“Pensavo di possedere tutto l’essenziale per la vita dei miei sogni”
Con queste parole Jessica Cioffi, alias Loputyn, ci catapulta nella quotidianità di Veronica, una giovane strega che vive in una valle isolata. Unica compagnia è il suo famiglio, un asino di nome Burro. Veronica vive le sue giornate in un tempo sospeso, dove non c’è spazio per i ricordi, il passato o le prospettive per il futuro. La monotonia è, però, eccezionalmente rotta da un’infestazione di insetti che invade sempre di più la casa della strega. La giovane, incapace di ricordare come fosse la sua vita prima di questo strano evento, decide – incoraggiata dal famiglio – di intraprendere un viaggio oltre le montagne, ma ecco che una sera si presenta Ari, un misterioso ragazzo che ha perso la strada. Tra i due nasce un legame fatto di dolci, bucato steso al sole, orto coltivato e frutti raccolti.
Un velo di inquietudine, però, accompagna il racconto, graficamente reso da uno sfondo riccamente dettagliato, in cui insetti e funghi ricoprono le pareti della casa di Veronica.
Particolarmente suggestiva, nel primo capitolo della graphic novel, è l’immagine di uno sciame di topi e falene che si dirige vorticosamente intorno al letto di Veronica, come attratto da qualcosa.
Questo evento — forse un sogno, forse realtà — obbliga Veronica a un confronto profondo con se stessa, riportando alla luce ciò che aveva scelto di rimuovere, incluso Ari, figura chiave e irrinunciabile nel passato della strega. Spetterà a lei decidere se questo legame la radicherà definitivamente alla valle o se, al contrario, rappresenterà l’occasione tanto attesa per fare i conti con il passato e aprirsi, con coraggio, a una nuova direzione futura.
Con un disegno elegante ed evocativo, caratterizzato da una linea morbida e da tavole densamente abitate da elementi visivi — talvolta solo accennati attraverso colore e segno, più che definiti nel dettaglio — Loputyn accompagna il lettore in un’esperienza immersiva e profondamente simbolica. Attraverso il percorso di Veronica, l’autrice ci invita a riflettere sulle scelte che, giorno dopo giorno, siamo chiamati a compiere: restare immobili di fronte a ciò che ci accade o afferrare con coraggio la propria esistenza, affrontando dolori irrisolti e sfide future.
Il racconto è scandito in quattro capitoli, introdotti ognuno da un diverso fiore — il nontiscordardimé, il cuore di strega e la veronica — e da un animale, il gipeto, le cui caratteristiche simboliche anticipano e rispecchiano i temi affrontati nelle pagine successive. Il nontiscordardimé richiama la memoria e ciò che non può essere sepolto, il cuore di strega rimanda alla dimensione ambigua e ferita dell’animo, mentre la veronica diventa emblema di identità e guarigione; il gipeto, avvoltoio che si nutre di ossa, allude al tragico passato di Ari e Veronica.
Tutti i personaggi risultano estremamente espressivi, inclusi gli animali — su tutti Burro, presenza silenziosa ma emotivamente potentissima — grazie a una cura particolare per posture, sguardi e gesti. Al tempo stesso, gli elementi macabri emergono con una forza visiva sorprendente: il teschio gigantesco di Ari e il cuore marcio di Veronica, ad esempio, sono resi con un livello di dettaglio che colpisce e inquieta.
Il disegno di Loputyn trasmette inoltre una sensualità intensa e raffinata, mai esplicita ma profondamente percettibile, che cattura lo sguardo e invita il lettore a perdersi nella morbidezza dei corpi, nella delicatezza dei volti e nella tensione emotiva che li attraversa. Un’eroticità elegante, che non distrae dal racconto ma ne amplifica la potenza emotiva e simbolica; una cifra stilistica che non solo arricchisce la narrazione, ma è anche il motivo principale per cui ogni sua opera mi attrae e conquista.
Abbiamo parlato di:
Forget me not
Loputyn
Rebelle edizioni, 2025
233 pagine, cartonato, colori – 24,00 €
ISBN: 9791281810136


