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“Petrol Head”: robot, grosse automobili e ambientalismo

28 Gennaio 2026
Renoir pubblica il fumetto pop di Rob Williams e Pye Parr che mescola sci-fi, corse automobilistiche e retro fantascienza.
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Petrol head cover regular

Petrol Head è il nome del protagonista di questo fumetto, scorbutico robot costruito per essere un pilota da corsa in una gara automobilistica di un possibile futuro. Ma Petrol Head è anche il nome generico che viene dato a questi robot ormai obsoleti e inquinanti, relegati ai margini della società, a suggellarne ancora di più in qualche modo l’obsolescenza. Incapace di arrendersi, Petrol Head vuole portare avanti la sua programmazione di corridore a tutti i costi, realizzando clandestinamente un bolide da corsa. È tutt’altro genere di gara quella in cui si trova coinvolto però nel momento in cui incrocia la strada di Lupa, una ragazzina dodicenne, e di suo padre. La coppia trasporta un’invenzione che potrebbe cambiare la situazione climatica che ha costretto l’uomo a vivere sotto delle cupole. O, l’intelligenza artificiale che gestisce la città, vuole fermarli e impedire che l’invenzione lasci la città.

Petrol head interni anteprima page8

Così come il mondo di Petrol Head appare costruito a strati (con una Smog Zone in basso e una mitica “città” che si trova diversi livelli più in alto), c’è una certa stratificazione anche nella costruzione del fumetto. Lo spunto delle corse automobilistiche tra robot, che mescola in maniera intrigante retrofantascienza e un topos del genere (Mad Max non è l’unico richiamo possibile), non si limita a costruire il pretesto per una storia di fuggitivi braccati, ma semina diverse letture e temi, come le relazioni con l’intelligenza artificiale e quello ecologico, e una fitta rete di rimandi meno diretti a un intero universo immaginifico. Non è un gioco al citazionismo, perché non ci sono vere e proprie citazioni, quanto più rimandi a situazioni, tocchi di estetica e stilemi di prodotti fantascientifici che spaziano dal cinema all’animazione. Qualcosa di digerito, introiettato e restituito in una personale reinterpretazione degli autori.

La regia delle tavole è dinamica, con soventi splash page o disegni che erompono dalle vignette – soprattutto, ovviamente, nelle scene che coinvolgono veicoli – e colori digitali pop e ricercatissimi, che indugiano su riflessi e neon per conferire ulteriore tridimensionalità a un disegno dettagliatissimo, soprattutto quando riguarda tecnologie e oggetti meccanici.

Insomma, se la dinamica narrativa ci porta in elementi noti e già visti (”l’eroe” dimenticato e in disgrazia chiamato a un’ultima pericolosa corsa che potrebbe cambiare le sorti dell’umanità), il risultato usa con originalità cliché e  dejàvù, costruendo personaggi solidi e tridimensionali (e non solo graficamente), con una buona dose di ironia e con un piglio che non sfigurerebbe in un ottimo action movie.

Petrol Head è quindi un fumetto rumoroso e colorato, proprio come ci si aspetterebbe da una storia che parla di vecchi robot a combustione che guidano arroganti macchine da corsa retrofuturistiche, ma che non disdegna qualche spunto di riflessione, mettendo il giusto pizzicorino nell’attesa dei prossimi capitoli.

Abbiamo parlato di:
Petrol Head vol. 1
Pye Parr, Rob Williams
Traduzione di Valerio Stivé
Renoir, 2025
144 pagine, brossura, colori – 14,90 €
ISBN: 9788865673065

Paolo Ferrara

Paolo Ferrara

Nato a Bologna, classe 1977, svolge diversi mestieri e frequenta corsi di fumetto, teatro, doppiaggio e un Master in Tecniche della Narrazione presso la Scuola Holden di Torino. Insegna storytelling per varie realtà e associazioni e ha una cattedra di Storytelling per i Media presso IAAD Torino e Bologna.

Come freelance sceneggia (per cortometraggi, Mediaset, videogame per Tiny Bull Studios e qualche fumetto web), ha pubblicato opere di narrativa e narrativa per bambini ( Saga Edizioni, Epika Edizioni, La Strada di Babilonia, Delos Books, Milena Edizioni e Kalimat Group – editore degli Emirati Arabi Uniti- ).

Da più di 15 anni è conduttore e autore radio/podcast ( RadioOhm / SonoCoseSerie) e collabora come recensore e articolista per diverse riviste digitali e non (tra cui Lo Spazio Bianco).

È sceneggiatore della serie Chimere sull'app Jundo Comics e ha diversi progetti in arrivo in vari media: qualunque cosa pur di raccontare storie.

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