Il martedì e il mercoledì in USA sono i giorni dedicati all’uscita dei nuovi albi a fumetti, molti dei quali sono numeri di esordio di serie e miniserie, i first issue.
First Issue è la rubrica de Lo Spazio Bianco dedicata ai nuovi numeri uno in uscita negli States! In questo episodio #105 analizziamo alcune delle novità più interessanti uscite della prima metà del mese di giugno 2022.
DC Comics
Aquaman Andromeda #1

Proprio i disegni sono l’elemento qualificante di questa miniserie. Ward è un artista molto particolare, le cui tavole si basano su una costruzione fondata sul colore, che diventa materia volumetrica e di definizione di ambienti e personaggi. In questo caso, le profondità oceaniche rappresentate da Ward diventano paesaggi alieni, in cui i toni azzurri, blu e verdi delle acque si mischiano a cromie acide ed elettriche che accendono le pagine, costruite su una gabbia assolutamente libera, con vignette e sequenze delle stesse che deformano i propri lati per piegarsi alla narrazione. Il formato più grande rispetto a quello del comic book classico, regala alle varie splash page doppie presenti nell’albo un impatto ancora maggiore ed esalta il lavoro di Ward, molto impressionistico e lontano da una ricerca del naturalismo, assolutamente adatto a un racconto che, a giudicare da questo esordio, si preannuncia ricco di toni amari e duri, oltre che di riflessioni ambientali a cui Ram V ci ha già abituato in passato.
David Padovani
Di seguito, le copertine delle novità DC Comics.
Image Comics
The Closet #1

James Tynion IV scrive una sceneggiatura ipnotica e di rara bellezza che ci accompagna, in una notte buia, a sederci in un bar per ascoltare i discorsi di Thom alla vigilia del trasferimento suo e della famiglia a Portland, in Oregon: l’obiettivo è quello di trovare un nuovo punto di partenza per provare a sanare le crepe che si sono aperte nella sua vita coniugale. La storia, mascherata da racconto che naviga nelle acque agitate del genere horror, in realtà ci parla dell’umanità e della vulnerabilità del protagonista, un uomo che riflette sui suoi fallimenti e sulle difficoltà della sua relazione amorosa. Un uomo che vive conflitti personali e matrimoniali che inevitabilmente arrivano ad intaccare la serenità del figlio, influenzandolo negativamente in un momento di delicata crescita fino a terrorizzarlo nel profondo. La relazione tossica che Thom condivide con la moglie Maggie è solo la punta dell’iceberg che affiora nel mare della triste incomprensione della coppia, che ha portato entrambi ad allontanarsi inesorabilmente per naufragare su spiagge diverse. Quello di Thom è una fuga silenziosa, fatta di continue disattenzioni verso la famiglia. Comportamenti sconsiderati di un genitore e partner che non sembra riuscire a smettere di guardare indietro alla sua vita da single, leggera e priva di doveri coniugali. Un periodo vuoto di frustrazioni, ansie e stress, dove le giornate si pesavano al netto dei fallimenti coniugali e dove non era richiesto di confrontarsi con i complessi sentimenti messi in gioco all’interno di una relazione di coppia.
La sceneggiatura trova il suo elemento guida nella figura di Thom, che rappresenta il legame tra i personaggi e il collante tra questi e la storia. Tutta la narrativa, che oscilla tra una sorta di autoanalisi del protagonista e l’aspro confronto familiare, si sviluppa all’interno di dialoghi affilati e nell’evidenza delle reazioni degli altri personaggi alle condotte omissive di Thom. L’introduzione di un elemento fantastico, la creatura mostruosa che fuoriesce dall’armadio durante la notte, è la metafora narrativa che Tynion IV utilizza per scendere un gradino della scala che porta nelle interiora dei suoi personaggi, andando ad affondare le mani direttamente nelle loro personalità. I dubbi di Thom sulla sua vita coniugale uniti alla sua incapacità di affrontare le responsabilità genitoriali, il suo guardare indietro alla sua vita prima del matrimonio, sono i segreti imbarazzanti che l’uomo custodisce gelosamente all’intero del suo personalissimo armadio. Gli scheletri che qui rappresentano i mostri con i quali è costretto a convivere segretamente. Le tensioni e le liti destabilizzanti che esplodono all’interno della famiglia sembrano rappresentare, invece, i motivi della comparsa del mostro che tormenta suo figlio Jamie. Un bambino di pochi anni immerso in un ambiente privo di amore e scarso di attenzioni e risposte alle sue necessità. Lo stress e le ansie dell’età adulta entrano così in contatto violento con l’universo delle paure infantili, generando una terrificante entità immaginaria che non sembra intenzionata ad abbandonare il piccolo Jamie.
Nella seconda parte dell’albo il registro narrativo cambia radicalmente, con una sceneggiatura che sembra correre al ritmo delle sole immagini, spegnendo le voci dei protagonisti. Ci troviamo ad assistere ad una nuova fase del racconto che va a riferire delle tensioni familiari attraverso la sola consequenzialità delle vignette. La parte grafica affidata a Gavin Fullerton diventa allora fiamma pilota di un racconto a combustione lenta che arriva, nelle scene finali, a un cliffhanger capace di lasciare il lettore in trepidante attesa del secondo numero della serie, prevista sulla distanza totale di tre uscite. I disegni, nel cogliere il corretto tono emotivo dei personaggi, riescono a descrivere il mondo nel quale questi interagiscono. Un luogo dove aleggiano sentimenti negativi che passano dalla rabbia alla disperazione per poi giungere alla paura. Le matite di Fullerton fotografano impietosamente la realtà imprimendo il giusto ritmo alla storia, riuscendo a trasmettere un profondo senso di disagio all’apparire del mostro, una creatura realmente disturbante che sembra richiamare una orripilante escrescenza tumorale. I colori di Chis O’Halloran riescono a palesare l’atmosfera di livorosa sospensione che attraversa l’albo grazie alla scelta di tonalità scure utili a sottolineare anche il senso di intima chiusura degli ambienti e dei personaggi.
The Closet, pubblicato in precedenza a pagamento sulla piattaforma Substack e ora proposto in forma cartacea, testimonia il grande livello narrativo raggiunto dall’autore che attinge dalla vita quotidiana per raccontare una storia nella quale si muovono personaggi realistici e imperfetti alle prese con problemi reali. Una scrittura avvincente che promette di trascinarci fino in fondo all’armadio di Jamie per scoprire quali segreti si nascondono nel buio delle sue paure di bambino.
Ferdinando Maresca
Di seguito, le copertine delle novità Image Comics.
Altri editori
Where starships go to die #1

Purtroppo anche questo spiraglio si rivela illusorio: la Dedalus è in realtà caduta sulla Terra, in un luogo, Point Nemo, lontano da qualsiasi insediamento dove nel tempo sono state indirizzate varie navicelle al loro rientro sul pianeta. Un cimitero di astronavi, insomma. La Dedalus contiene tecnologie non più disponibili, cosa che innesca una caccia al tesoro fra le potenze: Where starships go to die – serie Aftershock Comics firmata da Mark Sable (testi), Alberto Locatelli (disegni), Juanchoi (colori) e Rob Steen (lettering) – segue una spedizione privata, composta da un gruppo di specialisti finanziato da un’imprenditrice indiana.
Il racconto ha l’atmosfera dell’avventura classica: delinea l’ambientazione con qualche spiegone iniziale, presenta i personaggi uno a uno, propone una missione rischiosa e si congeda con un mistero che alza la tensione nel finale di episodio, aprendo scenari di “storia alternativa”. In questo primo albo, non troviamo alcunché che un lettore esperto non abbia già incontrato e l’apparecchiamento degli elementi è eseguito in maniera funzionale, rendendo chiaro il setting ma senza mettere in evidenza particolarità. Visivamente, la scena è dominata dai personaggi che, se da una parte sono stereotipi, dall’altra godono comunque di un’efficace espressività. Gli sfondi e gli ambienti sono resi in maniera essenziale ma sufficiente nel definire gli spazi nei quali si svolgono le varie scene. In conclusione, un debutto senza segni particolari e che offre una lettura lineare e ben cadenzata.
Curiosità: il nome dell’astronave Dedalus deriva dal Progetto Dedalus degli ’70, ad opera della British Interplanetary Society, che immaginò il progetto di una sonda automatica, mossa da un motore a fusione nucleare, per l’investigazione del sistema planetario della Stella di Barnard. Da questo, derivò il progetto di una sonda interstellare in grado di autoreplicarsi: una visionarietà che affascina ancora oggi.
Simone Rastelli
Cyberpunk 2077: Blackout #1

Federico Beghin
The Ward #1

Cavan Scott imposta la narrazione su un ritmo molto alto, che riprende alla perfezione i momenti più concitati di serie come ER e Grey’s Anatomy, ma al tempo stesso, grazie a un semplice e efficace stratagemma narrativo (il coinvolgimento, suo malgrado, del povero Wilfred, vicino di Nat e vero specchio del lettore), riesce a dare tutte le coordinate di un mondo fantastico ma anche stranamente familiare, oltre a disseminare alcuni indizi sulla protagonista e sul suo passato per sviluppare una trama di più lunga gittata.
Il tratto chiaro e pulito di Andres Ponce conferisce un grado di realismo che ben si sposa con il tono del racconto: pur non abbondando di dettagli, l’artista riesce con il suo stile a realizzare creature sovrannaturali che mantengono la loro aura di magia ma che sono al tempo stesso credibili, quasi normalizzate. Tutto questo aumenta il senso di spaesamento iniziale del vedere elementi fantastici calati in un contesto molto umano, quello ospedaliero che coincide con fragilità tipicamente terrene. Anche la costruzione della tavola e le inquadrature sono pensate per dare la massima leggibilità alla vicenda senza per questo intaccarne la rapidità.
Un primo numero che ha il sapore di un pilot televisivo: una storia di fatto autoconclusiva che serve a presentare un mondo e i suoi protagonisti, lasciando aperte alcune porte ma godibile anche a sè stante. Un pilot che però risulta vincente: pur attingendo a piene mani a tutti gli elementi tipici del genere medical e di quello fantasy, Scott e Ponce riescono a creare un prodotto solido e che spinge a voler vedere cosa altro succederà nel St. Lilith Hospital per entità paranormali.
Emilio Cirri
Di seguito, le copertine delle altre novità.
Per questa puntata è tutto. Vi diamo appuntamento tra due settimane circa con First Issue #106.
Stay tuned!
































