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Una storia violenta: da John Wagner a David Cronenberg

3 Gennaio 2006
di John Wagner e Vince Loche
Magic press, 1997 - 296 pagg. b/n Bros. - 6,50euro
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Copertina del volumeSe per i film dedicati agli eroi in calzamaglia l’origine fumettistica viene apertamente sbandierata, non molti sono a conoscenza che anche il bellissimo film di David Cronenberg, A history of violence, è tratto da un’opera a fumetti. Autore della storia originale è John Wagner, che ricordiamo come uno dei migliori sceneggiatori che abbiano mai maneggiato il personaggio di Judge Dredd (anch’esso trasposto, ma in maniera pessima, al cinema, con protagonista Sylvester Stallone).
Uscito per la defunta collana Paradox Graphic Mystery (una sotto etichetta della DC comics) nell’ormai lontano 1997, e pubblicato subito a ruota in Italia dalla Magic Press, il fumetto in questione si distingue per l’efficace plot e la semplice e ben orchestrata sceneggiatura, tutta tesa ad esplorare il lato oscuro di un personaggio all’apparenza mite e morigerato padre di famiglia. Nella letteratura e nei comics d’avventura, è un topos ricorrente che il nostro eroe abbia un passato oscuro e misterioso che improvvisamente riemerge, ma bisogna dire che Wagner sfrutta al meglio delle situazioni narrative già esplorate riuscendo a tenere bene le briglie di un racconto tra approfondimento psicologico, ponderati e rivelatori flashback, scene d’azione cruente e spesso macabre. Del resto tutto ciò, e una certa voglia di percorrere strade diverse dal corrente modus operandi dei comics statunitensi (a partire dalla confezione insolitamente pocket) era una prerogativa di questa bella collana che, ricordiamo, aveva presentato un altro ottimo lavoro trasportato in celluloide, e cioé Road to perdition (da noi La strada della perdizione, Magic Press 1988) arrivato al cinema in Italia col fuorviante titolo Era mio padre.

Tra il film di Cronenberg e il relativo fumetto ci sono delle differenze notevoli nella sceneggiatura, anche se entrambe le opere nel loro contesto funzionano e hanno pari dignità e logica. Sembrerebbe scontato, ma rileggendo il fumetto dopo la visione del film mi sono ritrovato a considerare quali diversi meccanismi narrativi e quali differenti scelte estetiche i due medium costringono a prendere. Difatti, certe situazioni grottesche ed esagerate che in un fumetto siamo disposti ad accettare, in una pellicola, sì d’azione ma comunque “realistica”, assurgerebbero a forzatura, insostenibili in un contesto dove la veridicità è funzionale per l’identificazione nella storia e nei suoi personaggi, ed essenziale per la buona riuscita di un plot prettamente thriller.
In un fumetto, e quello in questione ne è la prova evidente, si può sospendere momentaneamente l’esigenza che tutto sia plausibile e credibile. Non mi riferisco solo alla resa dei conti finale tra il personaggio principale e i suoi persecutori, ma anche al rapporto tra lui e la sua famiglia che accetta quasi di buon grado il fatto che abbia mentito per anni, nascondendo il suo passato non certo limpido. Wagner sceglie in questo caso una via comoda, per non togliere efficacia all’impronta noir e d’azione, per non distrarre il lettore con dinamiche famigliari troppo approfondite. Cronenberg, al contrario, fa di questo elemento, ribaltandolo, il valore aggiunto del racconto; anzi, il vero perno attorno al quale far recitare i propri personaggi.
Cio’ detto, dimenticandoci un attimo del film che abbiamo ancora negli occhi, ‘Una storia violentà è un ottimo esempio di come voglia di sperimentare all’interno di generi codificati, coraggio e capacità di imbastire una trama solida e attanagliante possano portare a risultati di tutto riguardo, anche, e soprattutto, non rincorrendo formule preconfezionate per il gusto del lettore medio.
In conclusione un fumetto da leggere tutto d’un fiato, cercando di non farsi scoraggiare dai disegni di Vince Loche, disadorni e frettolosi, che a volte faticano a farci riconoscere i vari personaggi, anche se abbastanza capaci di raccontare per immagini la sceneggiatura di Wagner.

Riferimenti:
Magic Press, il sito: www.magicpress.it
Leggi la recensione del film: www.lospaziobianco.it/?p=856
Leggi la filmografia del regista: www.lospaziobianco.it/?p=857

Alberto Casiraghi

Alberto Casiraghi

(Collaboratore esterno) (operosa Brianza, 1968) Dal 2003 fino al 2011 è stato collaboratore e caporedattore de Lo Spazio Bianco per cui ha curato moltissimi articoli e recensioni. Nel 2005 a Milano, assieme ad altri redattori de Lo Spazio Bianco, ha lanciato la 24 Hour Italy Comics, e ha curato il volume che raccoglie le storie pubblicate nella prima edizione. Nel 2006 ha partecipato alla raccolta di saggi "Watchmen - 20 anni dopo", uscita per Lavieri. Ha contribuito all'Annuario 2007 de LoSpazioBianco.it pubblicato nel 2008 da Lilliput. Nel 2008 ha pubblicato per Coniglio Editore "Gipi. Lo straordinario e il quotidiano di un narratore per immagini".
Ha una moglie, una figlia, tre gatti, suona la chitarra e canta nella band indie-rock Alanjemaal, a cui ora dedica l'energia che ha caratterizzato la sua presenza su Lo Spazio Bianco.

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