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Fumettisti contro Youtubers: intervista a Roberto Cavone

Fumettisti contro Youtubers: intervista a Roberto Cavone
Lo Spazio Bianco sta accompagnando Fumettisti contro Youtubers durante il crowdfunding su Eppela con una serie di interviste rivolte ai suoi autori. Questa settimana abbiamo parlato con Roberto Cavone, che ha scritto e disegnato la quarta storia dell'antologico, Agenzia Pallese.

Il 10 febbraio scorso, sulla piattaforma Eppela è partito il crowdfunding per la pubblicazione in formato cartaceo di Fumettisti contro Youtubers, il fumetto prodotto dall’etichetta indipendente che vede il coinvolgimento di sette artisti che ora con ironia ora con una buona dose di humour nero raccontano del conflitto epocale tra i fumettisti e appunto gli youtubers.
Lo Spazio Bianco accompagnerà durante la raccolta fondi con una serie di interviste rivolte ai suoi autori, in rigoroso ordine di apparizione sul volume, e promuovendo il crowdfunding con un widget che trovate sulla nostra homepage.
Questa settimana abbiamo parlato con Roberto Cavone, che ha scritto e disegnato la quarta storia dell’antologico, Agenzia Pallese.

Fumettisti contro Youtubers: intervista a Roberto CavoneRoberto Cavone autoproduce fumetti dal 1998, da quando, con l’amico Ant, ha dato vita a Pillole, contenitore di storie brevi al vetriolo sulla scia degli snatch comix di Crumb, Wilson e Moscoso.
Di lì a poco ha incontrato Marcus L. di Blatta Production e ha iniziato con lui una duratura collaborazione sulla storica Naked Woman Inside. Fra le altre cose ha realizzato la storia a fumetti sulla traslazione delle spoglie di San Nicola per La Gazzetta del Mezzogiorno e, come ultima ruota del carro, ha disegnato nel 2005 per Par condicio, rivista di satira bipartisan nonché strampalato tentativo di riproporre i fasti di Cuore.
Ha lavorato con Fondazione Corriere della Sera, AdnKronos, Rome International School, Università di Bari, occupandosi di fumetto, satira, ritratto, illustrazione per bambini, storyboard e grafica web. Ha contribuito alla nascita di Rutin, fumetti free press della capitale. È stato anche operatore call center, aiuto cuoco, restauratore specializzato in lapidei e “patataro” al Pigneto di Roma.
Attualmente galleggia grazie alla grafica, porta in giro il suo ultimo lavoro, Mondo Scalzo, fumetto sull’odissea dei migranti nella Libia di Gheddafi, e ha anche preso la patente per guidare il muletto.

Intervista a Roberto Cavone

Fumettisti contro Youtubers: intervista a Roberto Cavone
Una tavola da Agenzia Pallese

I fumettisti hanno dichiarato guerra agli youtubers. Raccontaci della tua personale crociata contro di loro.
La mia crociata è cominciata quando mi è stato chiesto di disegnare una storia su Fumettisti contro Youtubers. Prima di allora per me gli youtubers galleggiavano in una pozzangheretta di indifferenza come il vicino di casa che incontri ogni giorno e con cui non vai oltre il “buongiorno&buonasera”. Direi che la mia avventura è paragonabile alla medioevale Crociata dei Pezzenti dove, privi di un’organizzazione, senza il consenso del Re, ci si lanciava alla volta delle terre orientali senza sapere bene né il perché né il percome. La mia storia si apre con un perentorio “In verità a me degli youtubers non me ne fotte niente. Anche dei fumetti non me ne fotti nietti”. Poi il Re mi ha fatto chiamare a corte e in cambio di tanto onore ho imbracciato la scure per sfoltire le fila degli youtubers che ho riconosciuto essere come quell’onda fragorosa che si infrange, ma che alla fine si ritira lasciando piatto il bagnasciuga o immutato lo scoglio. Ecco, il flusso di immagini e parole del web ha spesso questo effetto. Soprattutto diventa alienante constatare come valide tematiche vengano ridotte a nozionismo di pochi minuti, esposte superficialmente in nome di un consenso plebiscitario basato su un taglio di capelli all’ultimo grido: gli annunci all’IperTriscount hanno un valore informativo superiore! Naturalmente, per fortuna, c’è anche chi nella comunicazione riesce ad essere più efficace. Comunque ora, dopo l’investitura di fumettista del Re, sono un uomo diverso, ho un valido motivo per essere e probabilmente un giorno convolerò a nozze con il/la più grande youtubers di tutti i tempi e pace sarà sancita tra le fazioni. Fate l’amore non fate l’upload.

Come hai conosciuto Blatta Production, e come sei entrato a far parte del progetto Fumettisti contro Youtubers?
Ho conosciuto Marcus L., ovvero Mister Blatta Production, a Parma, nel lontano 2000 o 2001 in occasione di una esposizione di vignette di Telefono Azzurro a cui entrambi avevamo partecipato con la post-adolescenziale speranza di meritare la vittoria, convinti che il futuro sarebbe cominciato da là. Niente, nessuno dei due vinse, ma ci trovammo d’accordo sulla vita. Passammo tre giorni insieme e visitammo Lucca Comics. Per me fu la prima edizione da visitatore. Cominciammo quindi una proficua collaborazione disegnando sulle rispettive fanzine a fumetti, Pillole, la mia, fondata con Ant nel 1998, e Naked Woman Inside di Marcus L. e Simone Danieli. A distanza di tanto tempo, dopo aver partorito figli e salmoni, Marcus mi ha chiamato e proposto questo progetto a cui ho aderito con la post-matura speranza di poter crepare sputando inchiostro su carta.

Fumettisti contro Youtubers: intervista a Roberto Cavone
Una tavola da Agenzia Pallese

In Agenzia Pallese fai dire a Er Patata “Nessuna azione può realizzare il suo scopo se non si smarrisce nell’atto”. Qual è lo scopo di uno youtuber? E quello di un fumettista quale dovrebbe essere?
La frase è tratta da una riflessione di Carmelo Bene. Smarrirsi nell’atto vuol dire compiere un gesto al massimo della propria potenzialità, cosi intenso che te ne dimentichi, cosi naturale che non ci pensi neanche. Ecco che Maradona non gioca meravigliosamente a pallone: Maradona è calcio. Chuck Berry è rock’n’roll. Cézanne è pittura. Ecco, questo bisogno di esprimersi mi sembra che sia stato fortemente frainteso oggi. Si è perso un po’ il senso dei contenuti da comunicare. Probabilmente la società dello spettacolo ha imposto alcune regole adottate in larga massa in nome del famoso quarto d’ora di celebrità: parla anche quando non hai niente da dire; appari all’altezza della situazione anche quando non ce n’è nessuna necessità; fingi; dimostrati convincente anche se stai spiattellando grandi bugie. Ciò che ho percepito degli youtubers è questa voglia indiscussa di apparire, di fare della propria immagine il vero contenuto del messaggio a discapito del tema affrontato. Molti di loro sono giovanissimi e quindi vivono la loro epoca dove, in tempi stretti, tocca dire-fare-baciare-lettere-testamento invitando a frequentare il proprio canale e a lasciare un like con la speranza che il “clic” possa portare consensi e moneta. Un atteggiamento dettato dall’immagine e dal profitto non può perdersi nell’atto e lasciare una traccia duratura di sé. Si può parlare bene di tutto, di videogiochi, di calcio, di film, di moda ecc., ma si spera che lo scopo sia di informare sui fatti svelando conoscenza, e non semplicemente enunciando cose in nome della propria attrazione mediatica. In altre forme anche un fumettista dovrebbe avere come scopo ultimo la credibilità della propria azione sia che voglia informare, far riflettere, sia che voglia semplicemente far ridere o intrattenere. Quando dietro una frase, dietro una vignetta c’è una persona e non un manichino allora credo ci siano buone probabilità che qualcuno ti segua e ti apprezzi per ciò che fai.

I fumettisti sono davvero meglio degli youtubers?
Chi l’ha detto?! Non ho molti argomenti per difendere i fumettisti in questa querelle. Credo che entrambe le categorie possano rasentare allo stesso modo i livelli più infimi cosi come possano esaltarsi e rivelare la loro magnificenza. Sicuramente direi in favore dei fumettisti che il tempo trascorso a elaborare un fumetto, dall’ idea iniziale fino al risultato finale, occupa uno spazio temporale maggiore rispetto all’enunciazione di parole davanti ad una telecamera. Questo conferisce al fumettista l’aspetto di artigiano che, ancora oggi, come termine, è interpretato in accezione positiva. In realtà, però, tre mesi di lavoro possono rivelarsi un inutile insieme di fesserie senza mordente rispetto a una comunicazione di tre minuti. Abbiamo bisogno delle persone dietro i progetti. C’è bisogno di avere qualcosa da dire in generale, nel fumetto, nel video, in politica, in televisione… evitando di utilizzare la grande opportunità di uno strumento multimediale come scarno contenitore, come riempitivo. A quel punto il silenzio è oro. Ho visto la vera grandezza in chi non si propone, in chi non si fa tentare dalla voglia di dover dimostrare agli altri le proprie capacità dato che oggi sembra quasi un dovere esporsi e dire chi siamo e cosa vogliamo. Bazzico da circa vent’anni il mondo del fumetto, oscillando dal suo contesto indipendente underground a quello a tratti più ufficiale e, naturalmente, conoscendo più fumettisti che youtubers, le mie riserve sui primi sono maggiori rispetto ai secondi. Confrontarsi con gli altri è confrontarsi con la vita, ecco perché fondamentalmente è difficile dividere categoricamente i due gruppi. A questo punto, però data la mia età, data la mia naturale tendenza verso il racconto per immagini, dico Viva i Fumettisti Abbasso gli Youtubers!

Apri la home di YouTube. Qual è il primo video consigliato che vedi?
Tra le prime otto finestre c’è questo. Buon ascolto.

Intervista realizzata via mail il 23 febbraio 2018.

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