Di quando Topolino faceva resistenza

Di quando Topolino faceva resistenza

Jerry Siegel, oltre a creare Superman e vari altri supereroi, è stato anche un autore disneyano, scrivendo storie direttamente per il Topolino italiano. La maggior parte di queste storie hanno per protagonisti i paperi, ma Siegel ha anche scritto una manciata di storie anche con Topolino protagonista. Tra le storie più interessanti con il personaggio, soprattutto da un punto di vista politico, c’è sicuramente Il blitz beffardo.
La storia ha un soggetto abbastanza semplice: una dittatura militare e una resistenza. In questo caso il dittatore è Gambadilegno che prende con la forza (un calcio nel sedere, in effetti!) il potere nel regno di Portofelice detronizzando il re Cuorcontento. Tempo dopo la resistenza si organizza e raggiunge Topolinia per chiedere proprio a Topolino di aiutarli contro il tiranno, suo storico avversario. A quel punto il nostro eroe, dopo essere sfuggito alle guardie di Gamba, insieme con la resistenza, elabora un piano per mettere alla berlina il tiranno e spingere la popolazione a ribellarsi.

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Evidente, vista la tipologia di dittatura instaurata da Gambadilegno, fare un parallellismo con nazismo e fascismo. In questo senso la storia di Siegel, disegnata da Sergio Asteriti, è probabilmente la storia più esplicitamente politica tra tutte quelle in cui i personaggi disneyani hanno affrontato delle tirannie, almeno fino all’avvento di Casty sul Topo. La resistenza, infatti, è spesso stata contro tiranni in regni fantastici e non in situazioni realistiche e contemporanee alla realtà storica del lettore, e questo rende la storia unica all’interno della produzione disneyana italiana.
E’ inevitabile la conclusione positiva della ribellione beffarda ideata da Topolino, ma le tre vignette con cui il nostro eroe elabora il piano non possono che far pensare, in questo secondo 25 aprile sotto covid19, a Peppino Impastato, che portò avanti una strategia simile contro la mafia.
Quest’ultima è un genere di resistenza diversa rispetto a quella storica dei partigiani, che oggi ricordiamo, ma merita anch’essa di essere menzionata, perché è resistenza di questi nostri strani giorni.

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