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Diabolik Anno LX #4 – Il tormento di Altea (AA. VV.)

5 Maggio 2021
Un’ombra dal passato di Altea svanisce grazie all’intervento di Ginko con l’inaspettato contributo di Eva.
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coverSulla bella copertina disegnata da Matteo Buffagni c’è il volto pensoso di Altea, che dà il titolo a questo quarto episodio annuale della serie regolare di Diabolik. Ma Diabolik quasi non appare: Mario Gomboli e Tito Faraci mettono in scena una vicenda tutta al femminile, in cui i personaggi maschili agiscono da comprimari in balia degli eventi.
Sono infatti tre donne a muovere le fila di un intreccio per nulla scontato, fondato per lo più sull’analisi psicologica delle protagoniste e quasi per niente sulla classica azione “guardie e ladri”. Scopriamo quindi un episodio del passato di Altea, la fidanzata storica di Ginko, che viene usato come pretesto per dare il via a una catena di eventi, alla fine della quale è Eva (seppur estranea alla vicenda principale) a compiere, nei confronti dell’ispettore, un gesto inaspettato ma in linea con quel garbo che ha sempre contraddistinto la nostra coppia di criminali.
Interessante e coinvolgente quindi lo script, meno riuscita l’estetica dell’albo: le matite di Pierluigi Cerveglieri e le chine a cura di Giorgio Montorio e Luigi Merati sono caratterizzate, specialmente nella fase di inchiostratura, da un tratto spesso e marcato che a volte appesantisce il disegno, specialmente nella resa di certi volti, le cui espressioni risultano un po’ rigide; la tavola è poi completata da retini sfumati, realizzati da Leonardo Vasco, che non ne costituiscono l’ideale complemento. Nel complesso comunque un episodio riuscito e godibile.

Abbiamo parlato di:
Diabolik Anno LX #4 – Il tormento di Altea
Mario Gomboli, Tito Faraci, Pierluigi Cerveglieri, Giorgio Montorio, Luigi Merati
Astorina, aprile 2021
130 pagine, brossurato, bianco e nero – 2,80 €
ISSN: 977112404500010004

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Laura Cassarà

Laura Cassarà

Catanese, classe 1973, ha imparato a leggere sui fumetti, che poi sono diventati una costante della sua vita. Della sua infanzia ricorda nitidamente i becchi arrotondati dei paperi di Cavazzano e le tavole retinate degli albi dell’editoriale Corno. Da allora non ha più smesso di divorare ogni tipo di storia disegnata, tanto da volerne poi approfondire gli aspetti tecnici, formali e letterari (studiare è un’altra costante della sua vita, purtroppo). Per poter comprare i fumetti, lavora come ingegnere libero professionista e si occupa di tecnologie digitali. Nel 2013, riunendo due delle sue grandi passioni, ha pubblicato il saggio Goodbye Topolinia. Su architettura e fumetto (Malcor D’).

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