
Manifesto realizzato da Leo Ortolani, Alex Maleev come primo ospite internazionale e altri 40 ospiti tra fumettisti, content creator e altro: arrivato alla quinta edizione, il Trapani Comix pensa sempre più in grande e con la sua offerta ambisce a diventare uno dei più importanti appuntamenti del settore nel Sud Italia. In qualità di media partner, Lo Spazio Bianco ha intervistato il direttivo del festival (Erick Cannamela, Gianni Federico, Riccardo Orsini, Marco Rizzo e Francesco Tarantino) per parlare dell’offerta di quest’anno, ma anche per riflettere sull’importanza e lo stato dei festival e delle fiere del fumetto in Italia.
Ciao e grazie del vostro tempo. Come prima cosa, ci piacerebbe sapere come è nata l’idea del Trapani Comix e come si è sviluppato il festival in questi anni.
L’idea nasce in uno studio radiofonico tra un gruppo di amici. Nerd Attack, infatti, è la nostra storica trasmissione che va in onda ancora oggi in FM nel trapanese. Quel nostro modo di intrattenere ci ha portato, complice anche una serie di contenuti pubblicati su YouTube, in giro per l’Italia e in giro tra le maggiori fiere del fumetto del meridione, come collaboratori o intrattenitori. Alla fine del 2018, dopo 6 anni di esperienze, ci siamo detti: ma perché non costruiamo qualcosa per la nostra terra? Da quel momento, è nata l’idea di realizzare il Trapani Comix & Games. Ci siamo strutturati e adesso Nerd Attack ETS è un Ente di Terzo Settore e ha reso il festival quel bellissimo viatico per noi e per tutta la Sicilia.
Quali sono gli highlights di questa edizione, in particolare per la parte dedicata al fumetto?
Uno degli ospiti di punta è certamente Leo Ortolani, così come lo è il nostro primo ospite straniero, Alex Maleev. Ma ogni autore e autrice porta al festival sensibilità, stili e percorsi diversi, da Teresa Cherubini a Claudio Sciarrone, da Marco Failla a Lelio Bonaccorso, oltre ai tanti autori presenti in Artist Alley e un influencer di settore come Andrea Bellusci. Ci saranno anche degli appuntamenti importanti nell’ottica della commistione di generi, stili e linguaggi. Ad esempio, due apprezzatissime scrittrici del nostro territorio, Stefania Auci e Rosita Manuguerra, condurranno dei panel di alto profilo. La prima intervisterà altri due grandi ospiti come Fumettibrutti e Francesco Cattani sul tema del racconto dell’amore, la seconda parlerà del volume Zodiaco con Leo e Tito Faraci.
Particolarmente preziosa, poi, la collaborazione quest’anno con due editori che sbarcano a Trapani: Edizioni BD/JPop, che porta in fiera due ospiti del calibro di Mogiko e Simone di Meo con rispettive mostre al Chiostro di S. Domenico, e Beccogiallo, che arriva con Giulia Conoscenti (aprendoci così al libro illustrato) e la popolarissima divulgatrice d’arte Je Sui Sabrine.
Il manifesto di quest’anno ha una firma d’eccezione: Leo Ortolani. Come siete arrivati all’autore e come è nato questo manifesto?
Grazie al contatto tra Marco Rizzo e Leo Ortolani. Avere un suo manifesto era un nostro sogno sin dalla prima edizione. Leo è stato uno dei personaggi che abbiamo intervistato nella nostra trasmissione radiofonica. E dobbiamo ammettere che abbiamo avuto un aiutino nel convincerlo da Tito Faraci, che era stato nostro ospite alla precedente edizione e che gli ha parlato molto bene di noi. Ma non c’è stato bisogno di insistere, anche perché Leo conosceva e apprezzava già questo territorio.
Un’altra parte importante del programma fumetto è la mostra Heroes – Dagli Antichi Miti ai Supereroi moderni, che si svolge dal 3 al 25 maggio presso il ???????????????????? ???????????? ???????????????????? ???????? ????????????????????????????. Come avete organizzato e curato questa mostra?
È nata dopo aver collaborato con Matteo Belfiore alla mostra dedicata a Tex, ospitata lo scorso anno nel centralissimo Palazzo Cavarretta, con grande successo. Sin dal 2024 abbiamo cominciato a ragionare su cosa proporre nel 2025 e ci siamo subito confrontati sul tema con i Mad Collectors, gruppo di appassionati e collezionisti siciliani di cui fa parte Matteo: sono in possesso di decine se non centinaia di opere di alto profilo, tra tavole, copertine e commission. Abbiamo operato una selezione basata su un unico filo conduttore, uno spunto molto semplice e arcinoto: i super eroi sono i miti del contemporaneo. In una terra come la nostra legata ai miti greco-romani sin dalle origini, era quasi scontato tracciare questo parallelismo: Batman come Ulisse, Superman come Achille o Ercole, Capitan America come Ettore e così via. Il tutto rappresentato da fumettisti del calibro di Frank Miller, John Romita Jr., Bill Sienkiewicz, Simone Bianchi, Gabriele dell’Otto ma anche Alex Maleev e Davide Paratore, che saranno presenti al festival. La mostra è ospitata in un prestigioso Museo diocesano di arte contemporanea, il San Rocco, appunto, che vanta nella sua collezione opere di artisti del calibro di Carla Accardi e Alberto Gianquinto.
Questa mostra, insieme anche all’iniziativa Fumetti in vetrina, con cui vari artisti hanno dipinto varie vetrine del centro storico, ha coinvolto direttamente e attivamente la città nella preparazione del festival. Quanto è importante interagire con il tessuto cittadino e aprirsi all’esterno, sia in generale per le fiere di questo tipo, sia in particolare per la vostra?
È importantissimo, specie in una città come Trapani che soffre un’emigrazione sistematica di giovani e che sta ricreando una propria identità culturale ed economica grazie al turismo. Buona parte dei visitatori delle mostre “off” – che già dall’anno scorso apriamo un mese prima delle date del festival – sono turisti. Inoltre, iniziative come Comix in Vetrina (che abbiamo avviato in collaborazione con gli amici del TCBF in una sorta di “scambio culturale”) dimostrano alla città che il nostro mondo non è rinchiuso nei confini e nelle date di una manifestazione, ma è vivo, vivace e popola già la città. Proprio Comix in Vetrina è stata una sorpresa anche per noi: prevedevamo per questo primo anno di arrivare a 30 vetrine, alla fine abbiamo avuto 80 adesioni per oltre novanta di vetrine, coinvolgendo attività molto diverse tra loro (negozi, pub, studi professionali, farmacie, istituzioni…) e siamo arrivati al punto di dover fermare le adesioni! Il tutto grazie alla disponibilità non solo degli esercenti ma anche degli artisti trapanesi e palermitani (e la guest star Paolo Gallina da Treviso).
In questo senso, qual è il target del vostro pubblico? Giovani, adulti, appassionati storici? E come riuscite a costruire un programma che riesca a parlare a tutti, armonizzando gusti ed esigenze così diversi senza perdere l’identità del Trapani Comix?
L’evento è estremamente pop. Proviamo a coniugare tantissimi ospiti ad attività. Abbiamo la fortuna di avere un teatro di lirica all’interno della Villa Margherita, luogo che da sempre ha ospitato il nostro evento, il teatro Di Stefano. Quindi particolare attenzione è sempre stata posta all’intrattenimento musicale o tematico, come per esempio con la presenza di creator che così hanno l’opportunità di sperimentare dei progetti su un palco “vero”. Poi attenzione alle “mode” con attività incentrate su serie tv o grandi saghe che sono sempre più presenti e, infine, la rinnovata area comics dove è presente anche una sala conferenze dedicata ad Alfredo Castelli, a cui siamo molto legati perché è stato il nostro primo autore di fumetti intervistato in radio. Esistono attività per ogni età: l’Area Kids per i più piccoli, le aree dedicati ai videogiochi e al GdR per l’età adolescenziale ma non solo, mentre l’Hanami è la nostra area dedicata all’Asia. E poi, oltre 50 ore di intrattenimento in 4 palchi diversi. Insomma, ce ne è per tutti i gusti.

Negli ultimi anni si è molto parlato delle fiere del fumetto, o meglio dei Comics, spesso dando risalto a esempi tutt’altro che costruttivi di festival in cui il fumetto è tangenziale, quando non marginale, e senza parlare di esempi positivi.
Il Trapani Comix offre spazio a diverse forme dell’industria dell’intrattenimento, dal gioco al cosplay, ma si nota fin dalla lista degli ospiti quanto il fumetto sia centrale. Quali sono le sfide nel bilanciare tanti elementi diversi in una sola manifestazione? E quali sono gli elementi importanti da tenere in conto per valorizzare il fumetto all’interno di una manifestazione?
C’è sicuramente una questione di fondo, nella tua premessa, che è quella che alimenta il dibattito: molti piccoli festival usano la parola “comics” includendo in essa un mondo sfaccettato, perdendo il senso della traduzione letterale. “Comics” è diventato un marchio, una sintesi di “fiera dove trovare stand, gente in costumi colorati, sigle di cartoni animati e talvolta qualche fumettista”. Se ciò è dovuto all’ignoranza sul tema, sullo scarso legame effettivo degli organizzatori con il mondo del fumetto o a scelte di marketing precise non ci è dato saperlo. Da parte nostra, stiamo cercando di riportare il termine “comics” alla sua dimensione originaria, con un investimento anche non indifferente su ospiti, mostre, conferenze e iniziative parallele. Non è facile, considerato che, banalmente – inutile nascondersi dietro un dito –, ci sono altri settori con maggiore fortuna in termini di incassi e attrattiva. Però ci sta dando grandi soddisfazioni, sia come riscontro che come contenuti. L’anno scorso, ad esempio, un’esibizione a tema Star Wars si è arricchita dalla performance live di Giuseppe Camuncoli. Quest’anno, invece, autori come Fumettibrutti e Lelio Bonaccorso saranno protagonisti di vari incontri su temi sociali.
Voi siete parte del RIFF, Rete Italiana Fiere del Fumetto. Questa affiliazione che cosa vi ha dato, in termini concreti ma anche più ideali, a livello di scambio di idee e di confronto? E cosa puö fare un network di questo tipo per valorizzare festival che mettono appunto il fumetto al centro della loro offerta?
RIFF è una grande famiglia. Siamo onorati di farne parte perché può essere uno spunto di condivisione con un confronto con altre realtà italiane. L’esempio già citato è la collaborazione tra noi e i ragazzi del TBCF che ha portato alla “trasmissione di buone maniere” che, di fatto, ha lanciato il progetto Comix in Vetrina. Insomma, dal confronto, chi ha più esperienza trasmette ai più giovani e l’auspicio è che i più giovani portino sempre più idee.
Più in generale, quanto è importante la presenza di festival di fumetto (insieme al vostro, anche Etna Comics e Palermo Comic Convention) per la valorizzazione del fumetto in un luogo come un’isola, che spesso e’ escluso da eventi o visite di autori o tour promozionali per ovvi problemi logistici?
Spesso eventi come il nostro sono l’unico squarcio verso un mondo che è distante anche dal punto di vista del visitatore, che patisce gli stessi problemi logistici (se non peggio) di un editore qualora volesse visitare ad esempio Lucca Comics & Games. Quando autori “esterni” raggiungono la nostra terra offrono un’occasione unica e rara di confronto a un pubblico di appassionati che è assetato di questi eventi. La risposta più che positiva in termini di pubblico e partecipazione nelle fiere in Sicilia sorprende solo chi non si rende conto che qui c’è sete di cultura, di eventi, di intrattenimento di qualità, di fumetto, cosplay, giochi e tutto il mondo che vi gira intorno. Senza timore di smentita, il Trapani Comix sta diventando un baluardo nella Sicilia per questi temi, il tutto senza dimenticare il legame con il territorio. Ad esempio con la mostra I volti dei Misteri di Lele Virzì, dedicata ai protagonisti della nostra processione ultrasecolare nelle Settimana Santa, o con iniziative come Comix in Vetrina. L’ambizione – già in parte realizzata – è che venga a trovarci anche un pubblico “continentale”… che qualche appassionato dal resto d’Italia visiti Trapani e dintorni nei giorni della fiera godendo delle spiagge, dei siti turistici e del festival. Inoltre, anche grazie a collaborazioni con l’Ordine dei Giornalisti o l’ANM, affronteremo attraverso il fumetto temi come la lotta alla mafia, l’intelligenza artificiale, la disforia di genere, le dipendenze tecnologiche e altre questioni che potrebbero interessare anche un pubblico diverso dal solito.
Chiudiamo parlando del futuro, vicino e più a lungo raggio: quali sono le vostre aspettative, o speranze, per questa nuova edizione? E come vi piacerebbe far evolvere la fiera nel prossimo futuro?
La nuova edizione del Trapani Comix ha solo un obiettivo: far sorridere tutti i partecipanti. Trapani, spesso, viene vista come la periferia dell’Italia. Siamo la provincia più lontana ma anche tra le più belle. Sono pochissime le iniziative che si svolgono in questo territorio nel mondo culturale. I concerti sono sempre più rari e i giovani migrano al nord, alla ricerca di sbocchi diversi. Molti però ci scrivono che per i 3 giorni del festival scendono – come si dice da queste parti – nuovamente a casa. Quindi il Comix diventa una “scusa” per tornare. E questo crediamo che sia la cosa più bella che si possa chiedere.
Intervista realizzata via mail tra aprile e maggio 2025
