
Heart Gear è il nome di una serie manga pubblicata in Giappone dal 2019 al 2024, in Italia dal 2023 al 2025 da Panini Comics, con alcune pause a causa di problemi di salute dell’autore, Tsuyoshi Takaki. Quest’ultimo, autore del manga di successo Black Torch, decise di intraprendere un nuovo percorso con una nuova serie, in sette volumi. Se nella prima opera l’attenzione era posta su una storia legata a spiriti e arti ninja, in Heart Gear l’autore ci proietta in un futuro lontano dominato da tecnologia e intelligenza artificiale. L’autore stesso ha dichiarato di volersi confrontare con il genere post-apocalittico sci-fi, ispirato in particolare dalla visione del film Android del 1982, diretto da Aaron Lipstadt. I temi presi dal suddetto lungometraggio sono molti, ma il fulcro è la protagonista femminile intorno alla quale si sviluppa tutta la vicenda. Questo è declinato all’interno di una storia tutto sommato semplice: in una terra ormai dominata da Gear (robot) l’ultima umana rimasta al mondo, Roue, intraprende un viaggio alla volta di Heavenland, una sorta di paradiso terrestre, unico posto al mondo dove il suo amico-padre Zett può essere riparato. Durante il viaggio incontra nemici, aiutanti, difficoltà e sarà contesa da numerosi Gear in quanto umana, cioè risorsa rara.
Il soggetto ha la classica struttura di un qualsiasi manga moderno (Kishōtenketsu), ricorrente a livello di capitoli e di tankōbon: inizio, sviluppo, svolta e conclusione. Presenta, inoltre, le caratteristiche più ricorrenti degli shōnen: dialoghi molto semplici e veloci; relazioni tra i vari personaggi chiare fin da subito, mai troppo approfondite; personaggi molto stereotipati. Emblematica è la scrittura di Chrome (aiutante della protagonista), che sappiamo essere uno dei Gear di ultima generazione ma di cui non conosciamo né la storia né tantomeno da dove arrivi. Dal momento che è il principale aiutante della protagonista, nonché fondamentale per il suo percorso di crescita, il suo mancato approfondimento resta un mistero.

Il tratto dell’autore si rivela molto rapido ed efficace con un uso moderato di retini, combattimenti ben disegnati e un character design semplice. La protagonista è la classica pre-adolescente genuina, pura, dagli alti valori morali, sensibile, per la cui sorte vale la pena sacrificarsi, con tanto di occhi grandi, movimenti timidi e lacrime facili davanti alle ingiustizie. La spalla comica è un piccolo Gear soprannominato Rock, arguto, molto intelligente, originale e “brillante” nelle trovate e nelle battute ed estremamente agile e sicuro nei movimenti. C’è l’aiutante Chrome, il belloccio misterioso dalla forza ancora sconosciuta anche a lui stesso, perfetto nelle proporzioni e con metà frangia atta a nascondere l’occhio con il segreto della sua forza. Il “padre” adottivo di Roue, Zett, la cui riparazione diventa lo scopo della protagonista, è un Gear disegnato con linee tonde e accoglienti proprio come è la sua personalità. I vari robot incontrati sono poco approfonditi e alcuni di essi strizzano l’occhio a un tipo di fan ben preciso (maid e ragazze procaci). Le armature dei Gear non sono mai spiegate né disegnate accuratamente. Il materiale, ad esempio, un qualche tipo di membrana organica o piastra metallica, è soltanto intuibile. Gli ambienti sono credibili anche se, nonostante siano ben disegnati, non siano mai del tutto esplorati e descritti.
Se quindi l’opera risulta molto lineare e modesta, ci sono tuttavia un paio di spunti di riflessione interessanti, che sono il centro e il motivo fondante di questa recensione.

Il punto di vista
Ogni Gear è provvisto di un emotion code, cioè di un pacchetto di emozioni simili a quelle umane. Le reazioni e le emozioni di Roue vengono analizzate e studiate dagli stessi, ma senza avere la possibilità di apprenderle appieno. Esistono vari modelli di Gear, tra cui quello di quinta generazione, in grado di autocurare le proprie ferite e di autorigenerarsi. Nonostante la presenza di una parte biologica importante e l’emotion code, il Gear di ultima generazione trova le medesime difficoltà nella comprensione delle emozioni della protagonista. Perciò, anche se questo risulta essere il modello più vicino agli esseri umani, più efficiente di questi ultimi e meglio adattato al mondo post-apocalittico descritto, c’è, tuttavia, questo tassello mancante. Tutto ciò non viene nascosto ma viene reso esplicito nei dialoghi e nei pensieri dei Gear e di Roue, fornendo al lettore un diverso sguardo. Difatti l’autore stesso in una intervista rilasciata a manga-news.com ha dichiarato di aver voluto inserire due punti di vista opposti: l’emotività (Roue) e la razionalità e logica (Gear). È proprio attraverso la logica che i robot cercano di osservare, descrivere e definire ciò che lei prova e sente, con risultati vani. Sfugge al loro controllo e alle loro analisi la scintilla iniziale e il meccanismo di base da cui nasce una certa emozione, che forse non sarà mai riconoscibile dalla logica.

Il posto dell’uomo
Oggi viene spesso da chiederci quale sia il posto dell’uomo nel prossimo futuro, spinti soprattutto dall’IA ancora neonata ma allo stesso tempo già avanzatissima. Takaki si spinge ancora più avanti nel tempo, in un mondo incredibilmente avanzato ed efficiente. Un mondo in cui il semplice dormire ormai non esiste più, ma dove le macchine lavorano 24 ore su 24; il mangiare dell’essere umano è ritenuto obsoleto e poco efficiente in favore dei Gear che possono rendere qualsiasi cosa il loro carburante; in cui la caducità e la debolezza umana non sono sostenibili. Un mondo, perciò, rovesciato. Perché dovrebbe esserci ancora l’essere umano in questo contesto? Evoluzionisticamente parlando, in che modo l’uomo è utile?
Ogni Gear ha un obiettivo installato al momento della sua creazione e non sostituibile se non dagli esseri umani. Questi robot sono consapevoli di ciò e della loro imprescindibile dipendenza dall’uomo. In questo senso nel mondo di Heart Gear l’essere umano è stato prudente nel porre dei limiti che lo rendessero comunque utile e indispensabile. Poter cambiare gli obiettivi significa poter dare direzioni diverse a un mondo così efficiente. Spinti da quella scintilla che dà vita alle emozioni, gli esseri umani sono e saranno sempre in grado di collocarsi in una posizione predominante e di dirigere il lavoro dei robot a proprio piacimento. Questo sembra, perlomeno, essere il pensiero dell’autore.
In conclusione, se Takaki riprende la realtà di oggi e la porta in un futuro lontano, estremizzandola in un manga che risulta essere piuttosto comune e già visto, offre però alcuni spunti concettuali che devono indurci a riflettere sul nostro destino come specie.
Abbiamo parlato di:
Heart Gear
Tsuyoshi Takaki
Traduzione di Alessia Orlando
Panini, 2023
208 pagine, brossurato fresato, bianco e nero – 5,20 €
ISBN: 9788828742920






