Il mondo dell’animazione va avanti, Wonder Woman non si ferma

Il mondo dell’animazione va avanti, Wonder Woman non si ferma
In questa puntata, il mondo dell'animazione ai tempi del Covid-19 e le novità sull'atteso sequel di Wonder Woman.

L’animazione ai tempi del Covid-19

Mentre Hollywood rinvia le date di uscita della maggior parte dei film attesi nelle prossime settimane, il mondo dell’animazione ai tempi dell’epidemia di Covid-19 continua ad andare avanti, con l’uso di tutte le principali precauzioni.
In un articolo di Deadline pubblicato nei giorni scorsi, è stato evidenziato come le principali società di animazione e gli studios specializzati nel genere, stiano continuando a lavorare sui vari progetti in fase di produzione, con i team creativi che si riuniscono in video-conferenza da casa.
Tra questi Disney Television Animation, Nickelodeon Animation Studio, Warner Bros. Animation, Dreamworks hanno assicurato che i propri animatori stanno lavorando attivamente per portare a termine qualcosa come più di 50 serie animate, tra le quali sono da menzionare Animaniacs, Green Eggs & Ham, Gremlins: Secrets of the Mogwai, Little Ellen, Looney Tunes Cartoons, DC Super Hero Girls, Bob’s Burgers, Duncanville, Hoops e Central Park.

Disney Television Animation funziona perfettamente, il suo team lavora con successo da remoto – ha dichiarato la società in una dichiarazione al sito di spettacolo – Ci sono voluti alcuni giorni per appianare alcuni problemi ma con una forte leadership in studio, un team di professionisti dell’animazione e il supporto delle risorse umane, l’animazione e il montaggio sono in programma.

La parola d’ordine in questo caso è il lavoro da casa e da remoto, soprattutto per show di successo come I la cui produzione, stando a indiscrezioni, sta portando avanti i tavoli di lettura online con sceneggiatori, registi e cast, mentre il compositore de I Griffin sta provando a realizzare una colonna sonora facendo suonare i musicisti da casa, mentre ancora altri show stanno conducendo sessioni via Skype per attuare modifiche ai montaggi di alcune serie animate.
L’ausilio delle nuove tecnologie sta diventando importante per il settore con l’utilizzo di app quali Zoom, realizzata dalla Zoom Video Communications di San Josè (California), che permette di fornire un servizio di conferenza remota che combina assieme riunioni online, videoconferenze e chat.

I problemi principali però sembra che riguardino la consegna delle sceneggiature, che potrebbe in qualche modo rallentare per quei serial animati che vanno in onda ogni settimana. Sempre secondo Deadline, infatti, alcuni team creativi stanno chiedendo ai network di rallentare la programmazione per far sì che alcuni show possano essere trasmessi ogni due settimane, nel tentativo di facilitare la situazione in caso di eventuali rallentamenti, cosa comune se si lavora da remoto.

Di solito tutti lavorano insieme in uno studio con il regista e i revisori delle sceneggiature, e le revisioni passano dalla persona A alla persona B abbastanza rapidamente – ha spiegato un produttore di animazione – Per come stanno le cose adesso ci vuole molto più tempo e abbiamo perso parte della capacità di visualizzare il tutto insieme, il che rallenta anche le cose.

Altre difficoltà riguarderebbero invece l’invio dei file inerenti i progetti di animazione, e la lentezza di internet nel supportarne l’invio. Secondo alcune indiscrezioni per risolvere questo problema studios come la Disney starebbero cercando un modo per velocizzare le cose, potenziando la connessione internet dei propri animatori o comprimendo ulteriormente i file, la cui pesantezza rallenta molto il lavoro da remoto.

E’ una esperienza nuova e strana – ha dichiarato a The Hollywood Reporter Rich Appel, uno degli showrunner de I Griffin – La motivazione principale è che se uno show si interrompe è probabile che centinaia di persone non vengano pagate e tu senti una forte responsabilità nei confronti di artisti, registi e scrittori, tra gli altri. L’animazione fortunatamente è un campo adatto al lavorare da casa.

Con la decisione, annunciata nei giorni scorsi, di rinviare di un paio di mesi l’uscita di Wonder Woman 1984,da giugno ad agosto, la Warner Bros. ha voluto dare un doppio messaggio diretto a due categorie differenti: il pubblico e gli esercenti dei cinema.

La major ha infatti confermato, nell’annuncio del leggero slittamento, che la pellicola è diretta principalmente al circuito delle sale cinematografiche, smentendo così in maniera definitiva qualsiasi rumor inerente una release del sequel con in streaming, argomento questo che abbiamo afrontato nella precedente puntata di Nuvole di Celluloide.
Inoltre, rilasciando tramite i social due messaggi da parte della regista e di Gal Gadot, la major ha voluto in qualche modo rassicurare il pubblico soprattutto in tempi bui come questo, a conferma che l’amazzone DC Comics e il suo nuovo film siano, come il primo capitolo (che veicolava tematiche quali compassione e amore), una assicurazione di speranza e di ritorno alla normalità per l’umanità.

Dal punto di vista del marketing è probabile che la major possa rallentare, ma non in maniera troppo forte, la diffusione di nuovo materiale promozionale mentre la scelta della nuova uscita ad agosto è parzialmente inedita in quanto allungherà di fatto la stagione estiva, cosa questa fatta in precedenza da Guardiani della Galassia che nel 2014 uscì nelle sale USA il 1 agosto. Bisognerà vedere comunque quale effetto questo rinvio avrà sul resto del mondo, e quali date saranno scelte dalle filiali Warner negli altri paesi, Italia inclusa.

Secondo Variety, comunque, l’annuncio della Warner è il primo vero segnale che a Hollywood le major siano in parte convinte che a giugno l’emergenza potrebbe ancora essere presente. La rivista di spettacolo inoltre evidenzia come la chiusura delle multisale possa bloccare una delle tattiche di marketing più efficaci, ovvero quella riguardante i trailer che, come noto, vengono fatti girare allegati ad altre pellicole in uscita. E’ vero che la major potrebbe continuare la campagna promozionale online attraverso i social almeno nel primo periodo, ma il richiamo ottenuto da un trailer trasmesso nel buio di una sala cinematografica è da sempre una ottima ricetta per richiamare il pubblico.

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