A scuola di computer con Superman

A scuola di computer con Superman

Sebbene qualcuno ricordi che in una vecchia storia Superman era in grado di calcolare le cifre del pi greco, ciò che è certo è che nel 1980 la DC Comics pubblicò lo speciale The computer that saved Metropolis scritto da Cary Bates per i disegni di Jim Starlin e Dick Giordano.
superman-computerL’albo, realizzato per promuovere le discipline STEM e in particolare l’uso dei computer a scuola, presenta un’ampia porzione in cui Superman spiega agli studenti di una classe di Metropolis il funzionamento dei computer.
Le scene mostrate dagli autori sono tipiche della fase intermedia che si stava attraversando all’epoca. Si veniva dagli stanzoni che ospitavano dei veri e propri armadi, in parte ancora presenti nei centri di calcolo più avanzati, per andare verso una sempre maggiore miniaturizzazione, testimoniata dalla messa in commercio dei primi personal computer, dispositivi in grado di realizzare calcoli non troppo complessi e occupare uno spazio relativamente piccolo (quello di una scrivania).
Superman, oltre a raccontare le potenzialità dei computer, che ad esempio furono fondamentali per portare l’uomo sulla Luna (e proprio sulle missioni Apollo si trovano dei dispositivi che ricordano i nostri computer portatili), racconta anche l’hardware di cui sono costituiti, mostrando i tubi che caratterizzavano i primi computer ad armadio fino ai chip (o circuiti integrati) dell’epoca.
Tutto questo viene inserito dagli autori all’interno di una trama avventurosa in cui Superman deve affrontare il Signore degli Specchi e alla fine l’eroe viene aiutato dai giovani studenti che iniziano a programmare sui computer che lo stesso Superman ha portato a scuola per contrastare con i disastri scatenati dal cattivo di turno.
E qui spunta una curiosità cinematografica. Il tema tecnologico che fa da base a The computer that saved Metropolis anticipa il Superman III di Richard Lester del 1983. A fare la differenza è, invece, la prospettiva con cui la tecnologia viene vista: mentre nella storia di Bates la tecnologia è vista in termini positivi e propositivi, la cinepresta di Lester getta una luce inquietante sui computer e la programmazione in generale.

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superman-superbabyLa curiosità matematica con cui vorrei chiudere questo articolo è legata a Superman #224 del 1970. La storia, di Robert Kanigher e Curt Swan, è una tipica storia immaginaria (o Elseworlds, per riprendere una parola che la DC Comics adottò per distinguersi dai What If…? della Mervel) in cui Superman e Lois hanno un superfiglio dal cervello ipersviluppato, ma con tendenze criminali.
In questo caso, oltre ai vari riferimenti all’era spaziale, il superbaby viene mostrato in varie occasioni a tracciare diagrammi geometrici ed equazioni su una classica lavagna nera. Sono tutte equazioni matematiche e fisiche assolutamente sensate e corrette, ma hanno anche una caratteristica: sono sempre le stesse dalla copertina fino alle pagine dove il superbaby scrive sulla lavagna!
Forse un po’ poco per mostrare l’intelletto del figlio di Superman, nonostante le equazioni segnate siano per i più abbastanza incomprensibili.

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P.S.: in effetti esiste una storia in cui Superman è associato al pi greco, ed è JLA #8 di Grant Morrison per i disegni di Oscar Jimenez. La storia narra di una serie di avventure immaginarie, in una delle quali Kal-El è una Lanterna Verde su Kripton e viene abbordato da una notabile del pianeta, il cui numero di telefono è costituito proprio dalle … cifre di pi greco!