In una lunga intervista concessa alla rivista Nylon, la supermodella Sara Sampaio ha parlato dettagliatamente del personaggio di Eve Teschmacher da lei interpretato in Superman, in uscita tra pochi giorni nelle sale di tutto il mondo. La Sampaio ha parlato dell’audizione che ha tenuto per ottenere la parte e ha descritto l’assistente di Lex Luthor.
Ricordo di aver fatto quell’audizione e di aver pensato: ‘Oh, so esattamente chi è questa persona’. Sapevo esattamente come l’avrei interpretata. Ma allo stesso tempo, pensavo: ‘Probabilmente sceglieranno qualcuno di più esperto’. Sono uscita dalla stanza e ho visto quest’altra ragazza che era molto più esperta, ma sapevo di averla comunque spaccata. Ho pensato: ‘Oh, mio Dio, sono così orgogliosa di me stessa. Ho fatto del mio meglio. E ho la sensazione di potercela fare’. [Eve] è così divertente e originale, e questi sono i personaggi che adoro interpretare. C’era molto ritmo comico nel modo in cui è stata scritta. Ma c’è più di quanto sembri. Riproduce quasi esattamente il punto in cui mi trovo nella mia vita, dove tutti mi vedono come una modella sexy, ma in realtà non mi sento così. In un certo senso, questo personaggio è stato un modo terapeutico per me di giocare con il modo in cui vengo percepita e con il modo in cui sono veramente.
La Sampaio ha comunque rivelato che, per lei, la parte più difficile è stata quella di doversi tingere i capelli per interpretare il personaggio.
Quella è stata la parte più difficile. Sto scherzando, ma è divertente perché durante la mia carriera di modella ho detto di no all’essere bionda tantissime volte perché non si trattava mai del progetto giusto. Dicevo qualcosa del tipo: ‘Mi faccio bionda se mi paghi un sacco di soldi, o se è per un film’. E poi il mio primo grande film: ‘In realtà, ti vogliamo bionda’. Le prime due settimane, continuavo a guardarmi allo specchio e a pensare: ‘Chi è quella?’. In un certo senso, ho quasi avuto una piccola crisi d’identità. Ma alla fine è stato fantastico. Penso che tutti dovrebbero diventare biondi almeno una volta nella vita.”