First Issue presenta: il (quasi) ritorno dei Fantastici Quattro

First Issue presenta: il (quasi) ritorno dei Fantastici Quattro
Il Fresh Start della Marvel si arricchisce con una delle serie più attese, I Fantastici Quattro. Dan Slott e Sara Pichelli realizzano un primo numero volutamente in sordina, focalizzato più sulle emozioni che su i facili colpi di scena.

Fantastici4_Cover_First Issue Recensioni Novembre 1961.  Sugli scaffali dei “newstands” statunitensi si affaccia un nuovo comic book scritto da una coppia di autori della : quattro avventurieri diventati loro malgrado supereroi con superpoteri e problemi molto umani. Sono nati i Fantastici Quattro di Stan Lee e Jack Kirby e con loro nasce ufficialmente l’universo supereroistico della Marvel, che consolida la cosiddetta “Silver Age dei Comics” iniziata con la nascita di Flash e della Justice League of America della DC Comics.

Per 102 numeri Lee e Kirby creano un universo maestoso e ricchissimo, una fonte quasi infinita di idee e riferimenti grafici e narrativi che influenza la nostra cultura fino ad oggi. Da allora, I Fantastici Quattro sono stati un pilastro fondamentale del fumetto mainstream di supereroi, riuscendo in più di una occasione a essere “il più grande fumetto del mondo”.

Oltre a Lee e Kirby, altri autori hanno creato run storiche e imprescindibili per ogni fan della Nona arte: Roy Thomas, John Romita Sr., Gerry Cowan, Marv Wolfman, George Pérez, Walt Simonson fino a John Byrne, uno dei più grandi autori del quartetto.

Gli anni ’90 e il nuovo millennio sono stati segnati da forti oscillazioni nella qualità delle storie e nel favore dei fan (complici anche tre infelici e disastrose trasposizioni cinematografiche): le controverse gestioni di autori importanti e lanciati come Chris Claremont, Scott Lobdell, Carlos Pacheco e Jeph Loeb, la polarizzante gestione di Mark Waid e Mike Wieringo, la deludente parentesi del team Millar/Hitch, le storie appannate di Straczynski prima e McDuffie poi.

A risollevare le sorti del quartetto, la potente, intricata, ambiziosa ed epica gestione di Jonathan Hickman, che ha scritto una delle run più emblematiche della storia del gruppo, legandolo alle sorti degli Avengers, degli Ultimates, dello SHIELD e dell’intero un’universo Marvel, fino a farla culminare nel 2015 in Secret Wars, una delle storie definitive della prima famiglia Marvel.

All’indomani dello scontro “finale” tra Reed Richards e Victor Von Doom per salvare il multiverso, la Terra si è ritrovata senza Fantastici Quattro: Reed, Sue e la Fondazione Futuro dispersi nello spazio, alle prese con la rifondazione del multiverso, Ben insieme ai Guardiani della Galassia e allo SHIELD, Johnny con gli Inumani e la squadra Unione in Uncanny Avengers.
Ma la Marvel non sarebbe la Marvel senza la sua prima famiglia e, dopo aver alluso al ritorno del quartetto nella redidiva serie “Marvel Two-In-One” (di cui parleremo tra un attimo), la casa editrice ha sfruttato l’iniziativa “Fresh Start” per lanciare il primo numero della nuova testata Fantastic Four, scritta da un reduce da una gestione decennale di Spider-Man e da una sempre più lanciata .

A volte ritornano (ma non subito)

Fantastici4_1_First Issue Recensioni I fan hanno preso la notizia dell’arrivo di Slott in maniera contrastante, soprattutto per via della lunga gestione dell’Uomo Ragno: se in tanti hanno apprezzato l’amore per il personaggio e la grande voglia di fare, molti hanno riscontrato una narrazione esagerata, eccessiva e che a tratti ha snaturato il personaggio (o per lo meno le sue evoluzioni dagli anni ’80 in poi), un gusto eccessivamente kitsch e alcune trovate bislacche.

Cosa può succedere ad affidare a un “fanboy” (questa la principale accusa mossa a Slott) un rilancio così importante?
Succede che ci si ritrova un numero emozionante, a tratti intimo, che stupisce per una coraggiosa partenza in sordina, in contrapposizione ai roboanti numeri uno a cui ci ha abituati la Marvel negli ultimi anni.

È bene dirlo subito: I Fantastici Quattro non sono ancora tornati, Reed, Sue e la Fondazione Futuro sono ancora dispersi nello spazio. In questo senso, il primo numero di questa serie appare sicuramente monco e fuori focus, almeno rispetto alle aspettative di alcuni fan.

Ma Dan Slott ha grande consapevolezza dei personaggi e lo dimostra in ogni dialogo, in ogni scena. Lo sceneggiatore decide di costruire questo primo numero seguendo le vicende di Johnny e Ben: non quelle avventurose e eroiche, ma quelle normali, quelle della vita di tutti i giorni scandita da una partita di football e una spesa al mercato. Una routine fragile, un equilibrio precario che può essere spezzato dallo scherzo di due ragazzini che fa rinascere la speranza del ritorno della propria famiglia e scatena la frustrazione per una promessa non mantenuta.

Fantastici4_2-1_First Issue Recensioni Come visto anche in Marvel Two-in-One, Ben e Johnny hanno perso molto (un amico, una sorella, l’intera famiglia, parte dei propri poteri) e affrontano questa perdita in maniera diversa, con Ben ormai quasi rassegnato e deciso ad andare avanti,  Johnny che invece non vuole desistere e farsene una ragione, confuso e insicuro sul suo posto nel mondo.

Dan Slott caratterizza i due personaggi in maniera rispettosa, efficace e delicata, usando una prosa misurata e ricca di emotività che permette di mostrare i due eroi nel momento di massima fragilità e anche di massimo coraggio, quello dell’elaborazione del lutto e della sua accettazione.
Lo sceneggiatore conosce bene i due e il mondo della Prima Famiglia Marvel, avendo già scritto,oltre a She-Hulk e Silver Surfer, personaggi legati a doppio filo con gli FQ, la miniserie Spider-Man/Torcia Umana e la breve ma interessante mini dedicata alla Cosa.

Ed è proprio da questa che riparte per scrivere Ben Grimm, un personaggio che ha vissuto negli ultimi anni una maturazione costante e decisa, arrivando in questo numero a uno snodo fondamentale. L’evoluzione del rapporto tra lui e Alicia Masters è la chiave di volta dell’intero numero non solo per la Cosa, ma anche perché definisce il nucleo fondamentale dei Fantastici Quattro e le basi da cui Slott vuole sviluppare la serie, ovvero l’idea di famiglia, di legami affettivi più forti di qualunque altra cosa, ma anche la magia dell’esplorazione e l’incanto delle bellezze e delle stranezze di un cosmo che affascina e rapisce: la sequenza flashback, l’unica in cui compare la famiglia al completo, è un manifesto degli intenti dell’autore, leggerezza, magia dell’ignoto e sentimenti.

In un crescendo di (piccole e intense) emozioni, i due eroi si scontrano e si consolano per la loro perdita, accettando di andare avanti con le proprie vite, ma lontano nel multiverso Sue e Reed sono pronti a tornare, lanciando un segnale di speranza che promette nuove avventure per i  Quattro. Anche in questo caso, in una brevissima scena in cui appaiono solo le silhouette dei due coniugi, Slott dimostra il suo feeling profondo per i personaggi, definendo in pochi baloon il rapporto di amore, rispetto, stima e sostegno tra i due.

La potenza dei sentimenti: i disegni di Sara Pichelli

Fantastici4_3_First Issue Recensioni Sara Pichelli dimostra ancora una volta perché la Marvel abbia puntato forte su di lei: il tratto curvilineo, corposo, plastico e potente dell’artista romana diventa in questo numero una linea morbida che definisce le emozioni dei personaggi, li accarezza e ne definisce espressioni e volti in maniera coinvolgente e commovente. I primi piani sulle espressioni di Ben e Johnny rendono l’uso delle parole superfluo, tanto sono capaci di trasmettere l’essenza dei personaggi.

I due vengono caratterizzati dalla Pichelli in maniera esemplare: il corpo roccioso della Cosa si curva su se stesso nel tentativo di farsi più piccolo e meno pericoloso, più gentile e aggraziato, rispettoso e attento di ciò che sta intorno, quasi impaurito sotto vestiti larghi che coprono le forme e danno una parvenza di normalità, le mani di Alicia che lo accarezzano e lo rassicurano mentre è sul punto di dichiararsi, il fuoco di Johnny che brucia impetuoso, istintivo e disperato, un uomo ancora ragazzo che rivorrebbe indietro i suoi cari e che lo dimostra nell’unico modo che conosce.

Ogni scena e inquadratura, anche quelle più dinamiche e “supereroistiche”, ogni linea (qui meno definite e più espressionistiche rispetto ad altri lavori della Pichelli, che sceglie di inchiostrarsi da sola) denotano questa attenzione per le emozioni, il linguaggio del corpo che si lega con le parole e con l’atmosfera del racconto.

A chiusura dell’albo, una breve storia che narra il ritorno del Dottor Destino a Latveria, dopo le recenti evoluzioni in Infamous Iron Man e Invincible Iron Man. Victor von Doom è destinato a tornare il dittatore del piccolo stato europeo, dopo aver provato per un po’ a essere un supereroe nel post Secret Wars. Slott, pur volendo ristabilire lo status quo del personaggio, sembra intenzionato a indagare su questa dicotomia e sull’affascinante figura di Destino, sul suo ruolo di leader e dittatore, salvatore e criminale.
Ai disegni, Simone Bianchi opta per una costruzione della tavola meno sperimentale e una sequenzialità più chiara. I suoi disegni contribuiscono a creare un’atmosfera mistica mitteleuropea, sebbene in alcuni casi la colorazione diminuisca e penalizzi la chiarezza e l’efficacia del segno.

La pagina finale, realizzata da Skottie Young, affida a Impossible Man il compito del fan criticone: l’assenza dei Fantasitici Quattro scatena l’ira del verde alieno, rassicurato dagli editor sul prosieguo della serie. Un divertente escamotage per rispondere alle ormai onnipresenti (e spesso aggressive) levate di scudi dei “Marvel Zombies”.

In conclusione, Fantastici Quattro #1 è un esordio convincente e inaspettato, che dimostra l’enorme potenziale del duo Slott-Pichelli e promette un futuro roseo per il quartetto. Forse non possiamo dire ancora “Bentornati!”, ma sappiamo che presto rivedremo i quattro esploratori Marvel insieme e già ci chiediamo quali avventure vivranno insieme.

Two is megl che uan

Marvel_Two_in_One_First Issue Recensioni A conclusione di questo articolo, una breve digressione su Marvel Two-in-One, arrivato attualmente al numero otto. Chip Zdarsky e alcuni dei migliori disegnatori del mainstream statunitense (Jim Cheung, Valerio Schiti e Ramon Pérez, per ora) stanno narrando la ricerca infruttuosa del resto dei Fantastici Quattro da parte di Ben Grimm e Johnny Storm attraverso il multiverso.

Come con altri peronaggi dell’universo Marvel (Spider-Man, Howard the Duck), Zrdasky si dimostra un autore capace, preparatissimo e molto sensibile: le interazioni tra Ben e Johnny sono autentiche e genuine, e queste mettono in luce sia le differenze di personalità e sia la grandissima amicizia che lega i due. Anche Destino, co-protagonista della serie, è caratterizzato efficacemente, un uomo borioso e pieno di sé anche quando cerca di fare l’eroe. La serie oscilla tra dramma (come il recente numero 8, emotivamente intenso e teso) e la commedia, un mix mai esagerato né banale che rende questa serie una delle migliori della produzione Marvel, anche grazie all’eccezionale qualità dei disegni.

Con l’avvento della nuova serie dei Fantastici Quattro, non è possibile prevedere il futuro della serie (così come quello di Zrdasky in Marvel, dopo l’annuncio dell’abbandono della serie Peter Parker: Spectacular Spider-Man con il numero 311), ma sarebbe un peccato vederla sparire dagli scaffali.
In fondo, non è mai troppo quando si parla di Fantastici Quattro e soprattutto di bei fumetti.

Abbiamo parlato di:
Fantastic Four #1
Dan Slott, Sara Pichelli, Simone Bianchi, Skottie Young
Marvel Comics, agosto 2018
44 pagine, spillato, colore – 6,30 €

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