Topolino #3298: L'amico non ritrovato

Topolino #3298: L’amico non ritrovato

A sorpresa il Topolino di questa settimana è all’incirca dello stesso livello di quello precedente, aperto da una delle più belle storie di questo inizio di 2019.

Il valore dell’amicizia

A causa di un paradosso temporale di cui si è persa la memoria, Topolino ha dimenticato il suo migliore amico, Pippo. E non solo lui, praticamente tutta la città: Pippo non è mai esistito.
Con questa interessante premessa Tito Faraci sviluppa una storia dal gusto malinconico con un Topolino che attraversa le pagine avendo la sensazione di avere perso qualcuno di importante che riempiva in maniera anche imprevedibile la sua vita. Tecnicamente il paradosso non è sviluppato nel modo migliore né la storia sembra avere tutti gli elementi a posto con i canoni della serie de La macchina del tempo (almeno con i canoni recenti), ma L’amico non ritrovato ha il suo punto di forza esattamente nelle atmosfere della storia e nell’emozionante scena finale, elementi che la rendono indubbiamente più bella di altre apparentemente più valide dal punto di vista del canone e della tecnica.
Fondamentale è stato anche l’apporto di Roberto Vian: il disegnatore nel corso della sua carriera ha come suo marchio di fabbrica l’uso delle ombre al tratteggio che, unito con un tratto preciso e pulito dall’inchiostrazione marcata, lo rendono una scelta perfetta per il soggetto sviluppato da Faraci.
Dettaglio curioso: il mago e ipnotista Zorgon che aiuta Topolino a recuperare i pezzi del puzzle ricorda molto da vicino il famoso Aleister Crowley.

La recensione completa del numero verrà pubblicata sabato o domenica su DropSea