
Siamo nel XVIII secolo a.C., re Hammurabi di Babilonia ordina la progettazione di una torre, una struttura immensa capace di sfidare la grandezza di Dio. Grazie a essa sarà possibile tenere compatto l’immenso regno del re babilonese, uniti dalla stessa forza e dalla stessa lingua.
Questa è la storia nota a tutti, presente nella Genesi dell’Antico Testamento. Ma chi furono le menti che architettarono una struttura del genere? E come riuscirono a realizzarla?
Gli architetti di Babele (Babel no Sekkeishi), opera più lunga e conosciuta a oggi di Akira Ashimo, racconta della creazione della torre grazie al talento di Gaga, l’architetto più talentuoso di Babilonia, e di Nimrod, discendente di Noè dalla mente geniale ma per niente affidabile.
Nei due volumi che compongono l’opera, pubblicata da Toshokan, seguiamo Gaga nel suo viaggio attraverso la Mesopotamia alla ricerca di Nimrod. Per ordine di re Hammurabi, il giovane architetto sembrerebbe l’unico davvero in grado di concepire una torre di tali dimensioni.
Sebbene il solo Nimrod ne sia effettivamente capace, i piani sono minacciati da Estar-Muti, re di Kish. Il rivale di Babilonia scatena una guerra per il controllo della Mesopotamia, aiutato dal traditore Nasis, fedele consigliere di Hammurabi.

La storia scorre molto veloce, il ritmo della narrazione è quasi sempre costante, permettendo il rapido susseguirsi degli eventi. Ciononostante, il manga regala qualche digressione dalla fabula, principalmente dei flashback che consentono di scoprire il passato delle varie personalità che si incontrato tra le pagine.
Tutti i personaggi sono ben caratterizzati e le loro storie riescono a catturare l’interesse del lettore, a volte anche a emozionarlo. Gaga, il famoso architetto della capitale, soffre molto un rapporto turbolento con il padre e i fratelli, dediti al combattimento e alla guerra, che non accettano la sua vocazione nonostante il successo. Nimrod è un ragazzino sempre con la testa per aria ma con un’intelligenza e un talento nell’architettura senza eguali, in costante bisogno di miele per potersi concentrare e capace da subito di far provare al lettore empatia nei suoi confronti.
Così come è difficile non provare tenerezza per la serva Lou, dedita al benessere di Nimrod e che ottiene la libertà grazie alla bontà di Gaga.
Il maestro Ashimo riesce a rendere credibili e vivi i propri personaggi, ognuno di essi con sentimenti e traumi che contribuiscono a rendere corposa e interessante la narrazione. I momenti drammatici, divertenti e d’azione sono ben calibrati per tutta la durata della storia, che scorre via in maniera fluida divertendo e intrattenendo.

Il tratto del disegno è molto pulito e delicato, senza sbavature, gli elementi all’interno delle vignette sono sempre ben inseriti e funzionali alla storia. Semplice e pulito nelle scene di dialogo con personaggi, più ricco di dettagli nei paesaggi e nelle splash page, la resa del disegno è graficamente gradevole. Può forse risultare un po’ derivativo (a tratti può ricordare alcune tavole di Yoshitoki Oima, autrice di A silent voice e To your eternity), ma di certo siamo lontani da un tratto ampiamente riconoscibile e alcune tavole risultano spettacolari e ricercate.
In definitiva, Gli architetti di Babele è un manga perfetto per una lettura veloce ma che risulta appagante e divertente. La storia è coinvolgente e mescola sapientemente dramma, commedia e azione. I due volumi si lasciano leggere con facilità e instillano curiosità sia sulla ricostruzione storica, che sul passo originale della Bibbia.
Abbiamo parlato di:
Gli architetti di Babele Vol. 1 – 2
Akira Ashimo
Traduzione di Luca Sibio
Toshokan, 2024
272 (vol. 1)/264 (vol. 2) pagine, brossurato, bianco e nero – 7,90 €
ISBN: 9788852400957 – 9788852402548
