Topolino #3480: Il pianeta ramingo

Topolino #3480: Il pianeta ramingo

Non è la prima volta che i personaggi Disney si fermano a osservare le stelle di notte. In anni recenti abbiamo visto Paperino dare i nomi alle sue personalissime costellazioni su Topolino #3376 oppure Pippo e Topolino osservare le stelle grazie all’invenzione di un avo di Pippo su Topolino #3362.
E proprio quest’ultimo è il motore de Il pianeta ramingo, storia con cui si chiude Topolino #3480. Scritta da Francesco Vacca, che come mi ha raccontato nell’intervista per EduINAF è un appassionato di astronomia, e disegnata da Marco Mazzarello, vede Pippo provetto astrofilo, dotato dell’attrezzatura giusta per osservare stelle, galassie e nebulose.
E proprio la storia di Vacca e Mazzarello è la protagonista del nuovo video appartenente alla serie scientifica a tema disneyano. Lo potete osservare qui sotto, e poi una parte del testo su cui il video stesso è basato:

Nelle prime pagine della storia gli oggetti astronomici che Pippo e Topolino citano sono tutti presenti nel cielo. Per esempio ecco la Nebulosa Occhio di Gatto, una nebulosa planetaria nella costellazione del Dragone, scoperta nel 1786 da William Herschel.
A dispetto di ciò che dice il nome, una nebulosa planetaria è generata dall’esplosione di una stella nelle fasi finali della sua vita, probabilmente quando la stella raggiunge la fase della gigante rossa.
Oppure la Nebulosa Testa di Strega (diventata costellazione nella storia di Vacca), una nebulosa a riflessione nella costellazione di Eridano.
Nello specifico, poi, una nebulosa a riflessione è una nuvola di gas interstellari che riflette la luce proveniente dalle stelle vicine.
Le Galassie Topo, infine, sono due galassie a spirale nella costellazione della Chioma di Berenice che stanno interagendo una con l’altra e che in un lontano futuro sono destinate a fondersi in un’unica galassia.
E poi ecco la scoperta che ogni astrofilo conta di fare: un oggetto celeste sconosciuto, non presente in nessuna carta astronomica.
E’ significativo dell’approfondimento con cui Vacca ha realizzato la storia il fatto che il primo oggetto che Pippo ha considerato per la scoperta è una cometa. E poi un asteroide. Sono effettivamente gli oggetti celesti che più spesso vengono scoperti dagli astrofili, ma anche dagli astronomi che ogni tanto si ritrovano a osservare il Sistema Solare.
Altra possibilità, peraltro citata dallo stesso Pippo nella pagina successiva, è quella di aver scoperto un plutoide, ovvero un planetoide o un pianeta nano appartenente alla fascia esterna del Sistema Solare, quella stessa fascia cui appartiene anche Plutone.
Ovviamente anche la scoperta dell’astrofilo necessita di una conferma da parte di un’istituzione, generalmente l’Osservatorio Astronomico più vicino. E così fa anche Pippo, che il giorno dopo va all’Osservatorio per consegnare le coordinate celesti dell’oggetto.
L’oggetto scoperto da Pippo porta scompiglio tra gli astronomi. Il motivo lo si scoprirà più avanti, ma per chi è più esperto in materia è evidente quasi subito e indipendentemente dal titolo della storia. Uno dei termini tecnici citati dagli astronomi è l’albedo, che è una grandezza usata in astronomia per indicare la quantità di luce riflessa da un corpo celeste. Ed è una grandezza tipica dei corpi celesti rocciosi, come asteroidi o pianeti.
E in effetti, e non è un grosso spoiler visto il titolo, l’oggetto scoperto da Pippo è un pianeta ramingo, o pianeta interstellare, o pianeta errante. Questi corpi celesti risultano indipendenti da qualunque stella e quindi vagano nello spazio più o meno senza una meta precisa. Per lo più si ritiene che siano pianeti sfuggiti in qualche modo alla propria stella d’origine, magari per una qualche interazione con un corpo celeste esterno al sistema stellare originario che ne ha modificato l’orbita permettendo al pianeta di sfuggire alla sua stella.
Alcuni astronomi, però, ritengono che alcuni di questi oggetti potrebbero essere stati, in origine, delle nane brune, ovvero le stelle più piccole, o delle sub-nane brune, ovvero oggetti celesti al limite tra i pianeti e le stelle, rendendoli di fatto qualcosa di diverso dai pianeti veri e propri.
Ad ogni buon conto la seconda parte della storia ruota intorno a Topolino che deve mantenere il segreto su una scoperta potenzialmente catastrofica. La fine della vicenda, però, viene rimandata di due settimane, quando su Topolino #3482 verrà pubblicata Minaccia dallo spazio.