Topolino #3325: Alla ricerca dell'asciugacapelli

Topolino #3325: Alla ricerca dell’asciugacapelli

Sono stato molto indeciso su quale storia proporvi per la recensione settimanale di Topolino. Andando per esclusione (1) sono rimasto con le storie di apertura, Il brontolatore estivo di Tito Faraci e Giorgio Cavazzano, e di chiusura, Il phon di Cleopatra di Roberto Gagnor e Silvia Ziche. Visto il tema storico, alla fine ha vinto quest’ultima.

I tesori di serie B

Il bravo e simpatico Gagnor, chiuse le storiche serie sulla storia dell’arte e la storia del cinema, inizia una nuova serie, I tesori di serie B, i cui protagonisti sono Filo Sganga e Brigitta McBridge, con Rockerduck e Luski come antagonisti. L’idea iniziale della serie è semplice: l’archivio dei tesori non ancora scoperti di Paperone è ricco di mappe a preziosi di dubbio valore, come la cassapanca di Gengis Khan o il colapasta di Carlo Magno.
Per liberarsi di un po’ di queste mappe e tenere lontani per qualche tempo i due storici scocciatori, il magnate paperopolese assegna ai due la mappa per recuperare il fon di Cleopatra, passata alla storia per il suo affascinante nasino ma anche, come solo pochi intenditori sanno, per la sua impeccabile acconciatura. I due improvvisati cacciatori di tesori riusciranno piuttosto a caso a trovare il mitico asciugacapelli egiziano, ovvero una semplice conduttura che trasporta l’aria calda della valle del Nilo fino a una piramide costruita all’occorrenza al cui interno un aggeggio simile ai moderni asciugacapelli permetteva alla faraona un’asciugatura perfetta.
La gag story di Gagnor è veloce e divertente, con una comicità al limite del surreale, che potrebbe competere con le storie disneyane di Sio, completata in maniera perfetta dallo stile comico della Ziche, che nell’occasione si cimenta anche in un paio di quadruple particolarmente spettacolari.

Il fhon

Uno dei primi asciugacapelli – via commons

In effetti la storia ha un certo non so che di anacronistico, come lo stesso autore sa perfettamente (è evidente dal commento di Brigitta nel ricevere la mappa). In effetti il fhon è un’invenzione relativamente moderna. Il primo asciugacapelli risale al 1890, creato dal francese Alexander Godefroy ed era una sorta di cuffia che collegava la testa delle clienti del suo salone di bellezza con il tubo metallico di una stufa.
Il primo asciugacapelli portatile venne brevettato nel 1911 negli Stati Uniti da Gabriel Kazanjian, mentre i primi asciugacapelli elettrici iniziarono a circolare intorno al 1920: erano piuttosto pesanti e poco maneggevoli, però grazie all’utilità dell’idea vennero perfezionati sia nell’aspetto sia nella praticità.
Il funzionamento di base dell’asciugacapelli è abbastanza semplice: una ventola azionata da un motore elettrico genera un flusso d’aria che viene riscaldata grazie a un resistore elettrico.
Il nome alternativo con cui lo strumento è noto, fon o fhon, viene dal nome tedesco del favonio, föhn. Questi è un vento caldo e secco tipico delle montagne alpine e appenniniche, almeno per quel che riguarda l’Italia. In Africa, invece, è tipico del Sud Africa. Inoltre, essendo un vento generato dall’interazione di un flusso d’aria calda con una catena montuosa, difficilmente si potrebbe presentare nel piatto Egitto.
E’ interessante osservare come nella grafia, errata, che viene usualmente utilizzata (anche nel titolo della storia di Topolino), phon, definisce il livello di pressione sonora che un suono puro di una determinata frequenza f, deve avere, al fine di provocare la medesima sensazione uditiva (in termini di intensità del livello acustico) del suono di riferimento alla frequenza di 1 kHz (2)

La recensione del numero in edicola verrà pubblicata domenica su DropSea


Note:
  1. Young Donald Duck perché sto trattando la serie su DropSea, L’inghippo del B&B per manifesta inferiorità 

  2. da it.wiki