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Scelte, femminile plurale: sedici storie per raccontare l’impegno civile

5 Novembre 2026
Valeria Scafetta e Giulia Migneco raccolgono per BeccoGiallo sedici storie di donne e di impegno civile, illustrate da Alma Velletri.
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Cos’hanno in comune una magistrata antimafia, una criminologa, un’attrice, una dirigente penitenziaria, una politica, una giornalista e una donna che ha trasformato una vicenda familiare segnata dalla mafia in un percorso di impegno civile? Apparentemente non molto. È proprio dalla distanza tra esperienze, professioni e biografie che prende forma Scelte, femminile plurale. Storie di impegno e di passione civile – curato da Valeria Scafetta con la collaborazione di Giulia Migneco, illustrato da Alma Velletri e pubblicato da BeccoGiallo. Il volume raccoglie sedici testimonianze, una sezione dedicata a Letizia Battaglia, i ritratti delle protagoniste e un’ampia bibliografia di approfondimento.

Il titolo contiene già una possibile chiave di lettura. Scelte, perché le protagoniste vengono raccontate attraverso i passaggi che le hanno condotte fin lì: decisioni, incontri, rinunce, difficoltà e svolte. Femminile plurale, perché il libro prova a introdurre non una sola idea di donna impegnata, ma esperienze differenti: dalla magistratura alla ricerca, dal teatro alla politica, dalla lotta alle mafie alla gestione carceraria.

La scelta più significativa è lasciare direttamente alle protagoniste la parola. Le loro storie partono spesso dall’infanzia e dagli incontri che hanno orientato il futuro, arrivando alle professioni e alle forme di impegno attraverso cui oggi partecipano alla vita pubblica.

Nel modo in cui il libro costruisce un modello di donna impegnata Scelte, femminile plurale diventa più interessante. Le protagoniste sono quasi tutte donne che hanno trovato una strada, superato ostacoli e trasformato il proprio lavoro in una forma di impegno pubblico. Ma questa impostazione comporta anche un limite. Il rischio è che l’emancipazione finisca per coincidere con la capacità individuale di riuscire: determinazione, preparazione e coraggio diventano le qualità decisive, mentre rimangono più sullo sfondo le condizioni sociali, economiche e culturali che rendono diseguale la possibilità stessa di scegliere.

Non è un problema che queste donne vengano raccontate come esempi. Il problema è che, in alcuni momenti, sembra quasi necessario essere eccezionali per rendere visibile una possibilità di emancipazione. La pluralità promessa dal titolo rischia così di trasformarsi in una galleria di figure virtuose, accomunate più dal risultato raggiunto che dalle condizioni da cui sono partite.

Il libro funziona soprattutto quando smette di chiedere alle protagoniste di essere “esemplari” e permette loro di raccontare il proprio lavoro. Sono più interessanti quando emergono ambivalenze, errori, fatiche e contraddizioni. È in questi momenti che vengono sottratte alla santificazione e restituite alla complessità.

Un altro limite è strutturale. Molte testimonianze seguono una dinamica simile: infanzia, incontro decisivo, formazione, difficoltà, svolta e infine impegno. Dopo alcune storie lo schema diventa riconoscibile e biografie molto diverse rischiano di assomigliarsi più di quanto meriterebbero. Anche l’introduzione, fortemente valoriale, presenta le protagoniste come esempi di cittadinanza democratica, solidarietà e responsabilità: una cornice coerente con il progetto, ma talvolta così esplicita da anticipare il giudizio del lettore.

Sul piano visivo, Scelte, femminile plurale non è un fumetto narrativo in senso stretto, pur rientrando pienamente nella linea editoriale di BeccoGiallo. Ogni storia è accompagnata da un’illustrazione di Alma Velletri, che dà un volto alle protagoniste e affianca visivamente le loro testimonianze, senza costruire però una narrazione per immagini autonoma. La sezione dedicata a Letizia Battaglia introduce poi un cambio di registro: alcune pagine trasformano in disegno fotografie di Battaglia e Franco Zecchin, mettendo in relazione parola, memoria e immagine.

Coerentemente, il libro non si chiude davvero con l’ultima testimonianza. Bibliografia, teatro, documentari, film, serie, podcast e siti propongono percorsi per continuare a conoscere e approfondire le protagoniste e i temi affrontati.

Alla fine, Scelte, femminile plurale è più interessante nelle domande che pone che nelle risposte che offre. La sua idea di impegno civile è chiara: legalità, memoria, partecipazione e istituzioni non sono concetti astratti, ma dipendono dalle persone che scelgono di occuparsene. Ma proprio la pluralità annunciata dal titolo lascia aperta una domanda: quanto può essere davvero plurale il femminile quando esperienze molto diverse vengono ricondotte alla stessa idea di coraggio, responsabilità e impegno?

Il libro non risolve questa contraddizione. La sua forza sta nell’accostare esperienze che raramente condividono lo stesso spazio; la sua debolezza è che talvolta tende a levigare le differenze per inserirle dentro un racconto unitario di virtù civile.

Resta però un elemento prezioso: queste donne non vengono raccontate soltanto per ciò che hanno ottenuto, ma per il percorso necessario ad arrivarci. E quando il libro lascia parlare le loro contraddizioni, i dubbi e persino gli errori, il femminile plurale del titolo smette di essere uno slogan e diventa davvero una pluralità di esperienze.

Abbiamo parlato di:
Scelte, femminile plurale. Storie di impegno e di passione civile
Valeria Scafetta, Giulia Migneco, Alma Velletri
BeccoGiallo, 2026
270 pagine, brossurato, a colo e in bianco e nero – 20,00 €
ISBN: 9788833144351

Angela Pansini Valentini

Angela Pansini Valentini

Molfetta (BA), classe 1981.
Si è laureata in Editoria e Giornalismo e in Scienze dello Spettacolo, presso l'Università degli Studi di Bari Aldo Moro.
Ex giornalista pubblicista, tra il 2003 e il 2013 ha collaborato con diverse testate in ambito locale.
Dal 2010 ha iniziato a interessarsi di Fumetto, scrivendo per Temperamente, Leggere:Tutti e LettereVive.
A partire dal 2014 è entrata a far parte stabilmente della redazione de Lo Spazio Bianco e dal 2018 di Fumo di China.
Ha firmato il saggio dal titolo "Analfabetismo" per Le parole sono importanti, pubblicato da DOTS Edizioni.
Nel 2011 ha fondato il Club del Libro di Bari e ne ha coordinato le attività, con passione e grande successo, sino al 2021.

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