Il Capo dei Cervi di Danijel Zezelj

Il Capo dei Cervi di Danijel Zezelj
"Il Capo dei Cervi" di Danijel Zezelj è una graphic novel senza dialoghi ma di grande potenza visiva e immersiva.

Il-capo-dei-cervi-Cover (ospite di un panel di Nuvole Digitali e protagonista di una nostra intervista) è un artista croato che non potremmo definire con altra parola che “poliedrico”: attivo dagli anni ’90 sia come fumettista che come animatore, illustratore, graphic designer e performer multimediale, ha realizzato più di venti graphic novel, diversi film e cortometraggi d’animazione nonché collaborazioni con /Vertigo, , Dark Horse, Image e . In Italia alcuni suoi titoli sono stati pubblicati tra gli anni ’90 e i 2000 da Grifo Edizioni e Hazard.

A distribuire questo suo ultimo lavoro in ordine di tempo ci pensa , una casa editrice nata nel 2009 come movimento studentesco e poi come associazione culturale, attiva da anni nel settore della narrativa illustrata d’autore e non omologata alle regole di mercato.
Una scelta, frutto di un manifesto culturale preciso, che porta a proporre questo libro non facilmente etichettabile o attinente a logiche appartenenti a un mercato editoriale sempre più ristretto (e sempre più prudente) come quello italiano.

Il capo dei Cervi è una wordless graphic novel, ovvero una storia senza dialoghi che conferma la continua ricerca da parte di Zezelj di nuovi metodi narrativi ed espressivi, realizzando qui una sinergia totale tra narrazione e stile grafico che offre al lettore una lettura intensa quanto diversa dai canoni.
Il-capo-dei-cervi-pagina2La trama è a dir poco essenziale: un uomo si addentra in una foresta, diventando parte di un mondo silenzioso. Non sappiamo chi sia oppure il motivo della sua scelta, ma lo vediamo allontanarsi dalla sua auto in fiamme e perdersi volontariamente in mezzo alla natura per poi entrare in intima comunione con gli alberi, il terreno, le stagioni che si alternano e soprattutto un imponente e atavico cervo con il quale finirà per identificarsi.

Nella rappresentazione di un uomo senza volto e senza identità (le sue fattezze, celate sotto il cappuccio della felpa, non ci saranno mai svelate) c’è un senso primordiale ed epico che accompagna le fasi del suo rapporto con una natura maestosa che finisce per inglobarlo e proteggerlo. Una storia basica, caratterizzata da una relazione dicotomica che pervade tutta l’opera sia dal punto di vista concettuale che visivo: una distorsione cognitiva che mette in scena commistioni di diverse dualità, come il rapporto uomo-natura, il pensiero “tutto o nulla”, il confronto grafico tra bianco e nero. E quest’ultimo contrasto è abbacinante quanto evocativo,Il-capo-dei-cervi-pagina3 con pennellate usate come sciabolate di luce e ombra che rendono tanto realistico (a livello quasi fotografico) l’ambiente del bosco quanto leggibile come una visione onirica e trascendentale.

La griglia narrativa delle tavole, composta da vignette orizzontali alternate a splash page, è parte di una personale sperimentazione di Zezelj sui limiti espressivi del racconto illustrato, impostando lo spazio della pagina come un substrato visivo che è, al tempo stesso, narrante.
Ogni tavola è finemente cesellata con dettagli fortemente suggestivi. Un risultato raggiunto grazie all’uso del pennino con caratteristici neri graffiati che ricordano la tecnica di incisione della stampa espressionista tedesca. Troviamo questa scelta grafica di grande potenza espressiva che rende la storia ancora più vivida, andando oltre l’esercizio di stile del non usare parole e testi.

Affidandosi solo alla forza comunicativa delle immagini, coinvolge e travolge il lettore, offrendogli un’esperienza visiva immersiva e silenziosa nel narrare l’unione ancestrale tra un uomo e la realtà naturale che lo circonda, esprimendo un senso di isolamento volontario, di allontanamento dalla realtà urbana per abbracciare una dimensione più essenziale, antica e liberatoria.

Abbiamo parlato di:
Il Capo dei Cervi

Eris Edizioni, 2022
112 pagine, cartonato, bianco e nero – 25,00 €
ISBN: 9791280495136

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