Topolino #3371: Tutta questione di energia

Topolino #3371: Tutta questione di energia

A molti lettori, probabilmente, non sarà sfuggito che nel corso del secondo episodio della terza “stagione” di Star Top a un certo punto compariva un piccolo topo, che successivamente non veniva più mostrato. Questo, insieme al ringiovanimento del capitano Tirk, aveva quasi portato a suggerire a un errore del buon Carlo Limido. E invece…

Un ritorno dal passato

Sebbene già nel primo episodio Bruno Enna aveva posto le premesse, è in questa prima parte de L’opposto del bene che fa ritorno dal passato, ritenuto irrimediabilmente disperso (senza mai usare la parola “morto”), T.J.J. Tirk senior, il nonno dell’attuale capitano Tirk: era uno dei “bambini” recuperati sul pianeta con il terriccio in grado di far attecchire i semi della pianta energetica recuperata sul pianeta dei rettili.
L’arrivo di Tirk senior sconvolge l’intero equipaggio della Enterplay: la fama e l’eroismo del vecchio capitano permette a Enna di costruire un confronto solitamente difficile da mettere in pratica con il Topolino usuale. E in questo caso, pur se Tirk è sostanzialmente tagliato sul capitano Kirk della serie classica di Star Trek, in questo caso è inevitabile non pensare al confronto tra il Kirk di J.J. Abrams e il capitano Christopher Pike dei primi due film della trilogia cinematografica di Abrams.
In particolare Enna riesce a mettere in crisi il rapporto tra Tirk e il suo equipaggio, chiave narrativa per il finale della storia. Enna, poi, in preparazione del prossimo episodio, mette in campo anche i Klingatt in un finale concitato che non fa altro che aumentare l’attesa per il 4.o episodio di questa terza saga. Anche perché alcuni indizi suggerirebbero la presenza di un paradosso temporale da risolvere.

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L’importanza dell’energia

Nella sua missione quinquennale, l’Enterplay va alla ricerca di nuove fonti di energia per risolvere la crisi energetica della Terra. Le premesse di Star Top sono, dunque, ancorate alla nostra realtà, che oscilla tra la necessità di produrre energia e quella di controllare le emissioni dei gas serra e, in maniera meno evidente, controllare il clima stesso del pianeta.
D’altra parte, però, sarebbe più che naturale chiedersi: ma se la Terra può permettersi di mandare navi spaziali in esplorazione per l’universo, come può essere in crisi energetica? Per mostrare come questa premessa sia sostanzialmente poco plausibile, proviamo a ragionare su uno strumento che, apparentemente, non sembra avere alcun riferimento all’argomento: gli scudi deflettori.
Come l’Enterprise, anche la Enterplay possiede degli scudi deflettori, citati nel finale della storia. Il dispositivo, almeno in Star Trek, funziona grazie alla manipolazione dei gravitoni, le particelle teoriche che trasmetterebbero la gravità. Queste particelle sono previste all’interno di alcune teorie delle stringhe che propongono una descrizione unitaria tra meccanica quantistica e relatività generale.
Supponendo, per un attimo, che i gravitoni esistano sul serio, il problema principale della manipolazione gravitazionale dello spaziotempo è legato al fattore energia. Ad esempio, per stimare l’energia necessaria per deviare un raggio faser che cerca di colpire l’Enterprise perpendicolarmente, si può provare a calcolare l’energia necessaria per produrre un buco nero delle dimensioni della mitica astronave startrekkiana. La sua massa dovrebbe essere all’incirca il 10% di quella del Sole e per produrre tale oggetto è necessaria un’energia totale superiore a quella prodotta dalla nostra stella nel corso della sua intera vita!

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La recensione del numero in edicola verrà pubblicata a breve su DropSea