Topolino #3419: E adesso pubblicità

Topolino #3419: E adesso pubblicità

Il nuovo trittico di storie di Minni pret-a-porter si conclude con una sorta di crossover con la serie PippoSpot di Alessio Coppola.
Dopo aver rinnovato la boutique e approfondito un altro po’ il personaggio di Betty, la socia di Minni alla Purple Boutique, Valentina Camerini conclude il trittico con l’ultimo passo per il rilancio dell’attività: la pubblicità.
Sin dalle prime pagine Minni chiede l’intervento di Pippo, ma Betty e Priscilla vogliono prendere altre strade, ma, come scontato sin dal momento in cui è stata citata la PippoSpot, alla fine la Purple Boutique si rivolge proprio a Pippo. Nelle sei pagine conlusive la sceneggiatrice riesce alla perfezione a catturare lo spirito della serie di Coppola. Certo è evidente l’intento della storia, e più in generale della serie, di gettare uno sguardo sul mondo dell’alta moda e su tutto ciò che vi gira intorno: in fondo la Purple Boutique è una piccola attività che prova a sopravvivere in un mondo di giganti dell’alta moda, una situazione intermedia che ben si percepisce dalle storie, che oscillano sempre intorno a una tranquilla mediocrità, e ormai stabilmente disegnate da Marco Mazzarello.
La storia presenta anche alcuni punti che lasciano un po’ perplessi, come ad esempio il fatto curioso che l’azienda di pubblicità cui Betty si è rivolta all’inizio non si faccia pagare la consulenza iniziale, quella che porta alla prima proposta, poi rifiutata per mancanza di fondi. Anche questa difficoltà nel valutare i propri fondi lascia un po’ perplessi, ed è una caratteristica di questo trittico. Infine continua l’ambiguità sulla colorazione delle appendici laterali di Priscilla, che, colorate come il volto, non si sa bene se sono orecchie o orecchini.

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