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Un classico in edicola: Tintin nel paese dei soviet

L'edizione di Tintin proposta in edicola si segnala per un ottimo rapporto qualità prezzo e i ricchi editoriali, un'occasione ideale per riscoprire la serie.
Articolo aggiornato il 18/10/2017

Un classico in edicola: Tintin nel paese dei sovietAtteso con grande curiosità dal momento dell’annuncio ecco finalmente nel paese dei soviet, il primo volume delle avventure di Tintin di proposte come collaterale dei quotidiani Gazzetta dello Sport e Corriere della Sera, in collaborazione con Rizzoli Lizard.

L’edizione si segnala per il formato, cartonato di grandi dimensioni, e il ricco apparato editoriale, circa 30 pagine, curato da Jean-Marie Embs e Philippe Mellot, con la collaborazione di Philippe Goddin.

Riguardo alle dimensioni, siamo molto vicini a quelle originali e comunque il centimetro pagato in altezza – a fronte di un’egual larghezza – consente di proporre le tavole senza necessità di adattamento.

La prefazione al volume è divisa in quattro sezioni, tutte corredate di un ricco apparato iconografico di fotografie e riproduzioni di disegni  e illustrazioni. La prima parte (Diario 1929-30) offre una serie di brevi pezzi che mirano ad abbozzare il contesto storico, sia politico sia di costume, della pubblicazione dell’opera.
Senza velleitarie pretese di profondità, abbiamo quindi la questione delle riparazioni tedesche della Prima Guerra Mondiale, la guerra civile cinese, la crisi di Wall Street, l’uscita de L’angelo Azzurro e così via. La disposizione di questi inserti richiama la composizione di una pagina di quotidiano – con tanto di “Editoriale” in prima pagina – e costruisce da subito un’atmosfera appropriata per le avventure del giovane reporter de Le Petit Vingtième.

Un classico in edicola: Tintin nel paese dei soviet
Questa edizione di Tintin ha negli editoriali il suo punto di forza.

Segue la sezione Le fonti dell’opera, nella quale si affronta il famigerato problema della resa caricaturale del sistema sovietico.
Embs e Mellot cercano di ricondurlo sostanzialmente a un segno dei tempi
, definendo le accuse a Hergé non solo male articolate dal punto di vista critico e storico ma anche indicazione di ipocrisia culturale.

La terza parte si concentra sull’opera e mette in evidenza caratteristiche di dettagli, vignette e scene, per raccontare l’approccio di Hergé e l’evoluzione del suo stile, già evidente in questa prima avventura, pur così lontana da quello sarà lo stile maturo.

A chiudere la sezione, una lunga lista di schede dei personaggi e di alcune curiosità sull’edizione originale, quali la riproduzione delle uniche due tavole pubblicate a colori.
Infine, le ultime pagine dell’introduzione sono dedicate all’attività extra-fumettistica di Hergé, principalmente nel campo dell’illustrazione pubblicitaria e per l’editoria, testimonianza di un percorso professionale comune a molti dei disegnatori dell’epoca – basti pensare a Edgar Jacobs.

Detta buona la qualità della stampa, questo primo volume dimostra un ottimo rapporto qualità prezzo; contando sia mantenuto soprattutto il livello dell’apparato editoriale, la collana si pone come un punto di entrata ideale nel mondo di Tintin.

Abbiamo parlato di:
Tintin nel paese dei soviet
Hergé
Traduzione di Giovanni Zucca
In allegato a La Gazzetta dello Sport, Corriere della Sera, dicembre 2016
30+138 pagine, cartonato, colori – 4,99 €
ISBN: 977203975726260001

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