Superpapero evidenza

Un sorso di superisotopi

31 Marzo 2022
Un omaggio al primo supereroe disneyano e a Francesco Gerbaldo che ha proposto ai lettori italiani una versione giapponese di Super Snooper

“Il club dei supereroi” è una delle riviste che Francesco Gerbaldo curava per Panini Comics, insieme con “Cronache del Papersera”. Come ormai tutti gli appassionati disneyani sanno, Gerbaldo è morto improvvisamente a 42 anni di età. Mentre “Topolino” lo ricorda e lo celebra pubblicando l’articolo dedicato a Gastone, personaggio creato da Carl Barks nel 1947 (prima pubblicazione nel 1948), qui sul Cappellaio ho pensato invece di dedicare alla sua memoria un articolo su una storia particolare uscita su “Il club dei supereroi” #5. Per un ricordo di Rodolfo Cimino vi rimando al buon Andrea Bramini.

Sebbene all’esordio in Italia arrivò come l’Ultra Pippo, la storia del 1965 di Del Connell e Paul Murry uscita su The Phantom Blot #2, già all’esordio era stato chiamato come Super Goof ed era il prototipo proprio di Super Pippo, il primo supereroe disneyano… Il primo?
In effetti, come ricorda Francesco Gerbaldo negli articoli de Il club dei supereroi #5, Pippo non è il primo personaggio disneyano ad aver ottenuto dei superpoteri. Ad anticiparlo ci ha pensato, ma per puro caso, il buon Paperino ne Il SuperDinamo di Carl Barks, una classica ten pages costruita come parodia del genere supereroistico.
paperino-superisotopiPer dare i superpoteri a Paperino, Barks sceglie un modo abbastanza classico per il genere: una bottiglia di un liquido misterioso che Paperino pensa essere una medicina per lo stomaco, che i nipotini avrebbero dovuto andargli a prendere in farmacia. E invece conteneva degli isotopi liquidi destinati al Laboratorio Sperimentale.
Un isotopo è, essenzialmente, un atomo ma con un numero maggiore di neutroni rispetto a quelli che avrebbe di solito. Per esempio il deuterio è un idrogeno con un neutrone in più nel nucleo.
Gli isotopi si possono classificare in due grandi famiglie, quelli stabili e quelli instabili. E se dobbiamo pensare a degli isotopi in grado potenzialmente di donare a chi li ingerisce dei superpoteri, evidentemente non possiamo non rivolgere la nostra attenzione sugli isotopi instabili o radioattivi. In quest’ultima famiglia, uno dei più noti radioisotopi è sicuramente il carbonio-14, utilizzato per la datazione dei fossili. Non si hanno, però, notizie di radioisotopi che permattano a chi li ingerisce di ottenere la superforza, la capacità di compiere balzi giganteschi e financo volare o respirare nello spazio mentre si fa ciao alla Luna o si annodano le comete, o quella, forse un po’ più utile (dipende dagli stomaci!) di addentare l’acciaio. E’ più probabile che un’alta e continua esposizione ai radioisotopi porti a qualche controindicazione in termini di salute, a voler essere pignoli.

paperino-supersnooper

Ciò che, però, risulta interessante è la narrazione circolare proposta da Barks per la storia. Nel finale, infatti, da una parte l’Uomo dei paperi sembra quasi suggerire che la storia di Paperino sia stata tutta una specie di sogno lucido a occhi aperti, dall’altra invece l’autore ci ripropone nel finale la scena d’apertura, ma con un incredibile ribaltamento. All’inizio, infatti, Paperino, infuriato, prende l’albo di Super Snooper che i nipotini stanno leggendo e lo scaraventa a terra. Nel finale, invece, sono i nipitini a gettare, questa volta nella spazzatura, l’albo, concludendo con delle sagge parole:

I ragazzi non dovrebbero lasciare certi fumetti là dove i parenti possono trovarli e leggerli!

Sulle orme del Super Snooper, però, sono tornati due autori decisamente molto diversi uno dall’altro. Il primo è Don Rosa con Il ritorno di Super Snooper, che si configura sì come un sequel della storia del 1949, ma che a conti fatti ne è soprattutto un remake, visto che ripropone sostanzialmente le stesse situazioni. A cambiare è, semplicemente, l’approccio di Paperino: mentre nella storia di Barks abbiamo un Paperino spaccone in competizione con un personaggio fittizio, nella storia donrosiana ha come obiettivo quello di mostrarsi un degno zio per i suoi nipotini.
paperino-eroeInteressante rilevare l’approccio più scientifico di Don Rosa alla materia supereroistica: su tutti i pensieri di Paperino nel corso della sua corsa ad alta velocità per compiere il giro del mondo, poi abortito, in pochissimo tempo. Inoltre, da grande conoscitore del genere, realizza una vignetta conclusiva ricca di citazioni. Innanzitutto l’autore cita sia Superman, con un logo che ricorda molto da vicino quello presente sul costume silver age dell’azzurrone, sia Super Pippo, visto che il costume stesso ricorda il pigiama del supereroe topolinese. La vignetta, poi, richiama anche la mitica copertina di Amazing Spider-Man #50 con Peter Parker in primo piano e l’Uomo Ragno sullo sfondo.
Il secondo autore cui facevo riferimento è, invece, di ben altra scuola fumettistica: mangaka Shiro Shirai, uno degli autori coinvolti dalla Egmont nel 1996 per realizzare una serie di remake di storie classiche destinate al mercato giapponese. Shirai, pur mantenendo il soggetto della di Barks, si prende qualche licenza poetica, trasformando, per esempio, il gusto del liquido sorseggiato da Paperino, che nel caso della storia giapponese diventa decisamente più gradevole.
La sua pubblicazione, insieme con le altre due storie di questa versione “isotopicamente super” di Paperino sulle pagine de Il club dei supereroi #5 avviene nel modo più fedele possibile all’originale, traduzione a parte, ovvero con il senso di lettura all’orientale! Una scelta, questa, che arricchisce ancora di più un albo già di per sé interessante proprio grazie al Super Snooper barksiano.

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Gianluigi Filippelli

Gianluigi Filippelli

Gianluigi Filippelli (Cosenza, 1977) ha conseguito laurea e dottorato in fisica presso l'Università della Calabria. Attualmente lavora presso l'Osservatorio Astronomico di Brera (Milano) dove si occupa di Edu INAF, il magazine di didattica e divulgazione dell'Istituto Nazionale di Astrofisica di cui è editor-in-chief.
Tra i suoi interessi, le applicazioni della teoria dei gruppi alla fisica e la divulgazione della scienza (fisica e matematica), attraverso i due blog DropSea (in italiano) e Doc Madhattan (in inglese). Collabora da diversi anni al portale di critica fumettistica Lo Spazio Bianco, dove si occupa, tra gli altri argomenti, di fumetto disneyano, supereroistico e ovviamente scientifico.
Last but not least, è wikipediano.

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