Il 31 ottobre approda sul mercato il nuovo album di Caparezza insieme al fumetto omonimo, Orbit Orbit: un solo titolo sotto il cui significante sono riunite due diverse forme di arte, quella del fumetto e l’altra musicale. Il significato, per ora suggerito dal titolo, dalla copertina e dalla pagina ufficiale di Caparezza è chiaro: si tratta di un’opera – riuniamo sotto al singolare le due anime della nuova fatica del paroliere-cantante – che attinge a immagini e atmosfere fantascientifiche.

Il fumetto, acquistabile a partire dal 29 ottobre, esce in due formati, brossurato e cartonato, in collaborazione con Sergio Bonelli Editore. Alla cabina di pilotaggio, deputata al soggetto e alla sceneggiatura, ritroviamo Caparezza; mentre ai disegni si trova una vera scuderia di artisti: Sergio Gerasi, Nicola Mari, Renato Riccio, Stefano Tamiazzo, Riccardo Torti, La Came, Yi Yang, Marco Nizzoli. A questa schiera di artonauati si affianca il copertinista Matteo De Longis; mentre ai colori troviamo un’altra nutrita equipe: Daria Cerchi, Filippo Beretta, Daniele Caramanico, Chiara Colabich Fabbri, la citata Yi Yang, Antonio Campo. Nomi e ruoli differenti ai quali aggiungere anche il supporto di Matteo Stefanelli, nel ruolo di consigliere e guida della compagnia.
Sebbene non si abbiano notizie specifiche sulla storia narrata nel fumetto, è possibile farsene un’idea a partire dai già citati titoli e dichiarazione leggibile sul sito di Caparezza, oltre che dalla copertina del volume.
Ad aggiungere qualche possibile informazione o, forse, a darci il solo pretesto di scriverne, contribuisce l’uscita di un singolo, tratto dall’album. Il pezzo, intitolato Io sono il viaggio, presenta melodia e ritmo orecchiabili, in uno stile vintage e pop-dance, che trasmette la sensazione di un’atmosfera retrofuturistica. L’aria da sci-fi però non rimanda solo a suggestioni cinematografiche, ma anche a certi videogames caratterizzati dai classici trilli che ne accompagna(va)no le sessioni di gioco, di cui un esempio potrebbe essere Gradius. Del resto non bisogna dimenticare l’importanza dei titoli del mondo videoludico nell’opera di Caparezza, esempio del quale è il brano Abiura di me.
Tuttavia, ciò che qui interessa osservare e rilevare sono soprattutto i fumetti citati nel singolo. Si tratta di un punto importante perché con ciò si dimostra non solo l’abilità di Caparezza nel creare collegamenti fra musica e fumetto, ma anche il ruolo del fumetto nel linguaggio del cantante.
Il primo titolo a comparire riguarda il fumetto di Gipi e Luigi Critone, Aldobrando. Si tratta di un fumetto di avventura, ambientato nel Medioevo, che racconta anche una storia di crescita. Subito dopo sentiamo citare lo pterosauro di Arzach, col quale viene trasportato nel pezzo il visionario mondo fantascientifico di Moebius. Infine sentiamo il nome di Corto Maltese, immaginato in coppia con i gabbiani, scena duplice che rimanda non solo al noto personaggio di Pratt, ma anche ad una specifica avventura, Per colpa di un gabbiano.
L’insieme dei fumetti citati, richiamati attraverso il nome dei rispettivi protagonisti, pur appartenendo ad autori, stili e generi diversi, sono accomunati dai temi dell’avventura e del viaggio. In ciò si ritrova una duplice consonanza sia verso la pubblicazione del fumetto, ma anche nel senso di un rispecchiamento del titolo e del senso del brano.
L’ultimo personaggio, Corto Maltese, merita un’attenzione particolare: se è vero che si tratta di un fumetto che nulla ha da spartire con la fantascienza, è anche vero che Corto viene nominato – come già scritto – insieme ai gabbiani. Questa coppia, Corto-gabbiani, rimanda a un’avventura precisa, la quale si caratterizza per la presenza di un Corto Maltese privo di memoria, che rievoca già nelle prime fasi dell’avventura il proprio naufragio. Nel contesto del brano il naufragio, ma anche l’assenza di punti di riferimento – come chi non ha appigli nella propria memoria – richiama poeticamente il viaggio del titolo, ma anche la terribile esperienza del naufrago, che ritroviamo nel brano nella coppia dei versi “Sono un naufrago sfinito, faccia nella sabbia / Le sirene ancora strillano la mia condanna”.
Accanto ai fumetti compaiono anche citazioni tratte dalla letteratura classica moderna: si va dall’epico Moby Dick, romanzo-epopea nel quale, dentro ad una struttura enciclopedica, il tema del viaggio è uno dei più centrali, come non secondario quello del naufragio (che rimanda ancora ai versi riferiti sopra); ai più recenti Il piccolo principe e Il giovane Holden, in un climax che – giocando sulle età dei protagonisti – arriva a evocare l’immagine del vecchio, quale potrebbe risultare quella di Santiago de Il vecchio e il mare: un duplice gioco citazionista che poggia su storie odoeporiche, a loro volta ordinate secondo il crescendo delle età, in un’ideale di viaggio che riguarda l’intero cammino dell’uomo e forse della sperimentazione artistica.
Non casuale allora che venga nominato l’archi-artista per antonomasia, anzi l’archi-artigiano per eccellenza: Prometeo, il titano che “pensa prima”, figura del mito classico a cui gli antichi greci attribuivano la comunicazione dei segreti divini agli uomini, quale il fuoco, che ha permesso alla nostra specie di sviluppare appunto la tecnologia. Nome che ci porta nel dominio del mito, a cui fa eco quello della fantomatica Atlantide che, nel breve ma denso catalogo del brano, potrebbe rimandare tanto all’immagine classica e fanta-archeologica della sperduta isola inabissatasi, quanto alle note scene dell’omonimo film d’animazione, ma comunque riconducibile alla dimensione equorea e al mistero della ricerca, premessa e promessa di ogni viaggio degno di nota. L’ambiguità delle figure citate, del resto, crea metafore ambigue: lo stesso Prometeo è anche il ritratto del naufrago, se lo si riconduce alla figura del Prometeo incatenato, personaggio mitico e tragico che replica la sofferenza di chi è gettato su una terra a soffrire.
In conclusione, i fumetti sono presenti a più livelli nel nuovo lavoro di Caparezza. Non sarebbe prudente avanzare ipotesi sulla presenza di altri titoli e personaggi nel resto dell’album, ma è certo che il fumetto non ha un ruolo ancillare rispetto alla musica.
