Topolino #3332: La Luna d'occasione

Topolino #3332: La Luna d’occasione

Negli ultimi anni la NASA ha avuto un po’ di grattacapi tra amministrazione Obama e amministrazione Trump che hanno fornito obiettivi differenti all’agenzia spaziale statunitense. Se però inquadriamo all’interno di un unico progetto queste differenti indicazioni, si può ragionevolmente pensare all’esplorazione spaziale dei prossimi decenni come uno sviluppo a passi successivi. E il passo più immediato è indubbiamente quello del ritorno sulla Luna.

In viaggio verso la Luna

La storia della conquista al nostro satellite ha visto confrontarsi gli Stati Uniti con l’Unione Sovietica in una corsa allo spazio, cui hanno partecipato sporadicamente altre nazioni come Gran Bretagna, Italia, Francia, e conclusasi di fatto con l’allunaggio del 20 luglio del 1969 da parte di Neil Armstrong e Buzz Aldrin. Quella missione, Apollo 11, fu la prima di sei che riuscì ad approdare sulla superficie del nostro satellite: il programma Apollo, infatti, si concluse con l’Apollo 17 del dicembre 1972.
Si riprese a tornare sulla Luna a partire dal 1990 con la missione giapponese Hiten, un orbiter che finito il suo giretto intorno al satellite venne fatto schiantare sulla sua superficie. Da allora le missioni furono sostanzialmente di questo stesso genere: orbiter che venivano fatti impattare sulla Luna.
Di diverso genere, invece, furono alcune delle missioni più recenti, come i rover cinesi Chang’e 3 e 4, con quest’ultimo che atterò sul lato nascosto della Luna. Sulla spinta di questo nuovo interesse sono molte le missioni in programma da parte di varie agenzie spaziali con obiettivo: Luna. Stati Uniti, Cina, Russia, Giappone per citare le agenzie più impegnate nell’impresa hanno in programma una serie di missioni robotiche, che in qualche modo sono pensate per un futuro ritorno dell’uomo sulla Luna. Questo ritorno, però, è da considerarsi più permanente rispetto alle missioni Apollo, non solo per il conseguimento di obiettivi scientifici, ma soprattutto per diventare il punto di partenza per la più lunga missione verso Marte. Di fatto una base lunare sarebbe un punto di partenza più semplice e meno dispendioso per una navicella spaziale con obiettivo il pianeta rosso, ma anche un ottima base di addestramento per gli astronauti impegnati in tale missione, oltre che una preparazione al lungo periodo di isolamento che prevede il viaggio verso Marte.
Certo, tale visione ha, oggi, anche una grossa obiezione: molti, infatti, ritengono che si dovrebbe puntare direttamente al pianeta rosso, per sfruttare questa nuova spinta spaziale da parte dell’opinione pubblica. D’altra parte, però, se vogliamo un giorno distaccarci dal nostro pianeta, abbiamo bisogno di infrastrutture nello spazio già pronte e collaudate.

Paperi sulla Luna

Ad ogni modo, diatriba inclusa, questa è all’incirca la situazione allo stato attuale, ed è in questa situazione che si inserisce La Luna d’occasione di Alessandro Sisti e Francesco D’Ippolito. La storia, dal soggetto pezziniano, vede Paperone, aiutato come al solito da Paperino e nipotini, cercare di ottenere una commessa spaziale per conto dell’Ente Spaziale Paperopolese (ESP). E non potrebbe esserci nulla di più attuale di tutto ciò visto che ormai da diversi anni è in corso una proficua collaborazione tra Elon Musk e la NASA per la costruzione di razzi e navicelle in grado da un lato di rendere la NASA indipendente dalla Soyuz per quel che riguarda il trasporto di uomini e forniture sulla Stazione Spaziale Internazionale e dall’altro di puntare sulla Luna ma soprattutto su Marte, sogno mai nascosto di Musk.
Per ottenere la commessa, però, Paperone deve superare una prova su strada: con la supervisione di Roby Vic, astronauta dell’ESP, Paperone si dirige verso la Luna a bordo di un avveniristico astrocargo, la cui forma ricorda un classico shuttle, per trasportare alcuni lander lunari per essere guidati sulla superficie del satellite dal prode Paperino. Ovviamente Rockerduck insieme con Luski inizia una serie di sabotaggi ai danni del lander, che alla fine sortiscono l’effetto opposto.

Infatti una delle possibili alternative a una base stabile sulla Luna è quella di costruire una seconda Stazione Spaziale Orbitale ma non più intorno alla Terra, ma intorno al nostro satellite. Ed è proprio questa la soluzione che l’ESP sta cercando di sviluppare, probabilmente insieme con le aziende italiane(1). Questa idea rende l’astrocargo di Paperone perfetto per la costruzione di questa nuova Stazione Spaziale. E in effetti il suo progetto è stato proposto ancora una volta come sforzo di varie agenzie spaziali nazionali: la Lunar Orbital Platform – Gateway (LOP-G) vede la collaborazione di Stati Uniti, Unione Europea, Giappone e Russia attraverso le rispettive agenzie spaziali e la sua costruzione potrebbe iniziare nel 2022 con il lancio dei primi componenti.
Ovviamente la costruzione della LOP-G non esclude anche la costruzione di un insediamento umano sulla superficie della Luna, ma ciò che al momento bisogna sottolineare è che tale sforzo, ancora di più di quanto avvenuto con la Stazione Spaziale Internazionale, segnerà la collaborazione di diversi paesi del mondo, rendendola sul serio un’impresa del genere umano nella sua totalità.

Professione: astronauta

Come scritto in precedenza, la supervisione della missione paperoniana è affidata a Roby Vic, personaggio ideato dallo stesso Sisti ne I conti… alla rovescia (2010), storia della serie Paperino paperotto disegnata da Stefano Intini. Da allora Roby Vic, versione disneyana dell’astronauta italiano Roberto Vittori, è comparso in altre due storie, sempre del duo Sisti-Intini: Il progetto Blackduck (2011) e Il tocco umano (2011).
Delle tre storie che hanno preceduto questo ritorno di Roby Vic, la più interessante è Il progetto Blackduck, che per buona parte delle pagine prospetta al lettore l’inizio di una interessante nuova serie spaziale per Paperino, ma il finale riporta tutto all’ordine del giorno, con dunque un pizzico di delusione. Il tocco umano, invece, è quella più ricca di spunti scientifici, ambientata soprattutto presso il Centro Spaziale Paperopolese durante una visita per il pubblico. In questo caso guida speciale è proprio Roby Vic, mentre per metà della storia Paperino è alla ricerca di un ricordo perduto da riportare al suo amico. In questo caso gioca anche un ruolo interessante Gastone, che arriva al CSP grazie alla fortuna, ma in effetti non è interessato allo spazio né all’emozione e alla bellezza che l’esplorazione spaziale rappresenta. Il contrasto tra Gastone da un lato, Paperino e nipotini dall’altro enfatizza con efficacia il fascino del mestiere dell’astronauta.
Molte delle scene e degli ambienti all’interno del CSP sono più che verosimili e ottimo è stato il lavoro di Intini, in particolare nella rappresentazione di oggetti scientifici, come la Stazione Spaziale Internazionale o il rover esploratore.
La Luna d’occasione, invece, grazie a un soggetto più d’azione riesce a trasmettere maggiormente le difficoltà di portare a termine una missione spaziale. Molto precisi e curati i disegni di D’Ippolito che, pur senza rompere con la griglia classica, realizza alcune belle ed eleganti vignette spaziali.
Un ottio ritorno, quello di Roby Vic, anticipato peraltro da un’intervista a Vittori pubblicata sul numero precedente, che si spera possa tornare ben prima degli 8 anni che separano La Luna d’occasione dalla sua precedente apparizione.

La recensione del numero in edicola verrà pubblicata domenica su DropSea


  1. Thales e Altec, per la precisione, che non sono esplicitamente citate nella storia, ma cui si fa riferimento grazie alla battura di Roby Vic: “Gli italiani hanno realizzato buona parte della Stazione Internazionale ISS !“