Top Ten 2010 – La classifica

Top Ten 2010 – La classifica
I dieci titoli che compongono la nostra Top Ten 2010 e la classifica per la Men­zione Spe­ciale per il Patri­mo­nio Fumettistico per l'edizione 2010. Un’unica lista di dieci titoli senza dif­fe­renze di for­mato, di scuola, di pro­ve­nienza geo­gra­fica per sot­to­li­neare con forza che tutti i fumetti hanno uguale importanza.

 

 

TOP TEN 2010


1) Cinquemila chilometri al secondo di Manuele Fior

(Coconino Press/Fandango) – punti 158

(…) Un racconto in cui si respira l’effervescenza sentimentale di Truffaut, mescolata a una rapsodia generazione alla Ettore Scola di C’eravamo tanto amati, e resa in colori fiammeggianti che scandiscono i luoghi – la provincia italiana, la Norvegia, l’Egitto – e gli anni che passano. Strappando un insperato batticuore. (Matteo Stefanelli)


 

2) Quaderni ucraini di Igort

(Mondadori Editore) punti 101

Non è giornalismo a fumetti, ma il tentativo di riportare sulla carta episodi dimenticati, di orrore estremo. Graficamente è un capolavoro: le tavole sembrano sepolte sotto una cappa di grigia disperazione. (Michele R. Serra)

 

3) a pari merito punti 86

Wilson di Daniel Clowes

(Coconino Press/Fandango)

L’esistenza di un uomo sintetizzata in settanta tavole autoconclusive. Con uno stile ora realistico, ora caricaturale Clowes ci pone, ancora una volta, dinanzi alle nostre angosce più profonde, mostrandoci quante vacue chiacchiere, quanti momenti inutili, quanti ragionamenti bizzarri costituiscano l’ossatura della nostra vita. Il finale, triste, inquietante e liberatorio insieme, rappresenta da solo un capolavoro. (Alessandro Di Nocera)


Gaza 1956 di Joe Sacco

(Modadori Editore)

Questo testo costituisce una nuova forma di letteratura disegnata, un saggio a fumetti di tipo giornalistico. Credo che sarà un punto fermo per chi si interessa del fumetto che si confronta con il reale. Edward Said l’avrebbe molto amato. (Elettra Stamboulis)

 

5) Garibaldi di Tuono Pettinato

(Rizzoli/Lizard) punti 65

(…) Impeccabile padronanza della materia parodiata, in questo caso quella storica; totale allergia a retorica, luogo comune, stupidità; lo sberleffo sublime e garbato ma sempre inappellabile all’autorità ottusa. (Andrea Plazzi)


 

6) Le ragazze nello studio di Munari di Alessandro Baronciani

(Black Velvet) punti 61

Baronciani si immerge nella elusività dell’amore con il suo inconfondibile stile “pop distaccato”, raccontando la fine di ben tre relazioni sentimentali in una graphic novel piena di riferimenti artistici: dalle opere di Bruno Munari a rimandi letterari e cinematografici fino a curiose trovate tattili e non solo. (Andrea Provinciali)


 

7) Carlos Gardel di José Muñoz e Carlos Sampayo

(Nuages) punti 51

Il bianco e nero poetico e violento di Munoz ritrova la narrazione polifonica di Sampayo nel raccontare il mito tutto argentino del cantante Carlos Gardel. Ma più che una biografia vera e propria siamo in presenza di un tentativo di capire l’origine del mito, di analizzarlo, scomporlo, magari negarlo, ma poi perpetrarlo. I veri amori non si discutono. (Emilio Varrà)


 

8) Yeti di Alessandro Tota

(Coconino Press/Fandango) punti 50

L’indecisione di una ragazza che non sa cosa fare di sé a Parigi è qui filtrata dall’enigmatico e tenero Yeti, grosso, glabro, molto molto rosa e capace di dire solo Gnù. La prospettiva naïf cela in realtà uno sguardo acuto e disincantato sulla confusione dei giovani borghesi e sulla vita in un grande città. (Andrea Fornasiero)


 

9) Barcazza di Francesco Cattani

(Canicola) punti 48

(…) Lasciando fluttuare i nostri occhi in spazi vuoti e silenzi bianchi, udiamo il rumore delle gocce, lo sbattere delle porte, il sudore sulla pelle. Fino a percepire il ruolo di quei frammenti insignificanti che più di tante parole ci raccontano l’enigma dell’erosione quotidiana delle relazioni e della vita. Una meditazione, magnificamente disegnata, che si situa tra Anders Nilsen e un elegante senso della presenza – di corpi e dei loro gesti – quasi preraffaellita (Matteo Stefanelli)

 

10) Scott Pilgrim di Bryan Lee O’Malley

(Rizzoli/Lizard) punti 36

L’opera definitiva del sincretismo tra Oriente e Occidente, crossmedia e neoglobalizzazione, senza pesantezza né banalità. (Loris Cantarelli)

 


 

 

MENZIONE SPECIALE PER LA VALORIZZAZIONE

DEL PATRIMONIO FUMETTISTICO 2010

1) Cerebus: Alta società di Dave Sim

(Black Velvet) punti 30

Il sacro Graal dell’editoria a fumetti italiana proposto finalmente nel nostro Paese in un’edizione impeccabile e con una traduzione all’altezza. Cerebus – assieme a Love & Rockets, ad American Flagg!, a Odio! – rappresenta un tassello fondamentale del comics indipendente nordamericano. E ci permette anche di addentrarci, in chiave critica, nel “dietro le quinte” di un’intera cultura fumettistica. (Alessandro Di Nocera)

 

2) Playboy’s little Annie Fanny n.1 1962-1970 di Harvey Kurtzman e Will Elder

(Magic press) punti 14

Qualsiasi cosa di Kurtzman, in qualsiasi momento, comunque. E se non potrà essere di più ce lo faremo bastare. (Andrea Plazzi)

 


 

3) Mumin e i briganti di Tove Jansson

(Black Velvet) punti 13

Un classico mondiale del fumetto per bambini (ma anche per adulti) che non era ancora stato presentato nel nostro paese in un’adeguata veste editoriale. Una riproposta di cui si sentiva realmente il bisogno, nello scaffale dei titoli dedicati ai più giovani. (Emilio Varrà)


2 Commenti

2 Comments

  1. arch.mabe

    8 Marzo 2011 a 15:03

    Sono davvero dei libri molti belli, quelli della vostra top ten. Ne ho acquistati due, quello di Fior, e Cerebus, anche se ancora devono arrivare nella mia libreria.
    Gli altri spero di comprali durante l’anno…

  2. la redazione

    8 Marzo 2011 a 15:27

    Grazie dei complimenti Mabe. Riuscire a dare buoni suggerimenti di lettura è uno dei nostri obiettivi.

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