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La caccia: lo stato dell’arte dell’autoproduzione italiana

29 Gennaio 2016
Dal collettivo Canemarcio, "La caccia" è un antologico specchio della qualità del fumetto indipendente e autoprodotto in Italia.
Leggi in 2 minuti

canemarcioLucca Comics 2015 ha fotografato quello che probabilmente è da un po’ di anni a questa parte uno dei migliori momenti per quanto riguarda l’autoproduzione italiana.
Nella Self Area, il padiglione a ingresso gratuito dedicato alle realtà dell’autoproduzione e agli autori dell’Artist Alley – come nel “controfestival” Borda! Fest Produzioni Sotterranee – si respirava chiaramente l’evoluzione costante del movimento fumettistico “sommerso” in Italia.

Una evoluzione fatta di consapevolezza, attenzione e capacità di sfruttare le possibilità di contatto tra le realtà nostrane con quelle internazionali, frutto di una naturale e progressiva evoluzione di autori, collettivi e realtà editoriali.
Qualità tipografica, anche accompagnata dalla voglia di osare formati poco comuni, sperimentazione grafica non fine a sé stessa, collaborazioni con autori stranieri di buon livello, sono tutti elementi che evidenziano bene come tanti fumettisti, spesso giovanissimi, sappiano crearsi una identità anche lontano dal mercato e sappiano coltivare il proprio stile per farsi trovare già pronti quando si presenterà – o sapranno crearsi – un’occasione professionale.

Canemarcio è un collettivo nato a Bologna nel 2012.
Tra le uscite presentate a Lucca Comics 2015 il volume antologico La caccia si fa apprezzare per la varietà di stili e sensibilità che attraversano le pagine e per il livello qualitativo medio di tutto rispetto.

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Il tema centrale della caccia viene declinato dagli autori in modo diverso, da storie dal sapore esoterico e sciamanico al fantasy, dal realistico al grottesco, dal simbolismo alla citazione artistica, dal racconto classico a soluzioni più criptiche e sperimentali, che rendono vario il percorso di lettura pur mantenendo coerenza tra i racconti.

Fin dai primi due fumetti, Layqua di Alessandra Salvatierra e Divokhy Hon di Niccolò Conticelli, si viene introdotti a due diversi stili di disegno, due differenti toni del racconto, ambientazioni, morali: dalle matite morbide e delicate di Salvatierra al tratto spigoloso e deciso di Conticelli.

canemarcio_scheda_3Proseguendo, tra le pagine si susseguono i bizzarri personaggi tra il cartoonesco e il protofumetto di Tesi_Antitesi, gli evocativi racconti per immagini di Giove: tre pagine che sembrano stampe tribali, imponenti e inquietanti. Ancora, una Erica Molli capace di fondere un disegno da libro per bambini, ricco e rotondo con temi violenti e crudi e Roberto Masso, con il suo chiaro omaggio a De Chirico.

Più aderenti ai canoni del fumetto, ma non per questo meno ricercati, gli altri interventi: il segno grattato “figlio” di Thomas Ott di Patrizia Beretta, i più realistici tratti di Francesco Cattani e Arianna Farricella declinati in due storie dal gusto completamente diverso, la fanciullesca mano di Lorenzo Mò e il tratto raffinato di Raffaele Sorrentino sotto il quale si intuisce tra le altre l’influenza di Michele Petrucci.

Non è facile confezionare un buon antologico, sia per quanto riguarda la scelta degli autori che per l’aderenza al tema; non è facile mediare tra l’imprescindibile libertà dell’autore e l’attenzione per l’omogeneità dei contenuti. La caccia in questo senso riesce pienamente nel suo intento con equilibrio e coerenza, offrendo uno spaccato sicuramente parziale ma significativo di cosa sia oggi il fumetto fuori dal giro dei cataloghi e dei distributori: una realtà solo apparentemente secondaria, ma che invece in molto modi influenza e arricchisce tutto il fumetto italiano, presente e futuro.

Potete seguire Canemarcio e i suoi autori attraverso il sito canemarcio.com e la loro pagina Facebook www.facebook.com/canemarcio7, un punto di partenza per conoscere loro e altre realtà tra le quali scovare piccoli gioielli a fumetti.

Abbiamo parlato di:
La caccia
AAVV
Canemarcio, 2015
112 pagine, brossurato, bianco e nero – 12,00€

Ettore Gabrielli

Ettore Gabrielli

Classe 1977, toscano, programmatore. Impara a leggere sugli Alan Ford del padre, una delle poche cose per cui si sente debitore veramente. Vorace lettore da sempre, i fumetti sono stati il mezzo per imparare e per conoscere persone e per questo sarò loro sempre grato. Nel 2002 fonda Lo Spazio Bianco, magazine dedicato al fumetto tra i più longevi e seguiti in Italia di cui è tuttora direttore editoriale. Nel 2021 ha fatto parte della giuria dei Lucca Comics Awards.

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