Topolino #3377: Il salvadanaio prodigioso

Topolino #3377: Il salvadanaio prodigioso

Da autore completo Corrado Mastantuono è sempre una garanzia di storie belle edivertenti, e la nuova avventura con Bum Bum Ghigno non fa eccezione, con in più uno spunto di genere matematico.

Monete e infortuni

topolino3377-maschera_tribaleCon l’aiuto della maschera tribale, vista su Topolino #2556, Bum Bum ritrova nel giardino di casa una specie di salvadanaio tintinnante che eroga tre monere ogni volta che viene scosso. E poi procura un infortunio alla persona che ha usfruito di questa piccola fortuna.
Da questo punto in poi la storia è un susseguirsi di gag in cui Bum Bum coinvolge anche i suoi amici Paperino e Archimede, con quest’ultimo che prova a escogitare un sistema per evitare gli infortuni dopo lo scuotimento.
Il finale, che in maniera circolare vede il coinvolgimento di Paperone, visto nelle vignette inziali a trastullarsi con un nuovo ritrovamento archeologico, fornisce anche una piccola consolazione ai disastri subiti da Bum Bum a causa di un misterioso manufatto che, in un certo senso, ricorda un altro famoso oggetto della letteratura: il borsellino di Fortunatus da Sylvie e Bruno di Lewis Carroll del 1899.

Il borsellino di Fortunatus

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Non vedete, mia cara… o dovrei dire Milady? Tutto quello che è “dentro” il borsellino è “fuori” e tutto quello che è “fuori” è “dentro“. E così, in quel piccolo borsellino, avete tutta la ricchezza del mondo!(1)

Il borsellino della citazione carrolliana è, molto probailmente nelle intenzioni dello scrittore e matematico britannico una bottiglia di Klein. Questa struttura matematica, scoperta da Felix Klein intorno al 1882, è una superficie non orientabile immersa in uno spazio tridimensionale che ha la proprietà di possedere una sola faccia: in pratica una bottiglia di Klein non ha interno. O se preferite non ha esterno. Dipende dal vostro punto di vista!
In pratica la bottiglia di Klein fa il paio con un’altra struttura molto particolare, la striscia di Moebius, ovvero una striscia con una sola faccia. Mentre quest’ultima è facilmente ottenibile a partire da una striscia di carta(2), per la bottiglia di Klein il procedimento è un po’ più complesso, ma è possibile realizzare un quasi-origami.
L’idea è quella di arrotolare un foglio di carta quasi come un cono, con un’estremità più sottile dell’altra. A questo punto l’estremità più sottile viene fatta passare attraverso un taglio sulla superficie e congiunta perfettamente con l’estremità più ampia, nel frattempo ripiegata verso l’interno della bottiglia. Se, a questo punto, si fa viaggiare un’etichetta posta su quella che si potrebbe ritenere la superficie esterna, si osserverà che l’etichetta si farà, senza alcun problema, il viaggio di tutta la superficie della bottiglia, mostrando così che in effetti le facce non sono due, una interna e una esterna, ma una sola!

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Il quasi-origami della bottiglia di Klein – via flickr

La recensione del numero in edicola verrà pubblicata a breve su DropSea


  1. Il libro dei rompicapi di Alice, a cura di John Fisher, traduzione di Emanuela Turchetti. ↩︎
  2. Basta incollare le due estremità della striscia una all’altra avendo l’accortezza di ruotare di 180° uno dei due estremi. ↩︎