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Topolino #1401: Messina, il ponte e il corallo rosso del Mediterraneo

3 Settembre 2024
Prendendo come spunto una storica storia di Topolino dedicata al ponte di Messina, raccontiamo brevemente lo stato in cui versano i coralli nei mari del pianeta.

La traversata sullo Stretto, per quante volte la si faccia, resta sempre uno spettacolo affascinante. Il vento che spira sul traghetto, mentre fende le onde del mare, con le due coste di Sicilia e Calabria che si affacciano una di fronte all’altra, così vicine da potersi vedere, ma comunque così lontane da dover attraversare quel tratto di mare con una barca.
Nell’antichità le difficoltà della traversata avevano dato origine al mito di Scilla e Cariddi, i due mostri che attaccavano le barche che si arrischiavano ad attraversare quel lembo di mare. Le due regioni, Sicilia e Calabria, sono state collegate solo in un’unica occasione, il 251 a.C., quando tale Caio Lucio Cecilio fece costruire un ponte di botti (o più probabilmente di navi) legate una all’altra e con delle zattere poste sopra. L’intenzione era quella di portare a Roma gli elefanti lasciati sull’isola dai cartaginesi. Anche questa storia è leggendaria, ma in ogni caso si conclude con la distruzione del ponte, stessa fine del ponte di corallo protagonista di Zio Paperone e il ponte di Messina di Giorgio Pezzin e Giorgio Cavazzano, pubblicata sul Topolino #1401, introdotta da una copertina di Marco Rota.

Topolino1401 Estratto Cover
Topolino #1401 – Dettaglio dalla copertina di Marco Rota

Nella storia Pezzin racconta delle lunghe attese per imbarcarsi, con file chilometriche e scene di ordinaria follia. Così Paperone decide di mettere al lavoro i suoi ingegneri per studiare soluzioni per il ponte di Messina. I vari tentativi dei suoi ricercatori, che finiscono tutti male, hanno il pregio di raccontare ai lettori tutte le difficoltà tecniche, come la lunghezza stessa del ponte, o la forza dei venti o ancora quella delle correnti marine.
La soluzione, però, arriva a Paperone quando con i nipoti va in sopralluogo in Sicilia: costruire un ponte con i coralli rossi del Mediterraneo!
I coralli sono delle complesse strutture ad albero costituite da materiale organico messo insieme da piccoli polipoidi costruttori e sono le strutture non umane più complesse presenti sul pianeta. Quando Franco Fossati, nell’articolo di accompagnamento alla storia, conclude sperando che magari in futuro ancora una volta la fantasia degli autori disneyani avrebbe anticipato la realtà, non poteva immaginare che sarebbe stato così, ma non certo nel modo che aveva immaginato scrivendo l’articolo.

Topolino1401 Bomba Soporifera
Il momento in cui Rockerduck addormenta i coralli

Nella storia, infatti, Rockerduck colpisce i coralli rossi con una sostanza sviluppata dai suoi laboratori che fa addormentare i polipoidi costruttori della barriera corallina del Mediterraneo, per poi acquistarli e farli svegliare con un apposito antidoto. Rockerduck, quindi, arriva molto vicino alla distruzione del corallo del Mediterraneo, solo che Pezzin non poteva sapere, all’epoca, che l’inquinamento avrebbe portato il corallo rosso fino all’estinzione, anche se il colpo mortale gli è stato dato da un’ondata di calore che ha attraversato il Mediterraneo nel 2003, dalla quale il corallo rosso non si è più ripreso, come raccontato da una serie di studi iniziati nel 2018 e portati a conclusione un paio di anni fa.
Il fenomeno che porta alla morte dei coralli è detto sbiancamento: i colori accessi delle barriere coralline iniziano lentamente a sbiadire e se le condizioni dell’ambiente marino non si modificano, arrivano a un punto di non ritorno, passando da un bianco perfetto a un grigio spento ormai irrecuperabile. Le condizioni che portano a questa situazione sono "aiutate" dalle sempre più frequenti e lunghe ondate di calore che stanno attraversando i nostri mari a causa del cambiamento climatico. Questi fenomeni, che sono indubbiamente il motore degli sbiancamenti che sono avvenuti un po’ in tutto il mondo, sono aiutati anche dall’inquinamento delle acque, che produce le condizioni ideali per la proliferazione delle alghe: alti livelli di ossigeno, infatti, sono nemici dei coralli e, con la loro morte, si perde anche in biodiversità. Le barriere coralline, infatti, sono tra gli ambienti più ricchi di esseri viventi di tutto il pianeta!

Sbiancamento Coralli
Un’area della barriera corallina dell’isola di Moofushi nelle Maldive colpita dal Niño nel 1998 in una foto scattata nel luglio del 2006 – via commons

Sembra, però, che ci siano nel mondo alcune varietà di coralli in grado di adattarsi a queste condizioni ambientali, e che quindi potrebbero essere utilizzate per ripopolare le barriere coralline. Ciò non toglie che stiamo comunque parlando di delicati equilibri che sono stati messi a dura prova da decenni di inquinamento. Quindi, pur avendo a disposizione delle soluzioni, dobbiamo avere una maggiore cura del nostro pianeta, l’unico che abbiamo.

Ho affrontato la questione delle barriere coralline in un post più lungo su Dropea, che ha fatto da base per il testo che avete appena letto e per il video che vi propongo qui sotto. Buona visione!

Gianluigi Filippelli

Gianluigi Filippelli

Gianluigi Filippelli (Cosenza, 1977) ha conseguito laurea e dottorato in fisica presso l'Università della Calabria. Attualmente lavora presso l'Osservatorio Astronomico di Brera (Milano) dove si occupa di Edu INAF, il magazine di didattica e divulgazione dell'Istituto Nazionale di Astrofisica di cui è editor-in-chief.
Tra i suoi interessi, le applicazioni della teoria dei gruppi alla fisica e la divulgazione della scienza (fisica e matematica), attraverso i due blog DropSea (in italiano) e Doc Madhattan (in inglese). Collabora da diversi anni al portale di critica fumettistica Lo Spazio Bianco, dove si occupa, tra gli altri argomenti, di fumetto disneyano, supereroistico e ovviamente scientifico.
Last but not least, è wikipediano.

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