La conclusione di “La tomba di Batman”

La conclusione di “La tomba di Batman”
Panini porta in Italia il secondo e ultimo volume di “La tomba di Batman”, di Warren Ellis e Bryan Hitch: evoluzione problematica della storia, salvata dal finale.

Tomba_Batman_1Nel parlare del primo volume di La tomba di Batman, che raccoglieva i sei episodi iniziali dell’omonima maxiserie scritta da e disegnata da , si era detto che rappresentasse un ottimo esempio di thriller raffinato in cui era stato inserito il Cavaliere Oscuro.
L’impianto narrativo impostato dallo sceneggiatore era ricco di intuizioni decisamente felici e di una trama ben strutturata, dove il protagonista viveva un’avventura che riscopriva la sua natura investigativa, ma quella pulizia di scrittura sembra perdersi per strada negli episodi che aprono il secondo volume dell’opera.

Prosegue l’indagine di , alle prese con un misterioso serial killer di poliziotti e di chiunque collabori in qualunque modo con la giustizia di City; il problema è che lo sviluppo della trama procede attraverso trovate narrative poco chiare ed efficaci, che non permettono al lettore di godere insieme all’eroe delle scoperte a cui giunge, che appaiono così nebulose e gratuite, oppure trasmesse senza il necessario pathos.
Non è chiaro come, per esempio, nel sesto capitolo emerga il nome del sicario che ha compiuto l’ultimo assassinio, mentre la rivelazione dell’identità del mandante che muove i fili di queste mortali operazioni viene esposta quasi in sordina, semplicemente attraverso un esame del DNA.

Tomba_Batman_3Un altro neo risiede nell’ideazione di spunti interessanti, i quali vengono però liquidati molto velocemente e con un grosso nulla di fatto: si ascrive a questa casistica il passaggio in cui il protagonista si auto-nomina direttore dell’Arkham Asylum. Questo passaggio, potenzialmente foriero di approfondimenti della psiche di Batman, viene risolto di sfuggita senza che il fatto abbia il benché minimo peso nell’economia della vicenda.

È un peccato, non solo perché questa seconda parte intacca la più che buona partenza della prima metà, ma anche perché gli intenti alla base della storia di Warren Ellis rimangono molto validi e condivisibili anche in questi episodi.
Il lavoro dello sceneggiatore scava a fondo nell’animo di Bruce Wayne e lo fa in una maniera diversa dalle tante avvenute del passato: partendo dal particolare metodo di indagine in cui il protagonista riesce a entrare nella testa delle vittime e dalle pungenti osservazioni del maggiordomo , elementi già presenti nel volume precedente, il processo qui si esalta nel confronto con l’avversario di turno, che condivide in maniera speculare alcuni aspetti alla base dell’origine di Batman.

L’ironia del parallelo tra il buono e il cattivo non sfugge né ad Alfred né a Batman, che cerca di risolvere nel modo migliore la situazione salvaguardando l’ordine in città ma anche, per quanto possibile, la vita di un villain che sente suo malgrado vicino, essendo anch’egli una “vittima”.

In quest’ottica la seconda metà della maxiserie mantiene un valore intrinseco che rende un bel servizio alla figura di Batman; nello specifico, la resa dei conti presente negli ultimi due episodi risulta scritta bene e in maniera solida, dopo le incertezze individuate nei capitoli immediatamente precedenti.

Tomba_Batman_4L’elemento costante che si individua per l’opera nel suo complesso è dato dai disegni di Bryan Hitch.
Per lui valgono le considerazioni espresse nella recensione del primo volume: gestione della griglia efficace nel suo alternare una scansione canonica delle vignette a tavole più roboanti quando la trama lo richiede, matite e chine curate nel raffigurare le diverse scene d’azione e i personaggi in movimento, ottima rappresentazione di Batman nelle sue espressioni e nei diversi costumi tattici indossati, qualche incertezza nei primi piani dei volti che appaiono spesso troppo rigidi e appesantiti dai dettagli.
Anche i colori di Alex Sinclair continuano a fare il loro buon lavoro donando le giuste luci alle varie scene, che appaiono illuminate di giallo durante le esplosioni oppure blu-grigio nella notte piovosa in cui si consuma l’ultimo atto della vicenda.

La tomba di Batman è un titolo in bilico tra il significato metaforico e quello letterale dato dalla lapide presente nel giardino di Villa Wayne, già pronta da tempo ad aspettarlo, ma è anche una lunga e ambiziosa storia guidata da uno scopo ben preciso che a un certo punto si perde, forse per i troppi episodi da riempire, rendendo la narrazione poco equilibrata nel complesso e con alcuni passaggi gestiti con poca attenzione e cura. Le incertezze della parte centrale però non intaccano la soddisfacente partenza, il buon finale e l’indagine che Ellis voleva compiere sul personaggio, in quello che con tutta probabilità sarà il suo ultimo lavoro in campo fumettistico per lungo tempo, se non addirittura per sempre, in seguito alle accuse di violenza sessuale che lo hanno colpito qualche mese fa.

Abbiamo parlato di:
La tomba di Batman, vol. 2
Warren Ellis, Bryan Hitch, Alex Sinclair
Traduzione di Stefano Visinoni
Panini-DC, 2021
160 pagine, cartonato, colori – 19,00 €
ISBN: 9788828733119

Nella testa delle vittime: il Batman di Ellis

Clicca per commentare

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su