
Bao Publishing pubblica Karma di Claudia Razzoli, autrice formatasi alla Scuola Comics di Firenze e dal 2012 nel collettivo Mammaiuto, con cui ha pubblicato fra l’altro I diari della Nuke, per poi collaborare con editori come Rizzoli Lizard, Il Castoro e, oltralpe, Jungle.
Nicoletta vive in una mansarda piuttosto rattoppata, con il tetto che è un colabrodo e ogni recipiente possibile piazzato qua e là a raccogliere le gocce che filtrano ovunque. L’abitazione, appartenuta a sua nonna, è la rappresentazione fisica di una vita disordinata, che si srotola fra relazioni saltuarie e sbagliate, serie e documentari in TV, qualche dubbio sul proprio carattere e sulle altrui buone maniere.
Nico si interroga sulla propria esistenza: si sente stupida, scostante, poco integrata, ma il bandolo della famosa matassa continua a sfuggirle. A tenerla a galla, almeno in parte, sono una simpatia sottostimata per il collega Rob e soprattutto la passione per la creazione di abiti a maglia, che vorrebbe trasformare in qualcosa di più di un hobby.
Quando arriva l’ultimatum della madre – o la figlia mette in ordine la propria vita o deve andarsene da casa – Nicoletta si trova davanti a un futuro sempre più cupo, ma è in quel momento che si insinua un dubbio: e se la solitudine, la sfiga e l’apatia fossero il risultato di un debito con il karma?

A suggerire l’ipotesi è Leonia, la migliore amica di Nico, che sembra un incrocio fra una medium, una gattara e una figlia dei fiori. La sua storia si sviluppa in parallelo a quella dell’amica: all’inizio segue una direzione autonoma, per poi intrecciarsi con l’altra e raggiungere un finale in cui le trame sprofondano prima di convergere verso una simbolica luce, natalizia e calda come un maglione fatto a mano.
Intorno alle due protagoniste Razzoli costruisce un gruppo di personaggi ben caratterizzati tanto dal disegno quanto dai dialoghi e dalle onomatopee, come la capa di Nico che sembra un ibrido fra una Gorgone e Crudelia Demon e pare galoppare sui tacchi 12, o come l’amante molto femminista e logorroico Damiano, costretto a una fuga senza ritorno.
La storia è divisa in tre lunghi capitoli, introdotti da una carta dei tarocchi che ritrae alcuni personaggi nelle pose emblematiche dell’Eremita, del Matto e della Giustizia, più un epilogo che fa da quarto atto e chiude tutte le sottotrame. La narrazione procede in modo lineare fra introspezione, decisioni drastiche, tentativi di cambiamento e sequenze più leggere, talvolta affidate a una voce dall’oltretomba. Sedute di psicoterapia sgangherate, abbonamenti indesiderati a centri fitness, infatuazioni per Alberto Angela o per un suo sosia non trasformano però il racconto in un esercizio grottesco fine a sé stesso: al contrario, alleggeriscono il racconto senza incidere in negativo sul realismo.
Proprio nella costruzione dei personaggi Karma ha uno dei suoi punti di forza. L’autrice evita gli stereotipi anche quando maneggia figure che si prestano al cliché, come la madre o il nonno di Nico, e riesce a far emergere le loro ragioni attraverso scene che ne definiscono la personalità. La madre ad esempio, più che anaffettiva è pedante, poco gentile e convinta di sapere cosa sia meglio per la figlia, imponendo la propria volontà.
Alle sue spalle si intravede una famiglia nella quale le stesse dinamiche si sono tramandate dal nonno fino a un padre mai conosciuto ed è in questo modo che la dimensione individuale della vicenda si allarga a quella generazionale: anziani, adulti e ragazzi difendono le proprie istanze e i propri valori, ma finiscono per trasmettersi aspettative, rigidità e frustrazioni.
La caratterizzazione passa anche attraverso il linguaggio. Nico e Lea hanno un lessico giovane, il nonno conserva inflessioni toscane, mentre dall’aldilà proviene il lessico di un’altra epoca. Anche grazie a queste accortezze i personaggi risultano credibili e ben caratterizzati.

Il disegno partecipa a questa costruzione positiva di personalità e situazioni. Il segno è cartoonesco, morbido e molto espressivo, con una linea che permette a Razzoli di deformare i personaggi al punto giusto, senza allontanarsi dalla dimensione realistica della storia.
Le tavole alternano una griglia regolare, in genere a tre o quattro strisce, a illustrazioni a tutta pagina e splash page dense di dettagli e di balloon collegati che rendono bene certi dialoghi o pensieri sincopati. Altre soluzioni grafiche permettono di seguire in simultanea azioni parallele, come a tavole 62 e 63, con le opposte sveglie mattutine di Nico e Lea. Gli acquerelli aggiungono una dimensione calda e materica al segno e si adeguano sia alla più prosaica quotidianità sia alle incursioni nel fantastico.
Con Karma, Claudia Razzoli riesce a parlare di precarietà – sia lavorativa e sociale, sia nei rapporti familiari – di ansia da prestazione e difficoltà di emanciparsi dalle aspettative altrui, senza trasformare i temi affrontati in una tesi moralista o in una verità da dimostrare. Tematiche e argomenti vengono trasmesse attraverso personaggi sfaccettati, imperfetti, sballottati da situazioni assurde spesso interpretate in chiave ironica.
Così, dietro la domanda se la nostra sfiga sia davvero colpa del karma, resta quella più concreta e meno mistica su quanto della nostra vita appartenga davvero a noi e su quanto, invece, continuiamo a ereditare da chi è venuto prima.
Abbiamo parlato di:
Karma
Claudia Razzoli
Bao Publishing, 2026
192 pagine, brossurato, colore – 23,00 €
ISBN: 9791256212941







