Il patto col diavolo di Ant-Man, la nuova era DC Studios

Il patto col diavolo di Ant-Man, la nuova era DC Studios
In questa densa puntata parleremo del trailer di Ant-Man and The Wasp: Qauntumania, del sequel di Diabolik e della diarchia dei DC Studios.

Ant-Man and The Wasp: Quantumania

La diffusione del primo trailer ufficiale di Ant-Man and The Wasp: Quantumania ha dato il via alla campagna promozionale per l’atteso terzo capitolo dell’eroe interpretato da , ma non solo.
L’inizio del marketing collegato alla pellicola, in netta sovrapposizione con quella di : Wakanda Forever – che comunque è prossima a concludersi tra pochi giorni con l’uscita di quest’ultimo nelle sale, è anche il segnale che i Marvel Studios vogliano iniziare a focalizzare l’attenzione del pubblico sul passaggio, ormai imminente, tra “Fase 4”, fondamentalmente introduttiva a livello generale, e la nuova “Fase 5”, che presenterà ufficialmente la minaccia di Kang ().
La comparsa del villain temporale alla fine del trailer conferma un elemento di cui avevamo parlato più di un anno fa, quando avevamo commentato il finale della prima stagione di Loki. In quel frangente avevamo evidenziato la possibilità, da parte di Majors, di cambiare completamente l’impostazione recitativa rispetto a quella che definimmo come una versione sottilmente inquietante ma al tempo stesso più gigiona del temibile villain, e anticipando che la versatilità dell’attore lo avrebbe di certo portato a cambiare registro in merito, fornendoci una versione più machiavellica, più seria e decisamente più letale.
Questo fattore, oltre che a denotare ancora una volta l’immancabile professionalità dei casting di Sarah Finn, ci porta a un interessante sviluppo già presentato nel trailer, ovvero la scelta etica e morale che dovrà affrontare Ant-Man in quello che si prospetta come una sorta di “patto con il diavolo”.

Questo elemento assume un valore di interesse ancora maggiore se si pensa all’impostazione che il filmato promozionale ha nel presentarci l’eroe dopo gli eventi di Avengers: Endgame. Una star riconoscibile da tutti (con qualche spiritosa eccezione) e considerato un vero e proprio salvatore dell’umanità, che ora deve fare i conti con un essere, Kang, che probabilmente già in questa pellicola troveremo molto avanti nei suoi piani che lo porteranno a scontrarsi con gli Avengers e alla “Saga del Multiverso”.
Aldilà di tutto questo, è ancora più da sottolineare come questo franchise si sia evoluto, nel corso di pochissimo tempo, non solo in uno dei più divertenti per costruzione di storie e personaggi, ma anche e soprattutto per la centralità acquisita nel contesto generale del Marvel Cinematic Universe, diventando dapprima quello da cui è partita la soluzione alla minaccia di Thanos, e ora probabilmente quello da cui inizierà la guerra al Multiverso del letale Kang e, forse, anche il fulcro narrativo da cui scaturirà la formazione di un nuovo gruppo di Avengers.

: Quantumania si annuncia, forse in maniera maggiore di quanto fu il precedente lungometraggio, come un capitolo fondamentale per capire quello che accadrà al futuro dell’universo cinematografico Marvel e alla stessa eredità di Ant-Man.
L’introduzione del personaggio di Stature () è la indiretta conferma del nuovo percorso intrapreso dai Marvel Studios e di cui abbiamo parlato moltissimo negli ultimi mesi, che vede ormai una nuova generazione di eroi ed eroine prendere sempre più slancio rispetto a quella che potremmo considerare “la vecchia guardia”. Una Cassie già adulta amplia l’evoluzione del rapporto con il padre, ma potrebbe anche portare a possibili collegamenti con altri personaggi che abbiamo imparato a conoscere di recente, continuando sul grande schermo una relazione di amicizia già nota ai fan dei fumetti, portando a sviluppi narrativi non indifferenti.
Come ultima nota, è da evidenziare come il trailer già faccia intravedere, molto forte, l’utilizzo della nuova tecnologia The Volume, già vista all’opera per The Mandalorian, e che in questo film assumerà un ruolo fondamentale per il viaggio nel regno quantico di Scott Lang e compagnia.

kang

La nuova era DC Studios

L’annuncio dei giorni scorsi che ha visto la nomina di James Gunn e Peter Safran a co-presidenti della nuova etichetta DC Studios è un grande passo in avanti per Warner Bros. Discovery e, soprattutto, per la nuova dirigenza di , che sta finalmente iniziando a plasmare quelle che diventeranno, tra qualche mese, le capacità utili per rispondere sul grande schermo (e non solo) al Marvel Cinematic Universe.
La diarchia di Gunn e Safran va infatti a inserirsi in un contesto in cui sono creatività e mercato a collegarsi, visto che il regista di The – Missione Suicida è riuscito a dimostrare, con un film e una serie Tv (The Peacemaker) di sapere utilizzare i personaggi dando al tempo stesso la corretta impressione dell’esistenza di un universo più ampio, elemento questo che la gestione di Walter Hamada aveva cercato di tenere sotto traccia con riferimenti sì presenti, ma non troppo espliciti.
È molto probabile che con Gunn queste citazioni e rimandi ad altri film, con una virata verso una narrazione più coesa e una continuity massiccia, si faranno più forti, anche se non è detto che il tutto accada in poco tempo.

La figura di Safran è invece l’elemento essenziale per coniugare questa creatività con il lato finanziario, e molto probabilmente con il nuovo indirizzo tracciato da Zaslav, che ha prospettato più volte una Warner capace di spendere il giusto.
Il produttore si è fatto le ossa come manager per diversi anni prima di lanciare nel 2006 la sua società di produzione, The Safran Company, il cui accordo di collaborazione con la Warner è stato rinnovato solo pochi giorni prima della sua promozione a Co-Presidente e CEO di DC Studios. Al suo attivo ha anche una non indifferente conoscenza del mondo di Hollywood e dello showbiz in generale, dovuta proprio al suo ruolo di manager, mentre per quanto riguarda la produzione il suo nome è dietro ad alcuni dei maggiori successi della major proprio per quanto riguarda i film tratti dai fumetti DC Comics, tra i quali sono da citare Shazam! e Aquaman , di cui ha prodotto anche il sequel in uscita il prossimo anno.
Ovviamente, questa decisione porterà molti sconvolgimenti in casa Warner, alcuni dei quali potrebbero non essere comunque del tutto positivi. Variety, in un articolo dedicato proprio alla notizia riguardante Safran e Gunn, ha evidenziato che molti sono curiosi di vedere come i vari registi reagiranno all’approccio di Gunn (egli stesso un regista) che ora avrà il diritto di entrare nelle sale di montaggio e dire la sua sui lungometraggi in lavorazione, elemento questo non marginale.

Da questo punto di vista, è forse anche per questo che Zaslav ha deciso di mettere due elementi a capo della nuova struttura, probabilmente per fare sì che ci sia una sorta di bilanciamento nelle decisioni, e che il tutto non sfugga di mano come nel recente passato. In questo frangente, è interessante notare come i responsabili di Warner Bros. Pictures Group, Pam Abdy e Michael DeLuca, che hanno avuto un ruolo chiave nel portare a termine l’accordo esclusivo di Matt Reeves, manterranno anche qui una loro centralità essenziale accanto ai nuovi CEO. Soprattutto DeLuca, che ha anche lavorato come sceneggiatore, è notoriamente un grande fan di fumetti (quelli di Frank Miller tra gli altri), ed è possibile che questa sua passione sarà utilissima nella collaborazione con i nuovi capi di DC Studios, James Gunn in particolare.

Il ritardo di Diabolik

Con la diffusione  del nuovo trailer ufficiale di Diabolik è iniziata l’ultima fase della campagna promozionale per il sequel diretto dai , in uscita il 17 novembre. Così facendo la pellicola con protagonista  avrà solamente poco meno di 20 giorni per costruire una campagna marketing interessante, confermando nuovamente gli stessi errori della precedente gestione, che ha visto una proverbiale assenza di una decisa spinta pubblicitaria.
È lecito far notare che un altro prodotto cinematografico Made in Italy basato su un fumetto, Dampyr, il cui primo trailer è stato diffuso lo scorso 21 settembre, partiva dalla stessa difficoltà, ovvero quella di avere poco tempo per farsi conoscere al pubblico. In questo caso però, soprattutto perché Entertainment ha gestito il tutto in maniera diretta, la pellicola diretta da Riccardo Chemello ne è uscita largamente meglio rispetto a quella dei Manetti, la cui campagna promozionale non ha nemmeno cercato di mettere in risalto il nuovo volto del Re del Terrore, ovvero Giacomo Gianniotti, il cui nome è legato in primis al ruolo del Dottor De Luca in Grey’s Anatomy. Anche se è molto probabile che questo fattore sarà gestito a ridosso dell’uscita, il tutto conferma nuovamente una carenza strutturale e pubblicitaria non da poco che se non risolta alla radice circonderà anche il terzo capitolo.

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