
Con il terzo volume di Qual è il posto più lontano da qui (Image negli Usa, Bao in Italia), Tyler Boss e Matthew Rosenberg proseguono il loro racconto di crescita e sopravvivenza nel caotico mondo postapocalittico dove gli adulti sembrano non esistere e la società è formata da ragazzini divisi in bande/famiglie. Il libro comprende gli atti dall’XI al XV e i capitoli dal 59 al 77, per un segmento narrativo ricco di colpi di scena e rivelazioni che ampliano l’universo della serie.
Mentre Sid, ormai vicina al parto, trova rifugio dalla famiglia The Spill e vive un’esperienza psichedelica sotto l’effetto di funghi di dubbia provenienza, il gruppo principale – Prufrock, Mal, Merrill, Rory e compagni – continua la sua ricerca della città, formando nuove alleanze e affrontando nuovi pericoli che costellano una trama destinata a intrecciarsi con quella di Oberon.
Se la storyline di Sid sembra portarla davvero verso “il posto più lontano da qui”, il resto del gruppo si evolve in una compagnia sgangherata e spregiudicata, nata dall’unione di varie famiglie oltre ai frammenti ormai divisi dell’Academy. Tra salti temporali anche significativi e momenti di forte impatto emotivo, la trama conduce a un finale ambientato nello zoo dominato dai famigerati Keeper (gli antagonisti principali del secondo volume LINK) dove si regolano un po’ di conti in sospeso fra addii e ricongiungimenti.
Il ritmo della narrazione è ben calibrato grazie all’alternanza fra azione, dialoghi e flashback anche corposi che arricchiscono il contesto. Fra i personaggi Sid rimane la figura più complessa e intrigante del numeroso cast, per le difficoltà psicologiche che affronta e per il suo affascinante arco narrativo che obbliga il lettore a tifare per lei. Sul fronte storia invece, il mondo degli Estranei viene finalmente esplorato più nel dettaglio: si scopre la loro struttura gerarchica, la loro organizzazione e gli autori concedono le prime risposte sugli adulti, lasciando comunque in sospeso vari quesiti e introducendo nuovi ganci narrativi.

I disegni di Tyler Boss si mantengono su un alto livello, forti di un tratto consapevole e dettagliato a volte declinato in vignette quadruple o suggestive tavole al vivo, ottime per rappresentare le macerie di un mondo disgregato e le sue fantasiose ricostruzioni. Soprattutto rispetto al primo volume, il segno di Boss adotta linee più spesse e meno geometriche, in linea con l’evoluzione cartoonesca dell’autore che da un lato mette in risalto gli elementi principali del disegno, dall’altro risulta meno definito e accurato, forse anche per mantenere il necessario ritmo produttivo. Spiccano la splendida illustrazione a metà volume con un campo lunghissimo che svela un dettaglio cruciale sulla città, e la sequenza che sovrappone la scoperta degli dei da parte di Sid, con il suo travaglio (nel capitolo 69). Notevoli anche tre doppie tavole seguite da due pagine in griglia 4×4 che creano un effetto dinamico e cinematografico.
I colori, curati da Roman Titov con l’assistenza di Shycheeks, contribuiscono in modo significativo all’atmosfera, con tonalità di blu intenso a identificare le aree cittadine, contrapposte a sequenze diurne più luminose e anche a qualche scena innevata o addirittura fluo.
Se nei libri precedenti la serie si trovava ancora in una fase prevalente di world building, il terzo volume dimostra come Qual è il posto più lontano da qui sia ormai un universo solido e stratificato. Il fumetto riesce a fondere elementi della tradizione (con una griglia classica e una narrazione ben scandita) a scelte stilistiche più moderne, come l’uso di avatar per i personaggi, testi spigliati e brillanti (la traduzione è di Leonardo Favia) e un montaggio a volte ricercato e audace delle tavole. Un’opera dal respiro ampio, coinvolgente e ambiziosa.
Abbiamo parlato di:
Qual è il posto più lontano da qui – Volume 3
Matthew Rosenberg, Tyler Boss, Roman Titov, Shycheeks
Traduzione di Leonardo Favia
Bao publishing, 2025
