Flash vibrare muro evidenza

Flash, l’effetto tunnel e il Premio Nobel 2025

19 Dicembre 2025
Cerchiamo di capire come le scoperte premiate con il Premio Nobel per la Fisica 2025 possono aiutare Flash ad attraversare i muri.

Sono in colpevolissimo ritardo con la ripubblicazione degli articoli de La scienza con i supereroi. Da quando la rubrica ha trovato uno spazio su EduINAF, le uscite, complete o anche solo parziali, degli articoli usciti lì sono mancate, così come anche gli articoli in uscita solo qui sul Cappellaio.

Ad ogni buon conto, dopo la pubblicazione di Una famiglia fantastica, sono usciti altri tre articoli, per cui è venuto il momento di proporvi un estratto dell’articolo dedicato a Flash, in particolare la parte di quell’articolo non uscita sul Cappellaio e dedicata al Premio Nobel per la fisica 2025 e ai superfluidi.

Essere un superfluido

Come abbiamo visto in Abbattere muri, non ci sono molte possibilità per Flash di attraversare un muro in una maniera scientificamente sensata. Esiste, però, un’altra possibilità per il nostro eroe: riuscire a far comportare le sue molecole come un superfluido.
Nel 1957 John Bardeen, Leon Cooper e Robert Schrieff svilupparono una teoria per descrivere la superconduttività, grazie alla quale vinsero il Premio Nobel per la fisica nel 1972.
Nel frattempo, nel 1978, Anthony Leggett, vincitore del premio Nobel nel 2003 sempre per contributi teorici alla superconduttività, aveva previsto l’esistenza di un effetto tunnel anche all’interno di superfluidi e superconduttori.
Questi sono due fenomeni quantistici che hanno effetti anche nel mondo macroscopico, e in effetti questo effetto tunnel macroscopico venne osservato in una serie di esperimenti condotti tra il 1984 e il 1985 da John Clarke, John Martinis e Michel Devoret che proprio per questo hanno ottenuto il premio Nobel per la fisica nel 2025.

Premi nobel fisica
I ritratti dei Premi Nobel 2025 – via nobelprize.org

Flash, però, per diventare un superfluido dovrebbe modificare la sua densità, ma soprattutto dovrebbe fare tutto ciò a temperature bassissime, prossime allo zero assoluto, cosa piuttosto improbabile considerando le condizioni di temperatura in cui normalmente agisce.
Non ci sono, quindi, molte possibilità per il velocista scarlatto di attraversare i muri senza violare una qualche legge della fisica, e tra l’altro deve anche stare attento a scegliere bene la sua frequenza di vibrazione per non rischiare di entrare in risonanza con l’oggetto che sta attraversando e scatenarne l’esplosione!

Gianluigi Filippelli

Gianluigi Filippelli

Gianluigi Filippelli (Cosenza, 1977) ha conseguito laurea e dottorato in fisica presso l'Università della Calabria. Attualmente lavora presso l'Osservatorio Astronomico di Brera (Milano) dove si occupa di Edu INAF, il magazine di didattica e divulgazione dell'Istituto Nazionale di Astrofisica di cui è editor-in-chief.
Tra i suoi interessi, le applicazioni della teoria dei gruppi alla fisica e la divulgazione della scienza (fisica e matematica), attraverso i due blog DropSea (in italiano) e Doc Madhattan (in inglese). Collabora da diversi anni al portale di critica fumettistica Lo Spazio Bianco, dove si occupa, tra gli altri argomenti, di fumetto disneyano, supereroistico e ovviamente scientifico.
Last but not least, è wikipediano.

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