Topolino #3414: Il punto di vista di Pluto

Topolino #3414: Il punto di vista di Pluto

Nonostante Topolino abbia avuto al suo fianco una sorta di cane da caccia nelle sue prime avventure, il Pluto attuale nella sua versione più o meno definitiva fa il suo esordio nel cortometraggio Topolino a caccia distribuito il 30 aprile del 1931. Dal punto di vista fumettistico Topolino e Pluto si incontrano sempre nel 1931 nell’omonima serie di strisce quotidiane, Topolino incontra Pluto, scritta e disegnata da Floyd Gottfredson. La storia, iniziata l’8 luglio, è il prosieguo di Topolino domatore e saltimbanco dove lo stesso Pluto aveva fatto alcune comparsate preparatorie al suo esordio vero e proprio.
Nel frattempo il personaggio viene introdotto anche nelle tavole domenicali, all’epoca realizzate da Earl Duvall, che ne La medaglia di salvataggio rinarra il primo incontro tra Topolino e Pluto: in questo caso il cane viene salvato dal suo futuro padrone dalle grinfie di un accalappiacani.

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La scelta del nome è in un certo senso un mistero: molti animatori, infatti, sono convinti che fu lo stesso Walt Disney a scegliere Pluto in luogo di Rover (il nome del cane precedente) per sfruttare il clamore della recente scoperta di Plutone, realizzata dall’astronomo statunitense Clyde Tombaugh e annunciata il 24 marzo del 1930. Questa curiosità non è mai stata verificata, però c’è da aggiungere che nel De verborum significatione di Sesto Pompeo Festo si trova questo passaggio:

Plauti sono chiamati i cani che hanno orecchie languide e flaccide e che appaiono estendersi più ampiamente.

Per festeggiare gli 80 anni del cane di Topolino, il numero attualmente in edicola, il #3414, decide di proporre una storia doppia, Il trionfo della macchia, scritta da Alessandro Sisti e disegnata da Blasco Pisapia. La particolarità della storia è che è narrata dai due punti di vista, quello di Topolino e quello di Pluto. La cosa, di per sé, sarebbe anche interessante se non fosse che per un unico dettaglio: per non mescolare i due punti di vista vengono realizzate due storie differenti, che condividono la maggior parte delle pagine, a parte quelle di esclusiva competenza dei due protagonisti principali, Topolino e Pluto. Nel complesso risulta più riuscita proprio la storia narrata dal punto di vista di Pluto. Il cane di Topolino è, peraltro, fondamentale nella risoluzione della vicenda: Macchia Nera, infatti, per portare a termine il suo piano porta a termine uno scambio di aspetto con Topolino (non mi preoccupo dello spoiler perché la storia è piuttosto scontata da questo punto di vista) attraverso un marchingegno che, seppure non specificato, si suppone che riassembli in qualche modo le molecole del soggetto colpito. Ovviamente qualsiasi discorso fatto su un dispositivo del genere è abbastanza simile, dal punto di vista energetico, con un dispositivo del teletrasporto, per cui vi rimando all’articolo dedicato al Capitan Marvel della Marvel per maggiori dettagli.
Ad ogni buon conto Il trionfo della macchia risulta una storia gradevole e interessante, che riesce al tempo stesso a non snaturare Macchia Nera (come ad esempio fatto di recente da Marco Nucci) e a raccontare nel modo migliore possibile il carattere e la determinazione di Pluto.

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