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Nathan Never #302 – Vite Sconosciute (Serra, Giardo)

28 Luglio 2016
Secondo capitolo della trilogia “definitiva” che Antonio Serra dedica alla sua creatura Nathan Never, accompagnato dai disegni di Sergio Giardo.
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Nathan Never 302_cvrVite sconosciute è il capitolo centrale della trilogia con cui Antonio Serra vuole suggellare il suo addio definitivo alla scrittura delle avventure di Nathan Never.
Narrativamente molto più centrato rispetto all’esordio del mese scorso, l’albo #302 in certo modo annulla alcune presunte criticità presenti nel numero precedente, contestualizzando il racconto e aprendo il lettore a un’ottica più ampia e corale di questa vicenda “finale” dell’agente Alfa e del suo mondo.
Serra è bravo a puntare il proprio obiettivo sull’universo Alfa in generale più che sul solo Nathan,  giocando con l’inserimento del concetto di multiverso a lui tanto caro e presente in molte delle sue produzioni bonelliane. L’autore sardo dà il via a un crescendo narrativo creando un’attesa per le conclusioni del prossimo numero.
Da notare anche l’ironico gioco metanarrativo presente nell’episodio che pone in evidenza nel flusso del racconto alcuni strumenti narrativi tipici di certo fumetto, supereroico in particolare.
Di contro, per un lettore novizio la lettura resta difficoltosa a causa dei tanti rimandi e collegamenti, che creano anche una certa schizofrenia narrativa all’interno delle pagine, anche se la gestione è molto meno frettolosa rispetto al #301. Purtroppo, Omega si dimostra ancora un villain non all’altezza, fortunatamente bilanciato da un personaggio invece affascinante e riuscito come l’Uomo Quantico.
Sergio Giardo regala una prova egregia, con tavole di effetto e ben curate e alcune rotture della griglia molto efficaci e interessanti.

Abbiamo parlato di:
Nathan Never #302 – Vite sconosciute
Antonio Serra, Sergio Giardo
Sergio Bonelli Editore, luglio 2016
98 pagine, brossurato, bianco e nero – 3,20 €
ISSN: 977112157300160302

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David Padovani

David Padovani

Fiorentino, classe 1972, svolge la professione di architetto. Grazie a un nonno amante della fantascienza e dei fumetti, scopre la letteratura fantastica e il mondo degli albi Corno della seconda metà degli anni '70.
Tex e Topolino sono sempre stati presenti nella sua casa da che si ricordi, e nella seconda metà degli anni '80 arrivano Dylan Dog e Martin Mystere e la riscoperta del mondo dei supereroi USA.
Negli anni dell’università frequenta assiduamente le fumetterie, punti d’incontro di appassionati, che lo portano a creare assieme ad altri l’X-Men Fan Club e la sua fanzine ciclostilata, in un tempo in cui di web poco si parlava ancora.
Con l’avvento del digitale, continua a collezionare i suoi amati fumetti diminuendo la mole di volumi cartacei acquistati, con somma gioia della compagna, della figlia e della libreria di casa!

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