Fumettisti contro Youtubers: intervista a Sal Modugno

Fumettisti contro Youtubers: intervista a Sal Modugno
Lo Spazio Bianco accompagnerà Fumettisti contro Youtubers durante il suo crowdfunding su Eppela con una serie di interviste rivolte ai suoi autori. Questa settimana abbiamo parlato con Sal Modugno, che ha scritto e disegnato la terza storia dell'antologico, Col fischio o scienza?.

Il 10 febbraio scorso, sulla piattaforma Eppela è partito il crowdfunding per la pubblicazione in formato cartaceo di Fumettisti contro Youtubers, il fumetto prodotto dall’etichetta indipendente che vede il coinvolgimento di sette artisti che ora con ironia ora con una buona dose di humour nero raccontano del conflitto epocale tra i fumettisti e appunto gli youtubers.
Lo Spazio Bianco accompagnerà durante la raccolta fondi con una serie di interviste rivolte ai suoi autori, in rigoroso ordine di apparizione sul volume, e promuovendo il crowdfunding con un widget che trovate sulla nostra homepage.
Questa settimana abbiamo parlato con Sal Modugno, che ha scritto e disegnato la terza storia dell’antologico, Col fischio o scienza?.

Salvatore Modugno nasce a Molfetta (BA) il 10 agosto 1988. Nel 2007 si diploma in Grafica pubblicitaria, e prosegue gli studi diplomandosi all’Accademia di Belle Arti nel 2014, anno a partire dal quale è cultore della materia per la cattedra di Anatomia Artistica e Illustrazione Scientifica.
La sua prima pubblicazione nazionale risale al 2010, con quattro albi della saga Mister Villain per ARPANet Edizioni di Milano. Tra i vari concorsi vinti, merita speciale menzione il Premio Fumo di China per il concorso Senza parole, nel 2012.
Attualmente lavora come grafico editoriale. Impagina la rivista scientifica Sapere e illustra diversi libri per Edizioni Dedalo, mentre prosegue la sua attività fumettistica con gli albetti autoprodotti e le tavole settimanali de L’ispettore Strabick, pubblicati sull’omonima pagina Facebook.
Nel 2017 fonda, assieme a Vittoria Ricci, Michele Santoruvo e Ettore Basciano, il collettivo artistico Psicoscimmia, che nel novembre dello stesso anno dà alle stampe il primo numero dell’omonima rivista. Nel 2018 firma per Blatta Production la grafica, l’editing e una delle storie a fumetti del volume Fumettisti contro Youtubers.

Intervista a Sal Modugno

Una tavola da Col fischio o scienza?

I fumettisti hanno dichiarato guerra agli youtubers. Raccontaci della tua personale crociata contro di loro.
Io non ho nulla contro gli youtubers, ho tanti amici youtubers e sembrano normali proprio come me e te. Io stesso in passato ho caricato qualche video in cui parlavo di fumettisti che, secondo me, andavano scoperti e rivalutati anche dalle nuove generazioni. Questo perché YouTube alla fine è uno strumento di divulgazione di contenuti, quindi il problema non è lo youtuber in quanto tizio che diffonde suoi video.
Il problema è perché lo fa e se ha effettivamente qualcosa da dire. Qualcuno diceva che oggi la moneta corrente sono le informazioni, non più il denaro. Il denaro è quasi un effetto collaterale di una comunicazione ben riuscita. Io punto a colpire più persone possibili e non certo per averne un riscontro economico immediato. Cerco innanzitutto fama, like, followers, visualizzazioni.
Youtube – come Facebook, Instagram o Twitter – ti dà questa opportunità, ma secondo me risente del principio che ha reso grandi certe televisioni private: parla alla pancia, provoca, insulta, fai più rumore possibile e desterai l’attenzione del grande pubblico. Le fasce meno colte rideranno rumorosamente, l’individuo medio, frustrato e insoddisfatto, ti guarderà con interesse, positivo o negativo che sia, quelli più “colti” urleranno allo scandalo e cercheranno di metterti alla berlina.
In ogni caso avrai vinto tu.
La visualizzazione di chi ti idolatra e quella di chi ti disprezza hanno lo stesso valore, come il denaro.
Ecco, certi youtubers (ma anche molti fumettisti social) accumulano fama e like grazie a una comunicazione riuscita, ma che veicola contenuti di cui si può spesso fare a meno, in più senza che vi sia un contraddittorio diretto. Se non posso contraddire la tua opinione e magari smontare le falle nel tuo ragionamento o confutare le tue fonti, hai già più potere di quanto ne meriteresti. Questo meccanismo, tipico della televisione e di YouTube, è stato compreso e assimilato subito: il mio canale è come la mia televisione privata. Io posso stroncarti, sminuirti, recensire negativamente il tuo lavoro e tu puoi fare ben poco per fermarmi.
Mi scrivi un commento articolato ma negativo? Hater! Mi metti il pollice verso sotto il filmato? Pazienza, intanto l’hai visualizzato.
Ecco come ci ritroviamo quindicenni viziati che fanno da influencer e, muovendo interi eserciti di followers, attirano l’attenzione di chi cerca fette di mercato facili da penetrare. Case editrici in primis.
E io sono uno che ha sempre badato più al contenuto che alla confezione, non potevo non unirmi alla crociata di Blatta Production.

Come hai conosciuto Blatta Production, e come sei entrato a far parte del progetto Fumettisti contro Youtubers?
Ho conosciuto Blatta Production e Marcus L. nel 2016, in occasione del Ca.Co. Fest, a Bari. Eravamo praticamente vicini di banco, io col mio Ispettore Strabick e lui coi suoi Crisis Comix e Spectacular. Marcus è un tipo abbastanza socievole, io no.
A meno che non si parli dei miei lavori, e lui li notò. Familiarizzammo e comprai il suo La vitaccia di un fumettista indipendente che trovai divertentissimo. Lui pensò lo stesso del mio ispettore e cominciammo a scriverci come due amici di penna adolescenti. Da editore qual è cominciò subito a chiedersi come potessi fruttargli i miliardi che solitamente la mia arte produce e mi propose dapprima un progetto TOP SECRET che è ancora in fase di realizzazione e poi, quando ci rivedemmo in occasione del Napoli Comicon 2017, mi parlò di Fumettisti contro Youtubers. Accolsi con entusiasmo questa folle crociata perché in fondo, dietro la mia aria mite, si cela un mostro sanguinario sempre in cerca di un nemico su cui accanirsi. Gli youtubers mi sembravano abbastanza deboli: alle fiere di fumetto hanno sempre una cerchia di agenti di sicurezza tutt’attorno, i fumettisti no.
Quindi accettai, anche se non avevo la benché minima idea di che storia avrei realizzato.

Nella tua storia fai dire al personaggio di Tuberto che in rete il successo è dovuto più agli haters che agli utenti che prendono sul serio i contenuti prodotti. Fumettisti contro Youtubers ha raccolto un notevole numero di critiche sui social da parte sopratutto degli youtubers che voi attaccate; da qui il dubbio: sperate che il fumetto si faccia conoscere per la pubblicità negativa o perché vale davvero la pena leggerlo?
Io spero sempre che si faccia conoscere per la qualità dei contenuti ma, come dicevo poc’anzi, la comunicazione oggi è tutto. Alla fine noi non abbiamo effettivamente acceso un fuoco ma ci siamo limitati a soffiare sulla cenere con qualche lapillo ancora ardente, e l’incendio è divampato da sé.
L’intento del volume è satirico e i toni sono umoristici. Certo, ci sono youtubers presi a calci o che riportano invalidanti ferite da arma da fuoco, ma sono obiettivamente personaggi odiosi, che non rappresentano tutta la categoria.
E comunque queste scene le abbiamo evitate nelle anteprime. Ma ai webeti di mentaniana memoria è bastato il titolo, Fumettisti contro Youtubers, per invadere la nostra pagina con le loro aprioristiche recensioni negative e i loro insulti, scatenare una solidarietà inattesa e mettere in moto la macchina che ci ha portati qui.
Comunicare è sfruttare correttamente le risorse a tua disposizione e il loro livore e la superficialità con cui affrontano una questione erano forse il più potente catalizzatore d’attenzione.
In un certo senso, sono stati il nostro gratuito ufficio stampa diffuso, quindi grazie!

I fumettisti sono davvero meglio degli youtubers?
Bella domanda. Ci sono tanti bravi youtubers e tanti bravi fumettisti, ma ogni categoria ha le sue mele marce. “Youtuber” non è sinonimo di scarsa qualità nei contenuti e fumettista non è sinonimo di prodotto eccezionale.
Oggi è facile essere una rockstar. Esprimi un’opinione forte, ti costruisci un personaggio e ti crei un seguito. Da quel momento in poi qualunque cosa produci verrà osannata, che sia un video o un fumetto, specie se alcuni tuoi amanti sono infiltrati anche qua e là nell’apparato critico del settore. Se questo meccanismo funziona sia per una categoria che per l’altra, sono meglio i fumettisti o gli youtubers?
Io ho scelto di chiudere la mia storia con un’ironica livella, per dirla alla Totò. In fondo siamo tutti ostaggi della nostra epoca e l’unica differenza è come decidi di viverla. Il mio fumetto, L’ispettore Strabick, ha pochissimi followers ma io continuo a postare una tavola umoristica a settimana come quelle che leggevo su Lupo Alberto da adolescente perché semplicemente mi piace. Da un lato mi dicono che il mio stile grafico è un po’ datato, dall’altro che sono un personaggio. Probabilmente la seconda cosa potrebbe in qualche modo riparare alla prima, se mi esponessi in prima persona e mi mettessi a urlare opinioni non richieste nel web, ma io ho scelto di non assecondare questa mitomania collettiva.
Voglio che piacciano i miei lavori per ciò che raccontano non perché li faccio io. Non mi serve l’adulazione incondizionata anche se sono cosciente del fatto che potrebbe attirare su di me l’attenzione degli addetti ai lavori.
La mia webcam resterà spenta e sulla mia pagina troverete solo i miei disegni e i miei testi.

Apri la home di Youtube. Qual è il primo video consigliato che vedi?

Intervista realizzata via mail il 13 febbraio 2018.

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