
Cresciuto, forse troppo solo, in una famiglia divisa tra la cultura hippy dei genitori e quella radicalmente cattolica e bigotta dei nonni, a 12 anni la sua infanzia viene segnata da un atto dei più meschini che si possano immaginare, le attenzioni a sfondo sessuale di un giovane prete, una persona che aveva conquistato il ragazzo con la sua simpatia e la sua vitalità fino a diventare quasi uno di famiglia. Un episodio che segna Olivier per tutta la vita, forse nel modo più devastante: senza nessun effetto immediatamente visibile o eclatante, ma sottopelle, lentamente e inesorabilmente, come un tarlo che scava il legno poco per volta fino a renderlo friabile. A Olivier Ka non resta che affrontarlo, esorcizzare questo dolore con l’uccisione simbolica di Pierre, ovvero attraverso questo stesso fumetto che l’autore decide dopo anni di raccontare, aiutato dal tratto morbido di Alfred.
Il passare del tempo, il peso del ricordo e il dolore che mano a mano si incunea sempre più nel profondo viene scandito dalla reiterazione in ogni capitolo, corrispondente a una diversa età di Olivier, dell’incipit: “ho ucciso Pierre perché“, dove il motivo è semplicemente lo stesso passare del tempo: “perché ho 7 anni”, “perché ho 12 anni”, “perché ho 35 anni”…

Apparentemente i disegni di Alfred sembrano più adatti a racconti per bambini piuttosto che a una tematica tanto dura. Al contrario, con indovinate scelte grafiche l’autore riesce a esprimere una gamma di sentimenti ed emozioni tanto vasta quanto intensa. Per esempio, l’episodio della molestia è raccontato per mezzo di tavole scure e opprimenti, con pennellate schizzate e trasudanti violenza; oppure quando, nel momento più importante del racconto, Alfred lascia parlare le didascalie e presenta solo grandi fotografie di paesaggi ritoccate al computer per renderle sgranate, indefinite e senza tempo.
“Perché ho ucciso Pierre” è un racconto semplice e diretto, senza morale, retorica o rabbia, un libro intenso, in cui la realtà trascende la pagina del fumetto e arriva in maniera forte e immediata al lettore; le lunghe didascalie che rendono partecipi del pensiero di Oliver Ka hanno un tono coinvolgente, fresco, attraverso le quali l’autore si svela senza finzione, senza artifici.
Il problema della violenza contro i minori, e in particolare da parte di rappresentanti della Chiesa, purtroppo rimane attualissimo (come le cronache di questi giorni indicano) e denunciarne l’esistenza è un atto fondamentale, necessario, che richiede un grande coraggio e una grande forza interiore.
Abbiamo parlato di:
Perché ho ucciso Pierre
Olivier Ka, Alfred
Traduzione di Michele Foschini
BAO Publishing, 20165
120 pagine, cartonato, colori, 18,00 €
ISBN 978-88-6543-303-4








