceramente, 20 centesimi di prezzo non ci sembrava la cosa più importante ed eclatante del restyling.

  2. Daniele

    9 aprile 2018 a 14:31

    …insomma un pretesto per aumentare il prezzo!

    • la redazione

      la redazione

      10 aprile 2018 a 08:50

      Gli aumenti di prezzo sono fisiologici per ogni pubblicazione.

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