
Tomka è una storia di sentimenti intensi vissuti da individui ai margini di una società stravolta dalla guerra civile. Il contesto è quello della Spagna della seconda metà degli anni 30, dove lo scontro tra sostenitori della Repubblica e nazionalisti divise il paese, portando, dopo la sconfitta dei repubblicani, alla dittatura di stampo fascista del generale Francisco Franco.
Tomka, il protagonista del racconto, è un gitano che vive in pace, lontano da divisioni sociali o politiche, ma che improvvisamente vedrà distruggere la propria vita e i propri affetti dal bombardamento di uno stormo di Stuka, i micidiali caccia-bombardieri tedeschi.
La sua vita non sarà più la stessa. Sopraffatto dal sentimento di vendetta si arruolerà negli schieramenti repubblicani e prenderà parte attivamente alla guerra civile con l’intenzione di ritrovarsi di nuovo di fronte, non solo allo schieramento nemico, ma proprio a quegli aerei che gli avevano portato via tutto ciò che aveva caro.
Questa è solo la premessa, soltanto l’inizio per gli sconvolgimenti della vita di Tomka. Il gitano durante il suo percorso incontrerà l’amore, la vendetta, la violenza, ma soprattutto affronterà e sfiderà la morte più volte.
L’intero racconto è pervaso dalla contrapposizione tra amore e morte. Una contrapposizione che non accetta compromessi, spesso delineata e regolata solo dal tradimento.
I due autori, Carlotto e Palumbo, oltre a rappresentare magistralmente grandi sentimenti umani, creano anche una ricostruzione fedelmente storica di uno dei tanti conflitti che hanno afflitto l’Europa prima della seconda guerra mondiale. L’affresco creato dallo scrittore, oltre a dimostrarsi ben documentato, risulta estremamente appassionato. Carlotto ripone uguale interesse nel descrivere sia i fatti storici sia i sentimenti umani, volendo forse sottolineare come la Storia sia fatta da uomini con i propri impulsi, le proprie emozioni, le proprie speranze, i propri slanci umanissimamente eroici, prima ancora che da numeri, schieramenti e gesti crudeli.
separatorearticoloGli stessi intenti emotivi muovono probabilmente anche la mano e il pennello di un Palumbo più che mai ispirato, più espressionista che realistico. Questo lato dell’autore, fatto di pennellate spesse e forti contrapposizioni tra neri e bianchi, riesce bene ad accompagnare le parole del racconto drammatico ed intenso di Carlotto. Palumbo offre una delle sue migliori prove di sempre; da ogni pennellata traspare come l’artista sia stato coinvolto emotivamente dalla storia e come sia riuscito a farla sua nonostante essa sia l’adattamento di un racconto dello stesso Carlotto. Le tavole che descrivono esplosioni e situazioni di guerra sono le più suggestive; qui convivono citazioni del Guernica di Picasso alternate a onomatopee dal forte impatto visivo.

Rimane pero’ il forte impatto grafico e narrativo, ma soprattutto emotivo. Il duo Carlotto-Palumbo ha creato un’opera ottima, un buon romanzo grafico, anche se non privo di difetti.
Per aggiungere un punto in più al voto finale, basta comunque pensare alla potenza grafica delle tavole di Palumbo che vivono davvero di forza propria.
Riferimenti:
La recensione dello Spazio Bianco a L’Ultimo Treno
Il sito di Palumbo: www.giuseppepalumbo.com
Il sito di Carlotto: www.massimocarlotto.it








