Gli incontri selvatici: intervista a Loputyn

Gli incontri selvatici: intervista a Loputyn
Abbiamo avuto il piacere di intervistare una delle artiste più interessanti del panorama italiano per il fumetto e l’illustrazione, Jessica Cioffi, in arte Loputyn.

Abbiamo intervistato Jessica Cioffi, in arte Loputyn, che recentemente ha prestato le sue illustrazioni per i ritratti di Perfide (Hop Edizioni), una collezione di biografie di perfide della storia.

Ciao Jessica! Grazie per aver accettato di rispondere a quest’intervista!
I
l nuovo anno è appena comincia per cui partiamo dalla domanda che nelle interviste di solito viene fatta per ultima: quali progetti hai nel prossimo futuro? Ci aspetta qualcosa di speciale in questo 2020? Il terzo capitolo di “Cotton Tales”?
Ciao a voi! È un piacere per me. Ho già qualche lavoro in corso per il 2020, anche se ancora top secret. Per ora anticipo solo che ci sarà il seguito di un mio vecchio lavoro, più due progetti illustrati un po’ diversi dal mio solito, e che per questo sono molto impaziente di iniziare.

Tu sei una delle illustratrici e fumettiste più famose sul web e sei molto presente sui social, anche quelli più di nicchia, come Tumblr e DeviantArt. Su quest’ultimo conti più di 18.000 follower (o watchers come vengono definiti dal social stesso). Quanto credi siano stati importanti i questi nuovi mezzi di comunicazione per lo sviluppo della tua professione?
DeviantArt è stata la prima piattaforma su cui ho iniziato a condividere i miei lavori, quando ero una studentessa del liceo. Nel corso degli anni mi sono spostata su altri social (ora sono più attiva su Instagram), ma tutti hanno avuto un ruolo chiave nella mia crescita come disegnatrice. La risposta di un pubblico ci dà un punto di vista sul nostro lavoro che non potremmo raggiungere da soli. Penso che in fase di crescita sia indispensabile un confronto con l’esterno per capire meglio i nostri punti di forza. Una gestione consapevole dei social, poi, può tornare utile anche nel campo dell’editoria (la mia prima pubblicazione con Shockdom è nata grazie alla pagina Facebook).
La sfida è non cadere vittime dei social, ma vederli sempre e solo come uno strumento di lavoro.

I temi che riporti nei tuoi lavori sono più o meno sempre gli stessi: la perdita dell’innocenza, i sogni che spesso somigliano ad allucinazioni, il rapporto con un mondo naturale che all’improvviso risulta ostile. Tutto interpretato con un raffinato erotismo e del delicati toni desaturati. Nelle tue tavole utilizzi tanti animali che si ripetono spesso, come lupi, serpenti, farfalle e conigli. Che tipo di simbologia si nasconde dietro alla scelta di questi animali contrastanti? C’è per caso un richiamo al contrasto tra yin e yang?
Il disegno e l’illustrazione parlano anche senza parole, usando o diventando simboli. I miei personaggi sono ricorrenti così da creare una simbologia riconoscibile da chi guarda i miei lavori in serie (anche singolarmente un’illustrazione deve funzionare, ma se inserita in un immaginario coerente, diventa molto più efficace).
Mi piace attingere alla simbologia collettiva, all’esoterismo, e unirla agli incontri “selvatici” che sono stati significativi per me. Ad esempio mentre scrivevo Francis, incontravo spesso una volpe e così ho deciso di dargli questa forma.
Mi piace lasciare libera interpretazione a chi guarda, ma il mio intento è di descrivere un mondo in cui forze contrastanti convivono, come parti fondamentali di una unità (ad esempio lupo/ragazza, conigli/serpenti, etc). A volte sono in conflitto, a volte c’è pace… Questi contrasti convivono dentro di noi, e sto cercando di descriverli per dare loro ordine e per comprenderli a mia volta.

Le tue figure femminili sono quasi sempre in contrasto tra di loro, penso alle protagoniste di Francis (Shockdom), a svariate tue tavole singole e – in qualche modo – anche a Perfide (Hop Edizioni), che è il tuo ultimo lavoro. Descrivi donne con un carattere molto forte, rese fragili dalla solitudine e che si ritrovano spesso sull’orlo di un abisso di oscurità. In questo quanto c’è di autobiografico?
Nelle mie figure femminili c’è contrasto, ma spesso è più dentro di loro che tra loro. Questo si manifesta nel mondo attorno, nelle loro storie. Cerco di essere sempre sincera quando disegno, quindi sicuramente il risultato è in parte autobiografico, anche se poi si trasforma. Ad esempio in Francis, io mi immedesimo in entrambe le ragazze (Metillia e Camelia). Forse sono nate da due lati di me in conflitto tra loro mentre scrivevo. Poi hanno preso vita propria e ho potuto definirle.
Quando ho condiviso la storia, e ho scoperto che tanti miei lettori ritrovavano sé stessi nella stessa storia, il senso di solitudine si è alleggerito. Penso sia soprattutto a questo che servano le storie (scritte o disegnate).

Tu stessa sul tuo profilo Instagram hai sottolineato delle inesattezze anatomiche di alcune tue tavole. Come reagisci alle critiche che ti arrivano, dai fan o dagli addetti ai lavori?
Sono molto fortunata in questo senso. Quando ho ricevuto delle critiche, sono sempre state educate e spesso anche utili. Non ho mai avuto veri e propri haters…
Cerco di accogliere quelle che potrebbero farmi crescere, mentre scelgo di ignorare quelle che contrastano totalmente con il messaggio che voglio trasmettere.  Riguardo il disegno a livello tecnico, io stessa quando riguardo vecchi lavori riconosco degli errori che all’epoca non vedevo. Ovviamente è quello che accade maturando, però con occhi nuovi posso anche riconoscere cosa funzionava, e farne tesoro.
Le inesattezze anatomiche possono essere sia consapevoli che non: quando non lo sono, si tratta di errori da sistemare con la pratica. Ma quando un disegnatore raggiunge la massima destrezza nell’anatomia, allora può scegliere di deformarla in favore di fluidità o espressione. Spero prima o poi di arrivarci.

I tuoi disegni sono molto utilizzati anche per il merchandise, penso ai cofanetti natalizi (anzi gli “scrigni”) di Hop Edizioni, ai 22 Arcani Maggiori (più 8 oracoli) che hai disegnato per Re-Belle Box e le tante stampe che si trovano su vari shop online. Collabori volentieri a questo tipo di progetti? Sono più o meno soddisfacenti del lavoro editoriale?
In realtà la questione del merchandise è abbastanza nuova per me, e sto ancora prendendo confidenza con le sue potenzialità. Vorrei che rimanesse un piacevole “contorno”. I tarocchi invece per me sono stati un vero e proprio progetto, a cui sono molto affezionata. Penso che i miei interessi/soggetti si sposino bene con l’utilizzo dei tarocchi, spero di fare altri lavori simili in futuro.

In alcune interviste hai dichiarato che il tuo obiettivo è sempre stato quello di fare illustrazione, malgrado sia stato proprio un fumetto (Cotton tales, Shockdom) a lanciarti nel mondo editoriale, si può dire che con “Perfide” tu abbia raggiunto l’obiettivo? Continuerai su questa strada?
Penso di non aver ancora raggiunto l’obiettivo, ci sono dei temi che vorrei affrontare con il disegno e sento di dovermi migliorare ancora prima di poterlo fare. Ma ad ogni passo mi avvicino un po’ di più, e sono grata sia al fumetto che all’illustrazione per questo, perché mi permettono di farlo da due punti di vista differenti.
Perfide è stato un lavoro diverso dal solito che mi ha molto arricchita e sta aprendo nuove porte, che esplorerò volentieri!

Intervista rilasciata via mail a dicembre 2019.

Biografia Loputyn

Jessica Cioffi, in arte Loputyn, vive e lavora a Brescia, dove si è diplomata al liceo artistico per poi frequentare l’Accademia di Belle Arti di Bergamo. Si dedica al disegno e all’illustrazione da autodidatta fin da adolescente, affermandosi soprattutto sui social network dove raccoglie un vasto pubblico di fan.
Nel 2015 pubblica con Shockdom il primo volume di Cotton Tales, seguito subito dopo da due artbook che raccolgono le sue illustrazioni, tre altri fumetti e il secondo volume di Cotton Tales. Inoltre, partecipa a diversi progetti nati sul web, tra cui Grimorio (Attaccapanni Press), ha illustrato la copertina del n°19 di Dylan Dog Color Fest per Sergio Bonelli Editore e i ritratti di Perfide (Hop Edizioni), una collezione di biografie di perfide della storia.

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